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MEDIAZIONE: VERSO UN NUOVO DECRETO?

Penso non vi sia sfuggito l’articolo apparso ieri sul sole 24 ore.

18 maggio ILSOLE24ORE

Si è tenuto un primo tavolo al ministero con i vertici del cnf per approvare in tempi rapidi le modifiche legislative all’istituto della mediazione.
Ecco i punti caldi:
-assistenza obbligatoria per tutti i procedimenti di mediazione
-eliminazione dell’obbligo di informativa da parte del legale e della sanzione dell’annullamento del mandato;
-obbligatorietà della mediazione;
-competenza terriroriale dei mediatori;
-patrocinio statale

Andremo verso un decreto che stravolgerà la mediazione?
Nei prossimi giorni proseguiranno gli incontri serali al Ministero.

Sono un po’ perplessa. Ancora una volta resto in fiduciosa attesa di quel minimo di certezza della legge che mi consenta almeno di capire se parlare di mediazione o di un qualcosa che alla fine con la mediazione non avrà nulla a che vedere!

INCONTRO MINISTERO E CONSIGLIO NAZIONALE COMMERCIALISTI

Vi riporto la notizia dell’incontro tra il ministro Alfano e il presidente del consiglio nazionale dei commercialisti Siciliotti.
Ricordiamoci che quello degli avvocati non è l’unico punto di vista da tenere in considerazione!

A seguito delle notizie apparse sulla stampa in materia di mediazione, il presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, Claudio Siciliotti, è stato invitato questa mattina dal Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, per un confronto su una riforma che ha sempre visto i commercialisti italiani tra i suoi più convinti sostenitori.

Nel corso dell’incontro, il presidente Claudio Siciliotti ha ribadito il suo no a qualsivoglia ipotesi di abrogazione della obbligatorietà della mediazione e a qualsivoglia ipotesi di sospensione dell’operatività della riforma. Forti perplessità sono state espresse anche in relazione all’ipotesi che possa essere introdotta l’obbligatorietà dell’assistenza tecnica legale in sede di mediazione.

Secondo Siciliotti, infatti, “è fuori di dubbio che un numero rilevante di mediazioni si svolgono e si svolgeranno con la partecipazione dei legali delle parti, ma è giusto che ciò sia rimesso alla loro volontà, laddove invece l’obbligatorietà, in una fase che resta pregiudiziale, determinerebbe la percezione da parte del cittadino di una moltiplicazione di oneri imposti e sarebbe davvero un risultato paradossale, atteso che la riforma mira proprio ad abbattere i costi della giustizia per il cittadino, oltre che a snellirne i tempi”.

Da parte sua, il Ministro Alfano, condividendo i punti ritenuti cardine dai commercialisti, ha assicurato che qualsiasi scelta sarà compiuta tenendo conto della necessità di mantenere inalterato lo spirito della riforma, senza aggravi aggiuntivi per i cittadini.
(notizia tratta da www.cndcec.it)

PRESENZA OBBLIGATORIA DELL’AVVOCATO IN MEDIAZIONE

Dopo l’accordo raggiunto ieri tra presidenti degli ordini degli avvocati e ministero, iniziano le riflessione sugli scenari che si andranno a creare nei prossimi mesi.

Ecco il link dell’articolo apparso oggi sul SOLE 24 ORE
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2011-05-11/conciliazione-solo-lavvocato-232812.shtml?uuid=AaU2LNWD

Personalmente sono d’accordo con la presenza del legale in mediazione perchè sono fermamente convinta della possibilità che dia un contributo positivo, ciò non di meno alcune perplessità le ho e le voglio condividere con voi.

l’obbligo della presenza del legale deve essere per tutte le materie o per le sole materie obbligatorie?
– quale ruolo degli altri professionisti? e se la parte preferisse essere assistita dal commercialista per una controversia in materia di contratti bancari? perchè obbligarlo a pagare anche un legale?
– verrà modificato il tariffario forense? quanto dovrà pagare una parte obbligata a portarsi l’avvocato in mediazione? Se la mediazione è un risparmio di tempo e soldi, perchè gravare la parte che non vuole assistenza?
– non sarebbe a questo punto utile prevedere che il legale che accompagna in mediazione abbia seguito un corso per prepararsi all’assistenza in mediazione che è attività nuova anche per il legale? Se il legale non è preparato alla mediazione, pur essendo competente nella materia oggetto di mediazione, potrebbe perfino ostacolare la buona riuscita della mediazione stessa! Tanto criticano la preparazione dei mediatori, ma loro sono preparati alla mediazione? Perchè non creare una lista di avvocati accreditati per assistere in mediazione?

Mi piacerebbe aprire un bel dibattito su questi punti molto delicati.
Voi cosa ne pensate?

La mediazione nasce come procedimento volontario…già l’obbligo per alcune materie è stato difficile da digerire, ma poteva avere un senso nell’ottica di “abituare” il cittadino a un nuovo metodo di risoluzione delle controversie e, nel mio immaginario, una volta che la cultura della mediazione si fosse diffusa, quest’obbligo non sarebbe stato più necessario. Ma ora aggiungiamo obblighi su obblighi. A che scopo? Quello di fare gli interessi delle parti in mediazione o di accontentare una limitata categoria di professionisti?

Accordo raggiunto tra rappresentanti Avvocatura e ministero Giustizia

Ieri sera, a Roma, si è tenuto un incontro tra i presidenti degli ordini degli avvocati e il ministero.
Vi riporto il comunicato stampa apparso sul sito del ministero questa mattina.

Ad esito di una ampia ed approfondita discussione, terminata a notte fonda, su tutti i nodi più complessi dell’amministrazione della Giustizia civile e del ruolo dell’avvocatura, il ministro della Giustizia, i rappresentanti del CNF ed i presidenti degli Ordini e delle Unioni regionali che hanno accolto l’invito a partecipare all’incontro, si è convenuto di introdurre l’assistenza necessaria degli avvocati nei procedimenti di conciliazione obbligatoria e di costituire una cabina di regia permanente tra il ministro e l’avvocatura per risolvere il problema urgente dello riduzione dell’arretrato civile, con il coinvolgimento dell’avvocatura nella giurisdizione, la promozione della negoziazione assistita affidata ai difensori, la introduzione di limiti per valore alla conciliazione obbligatoria o, in alternativa, la fissazione di tariffe graduate.
La riunione ha segnato un risultato positivo che CNF ed Ordini hanno ottenuto, per la prima volta, dopo molti mesi di tensione, superando polemiche e pregiudizi.
“Oggi ricomincia un cammino comune per il bene della Giustizia in Italia – ha affermato il Guardasigilli a termine della riunione – questo cammino comune -conclude Alfano- porterà grandi risultati ai cittadini nel segno della efficienza della Giustizia civile”.

Mi pare di capire che i punti su cui ci saranno delle possibili modifiche sono:
l’introduzione dell’ assistenza delle parti in mediazione
-l’introduzione di limiti di valore per i casi di conciliazione obbligatoria.

Mi sembra un’ottima prospettiva quella dell’assistenza legale delle parti in mediazione.
Forse in quest’ottica la categoria forense si aprirà un po’ di più all’istituto della mediazione? Staremo a vedere!
Voi cosa ne pensate?

In arrivo nuove norme deontologiche per gli avvocati mediatori

Continuiamo ad occuparci dello scenario che si sta formando intorno alla mediazione.
Ieri abbiamo un po’ parlato della posizione dell’ O.U. A., oggi vorrei porre la vostra attenzione, invece, sulla reazione del Consiglio Nazionale Forense.
Il Consiglio nazionale forense, infatti, sta elaborando un’ integrazione del codice deontologico forense per disciplinare il comportamento dell’avvocato sia che assuma le funzioni del mediatore/conciliatore sia che assista le parti in mediazione.
Torniamo dunque su un argomento su cui più volte abbiamo discusso: mediatore o avvocato?
C’è chi sostiene che il mediatore lo può fare solo chi ha una preparazione giuridica come gli avvocati e chi, al contrario ritiene vi sia incompatibilità tra le due professioni.
I coordinatori delle commissioni consultiva, deontologica, mediazione e conciliazione e gruppo di lavoro sull’attività giurisdizionale sono stati incaricati di formulare una proposta di testo che, da una parte, preveda un generalizzato obbligo di osservanza degli obblighi propri della nuova funzione e che poi declini, nella successiva articolazione, i profili delle possibili incompatibilità, conflitti di interessi, responsabilità in caso di proposta di conciliazione non conforme al diritto.
Per il Consiglio, “In attesa e indipendentemente dagli sviluppi giurisdizionali e politici sulla mediazione la messa a punto deontologica appare passaggio urgente e ineludibile, nella scia della linea d’azione generale del Consiglio che se, da una parte, è impegnato a contrastare ed a far superare le criticità della mediazione così come disciplinata dalla attuale normativa, dall’altra non può e non deve sottrarsi alla responsabilità di fornire il dovuto e doveroso supporto ai Consigli degli Ordini per il governo dell’istituto anche nei suoi aspetti deontologici e nelle sue ricadute disciplinari”.
Il Consiglio ha ritenuto opportuno procedere per questa strada tenendo conto del fatto che la violazione da parte dell’avvocato-mediatore civile degli obblighi propri come fissati dalla normativa attualmente in vigore determina per lui conseguenze sul piano disciplinare valutabili dal Consiglio dell’Ordine “sia se si ritenga che l’esercizio dell’attività di mediatore civile da parte di un avvocato rappresenta una manifestazione di attività professionale, sia se si ritenga il contrario”.

Vi segnalo il link al consiglio nazionale forense: http://www.consiglionazionaleforense.it/on-line/Home/AreaStampa/Comunicatistampa/articolo6821.html

Vi segnalo anche questo articolo sull’argomento dell’A.N.P.A.R.
439-il-cnf-mette-mano-al-codice-deontologico-che-fine-faranno-quegli-organismi-di-conciliazione-ed-enti-formativi-privati-rappresentati-legalmente-da-avvocati

A.N.P.A.R.: FORSE NIENTE PROROGA NEL DECRETO MILLEPROROGHE

Buongiono!

Torniamo un po’ a parlare di attualità, visto che se non erro questa mattina dovrebbe essere previsto un voto in Camera sull’ormai leggendario decreto milleproroghe.

Cerco di reperire notizie un po’ da diverse fonti. Ieri sera ho letto questo intervento pubblicato sul sito dell’Associazione Nazionale per l’Arbitrato & la Conciliazione.

Mediazione obbligatoria:  anche le controversie  in materia di condominio e di risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti fuori dal decreto milleproroghe? Tanto sembra capire dallo stop di Napolitano, che ha richiamato l’attenzione  sull’ampiezza e sulla eterogeneità delle modifiche. Lo snellimento governativo del decreto milleproroghe  dovrebbe prevedere  l’eliminazione dell’ articolo 2, comma 16-decies ( disposizione di proroga al 20 marzo 2012 delle materie sopra citate). Dunque, piena applicazione a partire dal 20 marzo 2011 di tutte le materie  di cui all’art. 5 del D. Leg.vo n. 28/2010. Dunque nessuna, violazione della Costituzione e nessuna lesione dei diritti disponibili dei cittadini, afferma Pecoraro, presidente dell’Associazione Nazionale per l’arbitrato e la conciliazione: La volontà dei cittadini  è sovrana su tutto, mediazione civile compresa e la verità sta nel fatto che il cittadino  vuole essere protagonista e gestire  in una controversia i propri torti e le proprie ragioni, non vuole “difese” imposte o coartate, ma vuol fare prevalere il buon senso della ragione e della volontà e cercare di restare in buoni rapporti  con la parte avversa.

Ormai siamo proprio agli sgoccioli..il 20 marzo è vicino!

 

CONCILIAZIONE: Test su 600mila cause

Non pensiate che questo blog si sia trasformato in una rassegna stampa!
Ma come tutti ben sapete l’argomento mediazione è su tutti i giornali in questi giorni non è proprio possibile ignorarlo!
Stiamo proprio scrivendo la storia della mediazione in questi giorni!

Vi segnalo un articolo di oggi:
ITALIA OGGI martedì 15 febbraio 2011
Conciliazione, test su 600 mila cause
di Gabriele Ventura

Una partenza pilota per la conciliazione obbligatoria. Per monitorare la riuscita dello strumento introdotto dal dlgs n. 28/2010 e poterlo eventualmente modificare in corsa in vista del via libera definitivo previsto per il 20 marzo 2012. Così il sottosegretario alla giustizia, Giacomo Caliendo, ha spiegato la scelta di via Arenula di rinviare di 12 mesi l’entrata in vigore della normativa solo per due materie, circolazione stradale e condominio), attraverso un emendamento al Milleproroghe approvato in extremis dalle commissioni Affari costituzionali e Bilancio del Senato (si veda ItaliaOggi del 12 febbraio scorso).
Settori che comprendono però, secondo stime dello stesso ministero, più del 50% del contenzioso rientrante nella disciplina del decreto legislativo. Mentre il legislatore ha quantificato in 600 mila l’anno le controversie civili e commerciali su diritti disponibili potenzialmente destinate alla mediazione. È quanto emerso ieri a Milano alla presentazione del «Quarto rapporto sulla diffusione della giustizia alternativa in Italia», organizzato dalla Camera di commercio di Milano attraverso la sua azienda speciale Camera arbitrale, da Isdaci (Istituto per lo studio e la diffusione dell’arbitrato e del diritto commerciale internazionale) e da Unioncamere. Secondo l’indagine sono state oltre 93.400 le procedure di giustizia alternativa avviate in Italia nel 2009 tra Corecom, negoziazione paritetica, mediazione amministrativa, arbitrati e riassegnazione nomi a dominio. In primo piano la conciliazione presso i Corecom, con 43.403 domande in materia di telecomunicazioni, il 46,4% del totale, seguita dalla negoziazione paritetica che nasce dai protocolli sottoscritti da imprese e associazioni di consumatori per la risoluzione di controversie in materia di consumo (30.213 domande, il 32,3% del totale). A seguire la mediazione amministrata da Camere di commercio, con 18.958 domande, il 20,3% del totale. L’arbitrato costituisce lo 0,9% d tutte le procedure, la riassegnazione dei nomi a dominio lo 0,03%. Mentre, secondo il rapporto, sono 320 i centri complessivamente attivi in Italia nella giustizia alternativa, in crescita dal 15% rispetto al 2008. Di questi, il 50% si occupa di mediazione amministrativa, 97 i centri di arbitrato e cinque i centri accreditati per la riassegnazione dei nomi a dominio «it». Quanto invece alla velocità della giustizia, il rapporto stima in 162 giorni la durata media di una procedura di arbitrato e in circa 65 giorni per la mediazione amministrativa. Per un valore complessivo delle controversie di 196 mila euro per gli arbitrati e 27 mila euro per la mediazione. Le materie del contendere, invece, sono state soprattutto le telecomunicazioni, i contratti bancari e finanziari per la mediazione, gli appalti e il diritto societario per gli arbitrati. Infine, il presidente della Camera di commercio di Milano, Carlo Sangalli, ha sottolineato l’elevato costo dell’eccessiva durata dei processi per le imprese. «Un costo medio annuo per azienda», ha detto, «di quasi 4 mila euro. Cioè una spesa complessiva per le imprese di 23 miliardi di euro l’anno».