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TEORIE SULLA COMUNICAZIONE

I conflitti nascono dalla mancanza di comunicazione o da una comunicazione inesatta.

 

Tutto comunica, anche il silenzio.

 

Per essere buoni conciliatori si deve essere buoni comunicatori, ma soprattutto, buoni ascoltatori.

Il conciliatore aiuta le parti a comunicare.

 

Come funziona la comunicazione?

La sorgente TRASMETTE e il destinatario RICEVE. In questa operazione intervengono 4 operazioni di codifica e di decodifica.

Per rendere più veloce ed efficace la comunicazione si deve uniformare il processo di de-codifica della parte.

 

Ci sono quattro piani di comunicazione:

 

  1. CONTENUTO OGGETTIVO:  quello che l’emittente vuole comunicare
  2. AUTORIVELAZIONE: informazioni che l’emittente rivela su se stesso
  3. INTENZIONI: lo scopo che l’emittente vuole ottenere dal ricevente
  4. RELAZIONE: informazioni sulla relazione tra emittente e ricevente.

 

Se uno di questi piani non è solido, il conciliatore interviene, facendo domande per chiarire la situazione.

Il conciliatore interverrà ogni qual volta la comunicazione tra le parti diventa egocentrica e porta a una chiusura e lo farà facendo la parafrasi delle cose sentite e facendo feedback.

 

La comunicazione avviene attraverso due canali:

 

  • Comunicazione verbale= patrimonio linguistico
  • Comunicazione paraverbale (voce)

   Non verbale (corpo)

                                       Visiva (immagine)

Il primo passo che il conciliatore farà compiere alle parti per consentire una comunicazione efficace è quella di far comprendere che non sono una contro l’altra ma che sono insieme contro un problema.

E’ necessario in sede conciliativa, separare le persone dal problema.

 

Ecco i 5 ASSIOMI DELLA COMUNICAZIONE UMANA proposte dal Mental Research institute di Palo Alto

  1. non si può non comunicare
  2. ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e uno di relazione in modo tale che il secondo classifica il primo ed è quindi metacomunicazione
  3. gli esseri umani comunicano con il modulo numerico ( parole) e con il modulo analogico (non verbale)
  4. la natura di una relazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze di comunicazione tra i comunicati ( separare la persona dal problema)
  5. tutti gli scambi di comunicazione sono simmetrici (uguaglianza) o complementari (differenza)

 

Il conciliatore, sulla base di quanto detto, dovrebbe favorire la comunicazione tra le parti, ad esempio, individuando i canali preferenziali della comunicazione.

 

Può essere utile un piccolo accendo alla PNL, la programmazione neuro linguistica che pone attenzione alla comunicazione non verbale, ai movimenti oculari e ai diversi canali sensoriali.

In particolare, si individuano tre tipologie di canali preferenziali di comunicazione:

  • VISIVO: movimenti oculari verso l’alto; guarda spesso l’interlocutore; ha bisogno di leggere da sé; è ordinato; cammina diritto e parla veloce
  • UDITIVO: movimenti oculari verso destra (costruttivo)o sinistra (ricordi); è facilmente distraibile dai rumori; sa parlare bene e lo fa in modo ritmico; ha difficoltà nello scrivere
  • CENESTETICO: movimenti oculari verso il basso; ricerca contatto fisico; non riesce a stare a lungo seduto; ha un tono di voce basso; ha una gestualità lenta.