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In arrivo nuove norme deontologiche per gli avvocati mediatori

Continuiamo ad occuparci dello scenario che si sta formando intorno alla mediazione.
Ieri abbiamo un po’ parlato della posizione dell’ O.U. A., oggi vorrei porre la vostra attenzione, invece, sulla reazione del Consiglio Nazionale Forense.
Il Consiglio nazionale forense, infatti, sta elaborando un’ integrazione del codice deontologico forense per disciplinare il comportamento dell’avvocato sia che assuma le funzioni del mediatore/conciliatore sia che assista le parti in mediazione.
Torniamo dunque su un argomento su cui più volte abbiamo discusso: mediatore o avvocato?
C’è chi sostiene che il mediatore lo può fare solo chi ha una preparazione giuridica come gli avvocati e chi, al contrario ritiene vi sia incompatibilità tra le due professioni.
I coordinatori delle commissioni consultiva, deontologica, mediazione e conciliazione e gruppo di lavoro sull’attività giurisdizionale sono stati incaricati di formulare una proposta di testo che, da una parte, preveda un generalizzato obbligo di osservanza degli obblighi propri della nuova funzione e che poi declini, nella successiva articolazione, i profili delle possibili incompatibilità, conflitti di interessi, responsabilità in caso di proposta di conciliazione non conforme al diritto.
Per il Consiglio, “In attesa e indipendentemente dagli sviluppi giurisdizionali e politici sulla mediazione la messa a punto deontologica appare passaggio urgente e ineludibile, nella scia della linea d’azione generale del Consiglio che se, da una parte, è impegnato a contrastare ed a far superare le criticità della mediazione così come disciplinata dalla attuale normativa, dall’altra non può e non deve sottrarsi alla responsabilità di fornire il dovuto e doveroso supporto ai Consigli degli Ordini per il governo dell’istituto anche nei suoi aspetti deontologici e nelle sue ricadute disciplinari”.
Il Consiglio ha ritenuto opportuno procedere per questa strada tenendo conto del fatto che la violazione da parte dell’avvocato-mediatore civile degli obblighi propri come fissati dalla normativa attualmente in vigore determina per lui conseguenze sul piano disciplinare valutabili dal Consiglio dell’Ordine “sia se si ritenga che l’esercizio dell’attività di mediatore civile da parte di un avvocato rappresenta una manifestazione di attività professionale, sia se si ritenga il contrario”.

Vi segnalo il link al consiglio nazionale forense: http://www.consiglionazionaleforense.it/on-line/Home/AreaStampa/Comunicatistampa/articolo6821.html

Vi segnalo anche questo articolo sull’argomento dell’A.N.P.A.R.
439-il-cnf-mette-mano-al-codice-deontologico-che-fine-faranno-quegli-organismi-di-conciliazione-ed-enti-formativi-privati-rappresentati-legalmente-da-avvocati