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LE BATTUTE INIZIALI DELLA MEDIAZIONE: IL DISCORSO D’APERTURA

Mentre aspettiamo con trepidazione l’udienza del 24 ottobre che probabilmente determinerà un po’ il destino della mediazione, noi di mediazioni continuiamo a farle e cerchiamo di farle al meglio.

Vorrei proseguire quindi un’analisi della mediazione che ho iniziato qualche post  fa quando ho individuato le fasi della mediazione , ribadendo l’importanza del discorso introduttivo del mediatore.

Dopo che il mediatore si è preparato all’incontro e dopo aver accolto entrambe le parti, è il momento di aprire la mediazione con il discorso di apertura.

L’apertura della mediazione determina i toni della stessa.

E’ il momento di stabilire la tua presenza e il tuo controllo sul processo di mediazione per cui è importantissimo prepararsi a cosa dire.

Fai un discorso corto, guardando in faccia tutte le parti e  non dando per scontato che le parti ricordino quello che dici.

Cosa dire?

Secondo me, nel discorso iniziale è fondamentale:

  • dare il benvenuto alle parti e complimentarsi per il coraggio di affrontare un’esperienza difficile e non familiare
  • spiegare qual è lo scopo della mediazione e il ruolo del mediatore
  • spiegare come si svolgerà l’incontro : sessioni riservate, dire che in qualunque momento possono chiedere una pausa, chiedere se hanno problemi di tempo
  • ricordare la riservatezza
  • ricordare la regola della parola e dell’ascolto
  • dare informazioni pratiche: dov’è il bagno, dove si può bere, se ci sono zone per fumare
  • Chiedere se hanno domande, se sono pronti a cominciare

Qui trovi un esempio di discorso introduttivo.

PRIMA DEL DISCORSO: ACCOGLIENZA DELLE PARTI

Sto un po’ ripercorrendo quelle che sono le fasi di un incontro di mediazione.

Abbiamo visto come prepararsi all’incontro: studiando il caso e poco prima che le parti arrivino, ripassando e  sistemando l’ambiente.

L’ambiente è un altro elemento fondamentale per l’accoglienza delle parti che vengono in mediazione.

Il mediatore deve mettere le parti a loro agio. Io preferisco accoglierle quando entrano nell’organismo e mi presento quando sono nella sala d’attesa. Le parti non arrivano insieme, per cui cerco di accoglierle quando arrivano. Attenzione a non esagerare: se arriva l’altra parte e ti vede scherzare con chi è arrivato prima potrebbe pensare che non sei imparziale.

Voi come vi organizzate?

In base al numero delle persone che saranno presenti all’incontro di mediazione si può sistemare il tavolo e le sedie in modo diverso. Ci sono diversi studi in tal senso: tavolo rotondo meglio di quello rettangolare…le parti di fronte al mediatore…Insomma io ne ho visti parecchi ma se l’organismo ha a disposizione una stanza organizzata in un certo modo bisogna adattarsi!

Allora le poche ma essenziali strategie per favorire la comunicazione in mediazione sono:

  • ognuno deve vedere e sentire gli altri in modo da entrare facilmente in discussione
  • se ci sono più parti generalmente si siedono vicino
  • ognuno deve essere fisicamente comodo e a suo agio
  • il mediatore deve sedersi in una posizione dove può controllare il processo di mediazione.

 

PREPARARSI ALLA MEDIAZIONE

La prima e fondamentale fase della mediazione è quella della preparazione.

Devo dire che nelle mediazioni fatte sin d’ora mi sono sempre preparata.

Ho studiato i documenti depositati dalle parti e ho fatto ricerche su internet sulla materia oggetto della controversia e in alcuni casi mi sono letta gli orientamenti giurisprudenziali.

L’intento non è stato tanto quello di presentarmi come esperta della materia ma in primo luogo di rispondere alla mia primaria esigenza di conoscere quello di cui si andrà a discutere e in secondo luogo di dare alle parti e a chi le assiste la tranquillità che non solo sto capendo quello che dicono ma che parlo la loro stessa lingua.

Mi è servito molto nelle materie tecniche che mi sono capitate come contratti bancari, locazioni, aspetti fiscali…

Prepararsi alla mediazione significa, secondo me, investire un po’ di tempo qualche giorno prima dell’incontro per  preparare se stessi:

  • studiare il caso
  • studiare le possibili strategie.

Preparare la mediazione significa anche prepararsi prima che arrivino le parti il giorno dell’incontro:

  • sistemare l’ambiente dell’incontro
  • rivedere gli appunti del caso e memorizzare i nomi delle parti
  • rivedere le informazioni pratiche da riferire alle parti per metterle a loro agio (dov’è il bagno, l’area fumatori…)
  • verificare lo spazio per le sessioni riservate

Voi come vi preparate all’incontro di mediazione?

LE FASI DELLA MEDIAZIONE

Arrivano finalmente le vacanze… non è più tempo di correre e rincorrere ma di fermarsi, respirare, riflettere.

Le riflessioni che vorrei fare, dopo l’ esperienza di un po’ di mediazioni nei mesi scorsi, riguardano proprio un confronto tra la teoria e la pratica che ho sperimentato.

Vorrei ripensare a tutte ( o quasi) le mediazioni che ho fatto per verificarne le fasi, i miei comportamenti da mediatore, le reazioni delle parti. Cosa mi aspettavo? Cosa è successo davvero? Cosa potevo fare di diverso?

Per cui approfitterò di questo mese per sviscerare le mediazioni fatte e analizzarle con occhi diversi per poi ripartire a settembre con una prospettiva nuova.

Parto oggi con il ricordare a me stessa quali sono le fasi  (teoriche) delle mediazioni con l’intento di studiarne una per una e confrontarle con la realtà che ho vissuto.

Le fasi della mediazione che dovrei ritrovare in tutte le mediazioni fatte sono:

  • LA PREPARAZIONE ALL’INCONTRO DI MEDIAZIONE
  • IL DISCORSO INTRODUTTIVO
  • LA NARRAZIONE DI UNA PARTE
  • LA NARRAZIONE DELL’ALTRA PARTE
  • GLI INCONTRI RISERVATI
  • LA “COSTRUZIONE” DELL’ACCORDO
  • LA REDAZIONE FORMALE DELL’ACCORDO
  • LA CHIUSURA DELL’INCONTRO

E già…mi rendo conto che non in tutte le mediazioni ci sono state queste fasi…

E nelle vostre mediazioni?