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MEDIARE CON LA CINA

cinesedMediare non è sempre cosa semplice.

Le difficoltà aumentano quando la distanza non  consente di incontrarsi direttamente, quando non  si parla la stessa lingua, quando il nostro interlocutore ha una cultura distante dalla nostra…

Non nascondo il mio interesse per la cultura cinese che mi ha portato da un anno a questa parte a studiarne la lingua, oltre a questo è evidente il mio amore per internet…e lo shopping sul web!

L’insieme di questi fattori mi ha permesso di vivere un’esperienza di negoziazione che mi ha fatto riflettere e che vorrei condividere.

Ho ordinato su un noto sito dei vestiti su misura tra cui un paio di pantaloni.

Quando è arrivata la merce, i pantaloni erano corti e non era stato fatto l’orlo.

Il fatto che fossero corti era palesemente responsabilità mia che avevo sbagliato a dare la misura. Invio una mail al produttore cinese dicendo che i pantaloni erano corti e che li volevo cambiare ( ovviamente cosa non consentita dal contratto visto che si trattata di un capo su misura).

La risposta alla mail, come mi aspettavo, è stata negativa: le misure le avevo  fornite io e loro avevano confezionato i pantaloni sulla base di quello.

Azzardo una telefonata in Cina.

L’operatrice all’inizio ribadisce il concetto per cui rifiutavano un cambio merce o un rimborso, poi iniziamo a chiaccherare…le chiedo da quanti anni è in Cina, dove ha studiato cinese, le racconto i miei progressi nella lingua e il mio desiderio di andare in Cina…le dico che adoro fare acquisti on line e che il loro sito è meraviglioso e che  gli altri abiti che mi hanno confezionato mi hanno lasciato a bocca aperta: favolosi! Peccato davvero per quei pantaloni…io ero convinta cucissero l’orlo… se avessi saputo che non facevano l’orlo avrei dato una misura più lunga per farlo successivamente io … L’operatrice evidenzia come in effetti i cinesi non siano così attenti come noi italiani ai dettagli…

Le propongo di intercedere per me presso il suo responsabile per chiedere di rifare i pantaloni più lunghi e magari nel frattempo ordino qualcosa d’altro così fanno una spedizione unica.

Dopo poco ricevo una mail con cui mi confermano la spedizione gratuita di un nuovo paio di pantaloni più lunghi, la possibilità di trattenere quelli che avevo già ricevuto facendo un nuovo ordine.

Invio dunque  una mail di ringraziamento al responsabile dell’azienda dichiarandomi totalmente soddisfatta dal loro servizio clienti ed in particolare dell’operatrice che si era adoperata a trovare una soluzione estremamente interessante ed efficace!

Cosa ne pensate di questa negoziazione?

CONVEGNO INTERNAZIONALE A PADOVA “Pratiques communicatives de la médiation”

Dopo il comunicato stampa della consulta, dopo le manifestazioni dei mediatori e organismi di mediazione a Roma, a Milano, dopo la dichiarazione di improponibilità di tutti gli emendamenti  al decreto crescita volti alla reintroduzione della mediazione obbligatoria…in attesa di leggere le motivazioni della sentenza della corte costituzionale, penso si possa continuare a parlare di mediazione in modo positivo e costruttivo.

Per questo vi segnalo un’interessante e, a mio parere, imperdibile occasione:il Convegno internazionale che si terrà a Padova nelle giornate del 6 e 7 dicembre p.v. che rappresenta un momento di condivisione interdisciplinare per tracciare i principi teorici essenziali che caratterizzano la nozione di mediazione e per identificare le particolarità linguistiche e culturali dei diversi discorsi di mediazione. 

Durante il Convegno saranno presentati degli studi condotti da ricercatori (linguisti e giuristi) e professionisti (mediatori) interessati o direttamente coinvolti a vario titolo dalle diverse pratiche di mediazione, principalmente nelle aree francese e italiana. 

Il Convegno è organizzato dal prof. Michele De Gioia (professore di Lingua e Traduzione francese, specialista di Linguistica francese e responsabile scientifico del progetto di ricerca “Il discorso della mediazione fra terminologia e traduzione”), ed è patrocinato dall’Università degli Studi di Padova, dalla Camera di mediazione patavina, dalla Camera arbitrale patavina e dalla S.U.S.L.L.F. – Società Universitaria per gli Studi di Lingua e Letteratura Francese. 

Ecco il programma completo:

Programme définitif colloque Padoue 2012

Ecco il link con tutti i riferimenti dei relatori: http://www.efmr.it/?op=eventdetail&id=502

Vi segnalo inoltre che in apertura del Convegno, Michèle Guillaume-Hofnung, professoressa di Diritto, direttrice del diploma universitario “La Médiation” dell’Université Paris 2 Panthéon-Assas e direttrice dell’Institut de Médiation Guillaume-Hofnung, terrà una conferenza plenaria dal titolo “La survie de la médiation et ses impératifs théoriques”.

Ormai si sta parlando e scrivendo di mediazione solo relativamente all’obbligatorietà, agli emendamenti, alle proteste…

Io voglio invitarvi ad aderire numerosi a questo importante Convegno per riflettere sulle opportunità e potenzialità della mediazione con una visuale internazionalistica e multidisciplinare!

E’ottima occasione per ampliare le nostre prospettive portando le nostre riflessioni su aspetti più importanti dell’obbligatorietà!

 

 

MEDIAZIONE E CONSUMATORI

Mi sembra interessante dare spazio ad alcune considerazioni sulla recente proposta di direttiva europea sulla risoluzione delle controversie dei consumatori, perchè al di là della continue polemiche la mediazione c’è e ci sarà sempre!

La proposta, che  risale a un paio di mesi fa ( 29/11/2011) , unitamente alla proposta di regolamento sulla risoluzione delle controversie online per le controversie dei consumatori (regolamento sull’ODR per i consumatori) va considerata nel contesto degli impegni volti a migliorare il funzionamento del mercato interno, più in particolare le possibilità di ricorso per i consumatori.

Ecco alcune linee guida presenti nella  “Proposta per Direttiva ADR consumatori”

  1. gli Stati membri devono garantire che tutte le controversie tra consumatori e professionisti connesse alla vendita di beni o alla fornitura di servizi possano essere sottoposte ad un organismo ADR, anche online
  2. In caso di controversia, i consumatori devono essere in grado di identificare rapidamente gli organismi ADR competenti a trattarla. Gli Stati membri possono
  3. gli stati membri possono delegare la responsabilità relativa a tale mansione ai rispettivi centri della rete di Centri europei dei consumatori (ECC-Net), che attualmente svolge la funzione di orientare i consumatori verso gli organismi ADR competenti a trattare le loro controversie transfrontaliere.
  4. gli stati membri devono garantire che gli organismi ADR rispettino i principi di qualità relativi ad imparzialità, trasparenza, efficacia ed equità
  5. Per assicurare che gli organismi ADR funzionino correttamente e forniscano un servizio di qualità ai consumatori e ai professionisti, è necessario monitorarli con assiduità. In ogni Stato membro un’autorità competente è incaricata del monitoraggio del funzionamento degli organismi ADR del proprio territorio.

Perché questa proposta? L’elaborazione di un sistema ADR che funzioni correttamente all’interno dell’Unione, basato su organismi ADR esistenti negli Stati membri, nel rispetto delle loro tradizioni legali, rafforzerà la fiducia dei consumatori nel mercato interno al dettaglio, compreso il settore del commercio elettronico.

Qui potete leggere il testo della proposta directive_adr_it

WORKSHOP ADR MODELS IN CHINA AND WESTERN COUNTRIES PRACTICE

Vi segnalo un workshop  molto interessante, gratuito, che si terrà a Pisa il 25 e 26 novembre. 

Questo workshop interdisciplinare intende studiare le origini storiche dei sistemi ADR, le loro attuali radici nella tradizione legale orientale e la possibilità di scoprire flussi incrociati di esportazioni di leggi in un mondo largamente globalizzato, con particolare attenzione all’interazione tra i modelli di arbitrato occidentali e le esperienze di mediazione orientali.

Per questo motivo, il workshop coinvolge esperti e professionisti in diritto comparato e in altre scienze sociali provenienti dall’Italia e dalla Cina, così come illustri esperti internazionali nel campo dell’ADR e dell’arbitrato internazionale.

Ecco il  Programma  del workshop.

Ulteriori informazioni e per chi si vuole iscrivere ( entro il 18 novembre) : http://www.lider-lab.sssup.it/lider/

L’OBBLIGATORIETA’ PIACE ALL’EUROPA

Un aspetto che ha fatto e che fa ancora molto discutere è quello dell’obbligatorietà della mediazione.

Io stessa in diverse occasioni ho evidenziato come l’obbligatorietà snaturi la mediazione che deve essere volontaria, cioè devono essere le parti ad esprimere la volontà di ricorrevi, ma che tale previsione è necessaria, almeno temporaneamente, per far conoscere ai cittadini questo nuovo strumento di risoluzione delle controversie.

In attuazione della direttiva comunitaria, il nostro legislatore ha previsto in ben dodici materie che la mediazione sia causa di procedibilità per l’attivazione delle vie giudiziali. Dunque, prima di andare davanti a un giudice le parti sono obbligate a rivolgersi al mediatore e tentare una conciliazione.

La leggittimatà di questa previsione è attualmente ancora al vaglio delle nostra corte costituzionale.

Ed ecco arrivare sulla questione, il parere dell’Europa, che si è espressa qualche giorno fa, con la risoluzione del Parlamento europeo del 13 settembre 2011 sull’attuazione della direttiva sulla mediazione negli stati membri.

Mi interessa evidenziare in particolare quanto sostenuto al punto 5 della risoluzione:

” riconosce che l’articolo 5, paragrafo, 2, consente agli Stati membri di rendere obbligatorio il ricorso alla mediazione o di sottoporlo a incentivi o a sanzioni, sia prima che dopo l’inizio della procedura giudiziaria, a condizione che ciò non impedisca alle parti di esercitare il loro diritto di accesso al sistema giudiziario”

e il punto 8 e seguenti che fanno proprio riferimento alla nostra esperienza: ” l’esempio più lampante è il decreto legislativo italiano n. 28 che punta a riformare il sistema giuridico e ad alleggerire il carico di lavoro dei tribunali italiani, notoriamente congestionati, riducendo i casi e il tempo medio di nove anni per risolvere un contenzioso in una causa civile; osserva che, come previsto, ciò non è stato accolto con favore dagli operatori, i quali hanno impugnato il decreto dinanzi ai tribunali e sono addirittura scesi in sciopero;

9. nonostante le polemiche, gli Stati membri la cui legislazione nazionale va oltre i requisiti di base della direttiva sulla mediazione sembrano aver raggiunto risultati importanti nella promozione del trattamento non giudiziario delle controversie in materia civile e commerciale; osserva che i risultati raggiunti, in particolare in Italia, Bulgaria e Romania, dimostrano che la mediazione può contribuire a una soluzione extragiudiziale conveniente e rapida delle controversie attraverso procedure adeguate alle esigenze delle parti;

10. osserva che nel sistema giuridico italiano la mediazione obbligatoria sembra raggiungere l’obiettivo di diminuire la congestione nei tribunali; ciononostante sottolinea che la mediazione dovrebbe essere promossa come una forma di giustizia alternativa praticabile, a basso costo e più rapida, piuttosto che come un elemento obbligatorio della procedura giudiziaria;

Qui trovate il testo completto della risoluzione, che personalmente suggerisco di leggere anche perchè rappresenta la più attuale fotografia della situazione della mediazione in Europa:

http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2011-0361+0+DOC+XML+V0//IT&language=IT

Mi sembra una nota decisamente positiva e un chiaro messaggio a chi questa obbligatorietà proprio non va giù! Grazie Europa!

 

La mediazione in Europa

Alcuni mi chiedono dove e come specializzarsi in mediazione internazionale.
Al momento non ci sono specializzazioni in controversie transfrontaliere, la specializzazione la acquisiremo sul campo.
Il suggerimento è, dunque, quello di inserirsi in un organismo che opera già a livello internazionale in modo da aumentare le possibilità di gestione di casi transfrontalieri e fare esperienza in materia.

Diciamolo pure, la mediazione non è un’invenzione italiana…diamo uno sguardo intorno alla nostra realtà: andiamo in Europa.
Il 21 maggio 2008, l’Unione europea ha emanato la direttiva 2008/52/CE a cui gli Stati membri si devono conformare entro il 21 maggio di quest’anno, con lo scopo di incoraggiare il ricorso alla mediazione all’interno degli Stati.

Se vuoi leggi la Direttiva 2008/52/CE

Si applica alle controversie transfrontaliere in materia civile e commerciali in cui almeno una delle parti sia domiciliata in uno stato membro.

Leggendola è chiaro come, a livello europeo, viene incoraggiata la formazione dei mediatori, viene favorito il ricorso ai metodi alternativi alla risoluzione delle controversie da un lato conferendo all’organo giudiziale la possibilità di invitare le parti a ricorrere alle adr e dall’altro non pregiudicando la possibilità di ricorrere comunque in giudizio, inoltre garantisce all’interno della mediazione la riservatezza e prevede che gli accordi presi in sede di mediazione siano resi esecutivi.

Se desiderate approfondire le vostre conoscenze della mediazione a livello europeo, vi suggerisco questo sito dove potete trovare la situazione della mediazione in ogni singolo stato membro con indicazioni utili e concrete www.e-justice.europa.eu