Archivi categoria: Il ruolo dell’educatore nella mediazione tra pari

Il ruolo dell’educatore nella mediazione tra pari

Mi sono già soffermata in altri post su cosa sia la mediazione tra pari e perché sia importante insegnare ai nostri figli le tecniche della mediazione.

Insegnare a mediare non è difficile, né faticoso, anzi, in alcuni casi può essere un momento di gioco e di divertimento da condividere insieme, ad esempio proponendo alcuni esercizi di problem solving o di pensiero laterale prendendo spunto da un cartone animato, una notizia del tg, un fatto successo a scuola.

Vorrei prendere in considerazione il vostro ruolo di educatori nella risoluzione dei conflitti tra pari.

Potete rivestire diversi ruoli:

  • arbitro: dopo aver sentito i ragazzi coinvolti, dite loro quale è la soluzione migliore da adottare;
  • mediatore: aiutate i ragazzi a trovare e creare una soluzione alla loro disputa
  • coach: ascoltate le rimostranze di un ragazzo nei confronti dell’altro e lo aiutate a utilizzare il modello di risoluzione positiva delle controversie.

Vi faccio un esempio pratico.

Prima di tutto, tenete presente che sono sempre tre le fasi per la gestione positiva di un conflitto:

  1. preparare per la cooperazione: “se ci mettiamo tutti d’impegno, sono sicuro che troveremo una soluzione soddisfacente per tutti”
  2. Identificate gli interessi e i bisogni delle parti: “ che cosa vuoi? Cosa pensi di questa situazione?”
  3. Trovare soluzioni creative: “ pensiamo in quanti modi potremmo risolvere questa situazione”

 

Non c’è sicuramente bisogno che vi faccio esempi sul ruolo dell’educatore come arbitro, in quanto, purtroppo, è quello in cui vi trovate più frequentemente. Sembra quello più immediato e meno impegnativo per risolvere le questioni tra ragazzi, in realtà, se proverete un approccio differente, ne apprezzerete in breve tempo i vantaggi sia per voi che non dovrete più essere coinvolti nei litigi, sia per i ragazzi che acquisiranno abilità sociali e relazionali oltre che indipendenza e autostima per essere in grado di risolvere da sé i propri problemi.

 Ecco un esempio del ruolo dell’educatore come coach.

Anna viene da voi e vi dice che Lucia non la fa giocare.

  1. preparare per la cooperazione: “ se ne parliamo insieme sono sicura che troveremo una soluzione per cui tu e Lucia sarete entrambe contente”
  2. identificare gli interessi e i bisogni delle parti:

       “ Anna dimmi che cosa ti piacerebbe”

       “Voglio giocare con Lucia ma quando glielo ho chiesto mi ha risposto di no”

       “ Dunque vorresti qualcuno con cui giocare e tra le persone con cui ti piacerebbe   giocare c’è Lucia?”

Anna non risponde

“ Cosa pensi del fatto che Lucia non vuole giocare con te in questo momento?”

Anna non risponde

“ C’è altro che tu vorresti?”

“Sono triste che nessuno voglia giocare con me, non ho nessun amico”

“Allora vorresti avere degli amici che giocano con te e sei triste perché non hai amici”

3. Trovare soluzioni creative:

“ Pensa a tre modi in cui risolvere il tuo problema”

“ Potresti dirmi i nomi di tre bambini con cui vorresti giocare”

“ Potresti fare un giro e vedere i diversi giochi che i bambini stanno facendo e scegliere il gioco che ti piace di più e chiedere se ti fanno giocare”.

Ecco lo stesso esempio ma con l’educatore nel ruolo del mediatore.

  1. preparare per la cooperazione: “ Lucia, Anna mi ha detto che c’è un problema per giocare insieme. Mi piacerebbe parlarne insieme perché sono sicura che troveremo una soluzione che vi farà contente entrambe”
  2. identificare gli interessi delle parti: “ Anna prova a dire a Lucia cosa vuoi e cosa pensi”

  Anna: “ Voglio giocare con te e sono triste perché non vuoi giocare con me e perché     nessun bambino vuole giocare con me”

“ Lucia, di ad Anna cosa pensi”

Lucia: “ voglio giocare con i miei amici ma quando Anna gioca con noi vuole fare il capo e se non glielo facciamo fare, mette il broncio”

“ Dunque entrambe volete degli amici con cui giocare. Anna in particolare vuole che Lucia sia sua amica e Lucia è triste perché se Anna gioca con lei vuole fare sempre il capo”

 3. Trovare soluzioni creative: “Pensate a tre modi in cui risolvere questa situazione”

 Lucia: “ potremmo dare ad Anna un’altra possibilità di giocare con noi se ci dimostra di non voler fare il capo”

Anna: “ Prometto di non fare il capo quando gioco con voi”

“Anna, potreste tu e Lucia avere un segnale segreto che lei ti fa per farti capire che stai iniziando a comportarti come un capo in modo tale che così puoi continuare a giocare con gli altri senza fare il capo”

Cosa ne pensate? Potete sperimentare questi nuovi approcci alla risoluzione dei conflitti?

Vi faccio presente che entrambi le situazioni non sono durate più di due minuti d’orologio!