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Mediazione e patti di famiglia

In questi giorni ho risposto a molti commenti che affermavano la totale inadeguatezza di un mediatore ad affrontare importanti questioni giuridiche…

Ovviamente non sono per niente d’accordo.

Il corso di mediatore civile non è un corso finalizzato a imparare le materie oggetto di mediazione obbligatoria e non. Mi pare una pretesa eccessiva e sfido un qualunque laureato in giurisprudenza a dichiararsi esperto in tutte le materie che sono previste dalla mediazione obbligatoria! Per non parlare di tutto quello che può diventare oggetto di mediazione facoltativa!

Quello che credo è che con le giuste tecniche di comunicazione, un mediatore può essere di prezioso aiuto alle parti indipendentemente dalla materia del contendere.

Detto questo, poiché ci sono delle materie obbligatorie, mi sembra importante che il mediatore conosca almeno l’abc di queste materia e che se lo desidera e se ne ha occasione le può tranquillamente approfondire man mano che l’esperienza pratica lo porta ad affrontarle.

L’ultima volta che abbiamo trattato le materie oggetto di mediazione obbligatoria, vi ho proposto le successioni.

Connessa alle successioni c’è anche la disciplina del istituto del patto di famiglia, altra materia obbligatoria ai sensi dell’art. 4 del d.lgs 28 del 2010.

Ma cos’è questo patto di famiglia?? Ho curiosato nel codice civile ovviamente!

Il patto di famiglia è il contratto con cui l’imprenditore trasferisce, in tutto i in parte, la propria azienda o le proprie partecipazioni societarie a uno o più tra i suoi discendenti.

Sono sicura che vi siete accorte come questo istituto contrasti con le regole generali che abbiamo visto in materia di successioni.

Leggere gli articoli del codice non vi porterà via molto tempo! Oltre alle definizione ricordate che il patto di famiglia:

– Deve essere stipulato nella forma di atto pubblico;

– Gli assegnatari devono essere necessariamente tutti coloro che sarebbero legittimari in caso di apertura di succesione

– Può essere impugnato per i vizi del consenso

– Può essere sciolto o per mutuo consenso o per recesso

– La norma finale prevede già che le controversie in materia siano demandate agli organismi di conciliazione.