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MEDIAZIONE, CONCILIAZIONE, ARBITRATO

Per gli addetti ai lavori, è importante distinguere la mediazione dalla conciliazione, anche se, molto spesso, questi due termini sono utilizzati allo stesso modo. Si veda, ad esempio il recente decreto in fase di approvazione in cui si parla indistintamente di mediazione e di conciliazione.

La mediazione è disciplinata dal nostro codice civile all’articolo 1754  e seguenti, in particolare il mediatore  “ è colui che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza.

Tracce della conciliazione sono invece presenti nel codice di procedura civile dove si parla di tentativi obbligatori di conciliazione ( ad esempio in materia di separazione personale dei coniugi o nel rito del lavoro).

Le principali differenze tra mediazione e conciliazione:

  • La mediazione avviene fuori dalle aule di giustizia /la conciliazione è endoprocessuale e viene tentata dal giudice
  • La mediazione ha ad oggetto la comprensione delle relazione interpersonali ( si parla di mediazione familiare, ambientale, sociale, turistica/ la conciliazione ha prima un oggetto economico e poi la relazione tra le parti ( si parla di conciliazione societaria e bancaria

 

Dalla mediazione e conciliazione si distingue l’arbitrato, disciplinato dall’art. 806 cpc in cui la decisione della controversia viene demanata a un terzo scelto dalle parti.

La regola è che il terzo decida secondo diritto, ma si può stabilire che la decisione debba avvenire secondo equità.

Può essere amministrato se gestito da un organismo ( si veda ad esempio la Camera Arbitrale di Milano) oppure ad hoc se le regole vengono stabilite dalle parti.

Le principali differenze tra arbitrato e conciliazione:

  • L’arbitrato è formale/la conciliazione informale
  • Il terzo è l’arbitro/il terzo è un conciliatore
  • La decisione è dell’arbitro/ nella conciliazione la decisione è delle parti
  • La decisione arbitrale è vincolante/ la decisione in sede conciliativa è facoltà delle parti
  • L’arbitrato si conclude con un lodo/la conciliazione si conclude con un verbale  di conciliazione non esecutivo (se non nei casi previsti dalla legge)
  • La decisione verte sul petitum/la decisione può andare oltre il petito ( c.d. allargamento della torta negoziale)
  • L’arbitrato è costoso/ la conciliazione ha costi contenuti

 

Attenzione a distinguere la conciliazione anche da altre fattispecie:

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    • Arbitraggio ( art. 1349 c.c.): un terzo decide su un punto essenziale di un accordo già preso
    • Perizia tecnica ( art. 61 ss cpc): il perito è diverso dal conciliatore in quanto decide solo su un aspetto tecnico della controversia
    • Transazione ( art. 1965cc):  non c’è un conciliatore ma solo le parti che si fanno reciproche concessioni