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QUALE POTREBBE ESSERE LA CHIAVE DEL SUCCESSO DELLA MEDIAZIONE?

In questi mesi di dibattito sulla mediazione si sono delineati due  aspetti fondamentali legati alla figura del mediatore che potranno determinare il successo della mediazione.

Da un lato si è parlato del  mediatore come  facilitatore della comunicazione tra le parti, dall’altro è emersa la necessità che il mediatore sia anche competente nella materia oggetto della mediazione.

Personalmente credo che  la preparazione del mediatore deve riguardare sia le abilità comunicative sia le competenze tecniche. Mi rendo conto che non sempre è possibile avere entrambe!

La co-mediazione, secondo me,  è  la soluzione ideale che contemplerebbe le due esigenze.

La mediazione è un momento di riflessione non tanto sui torti o le ragioni o  sulle sanzioni da applicare, quanto sulla rottura dell’equilibrio che il conflitto ha creato all’interno del  complesso delle emozioni, sentimenti provati dalle parti coinvolte nel conflitto.

Attraverso la mediazione si vuole trasformare quella rottura di equilibrio in qualcosa di costruttivo e di positivo che possa ricondurre alla riconciliazione tra le parti.

Due mediatori che lavorano congiuntamente, uno con competenze psicologiche e comunicative e l’altro giuridiche e tecniche.

Quali vantaggi  per le parti?

  •  le parti che hanno a disposizione competenze specifiche.
  • chi non viene accompagnato si sente comunque supportato tecnicamente
  • il servizio si differenzia da quello che potrebbe dare il legale o il consulente di parte,  perché verrebbe fornita l’informazione legale o comunque tecnica in senso oggettivo e non strategico

 Quali vantaggi  per i mediatori?

  • migliore gestione degli equilibri tra le parti
  • assenza di rischio di negoziare fuori dalle aree normative
  • possibilità di “suddividere” i compiti nella gestione del procedimento ( chi fa domande, chi osserva il linguaggio non verbale..)

 Quali vantaggi per l’organismo che offre la co-mediazione?

  • si offre un servizio completo e di qualità
  • si offrono maggiori garanzie di equidistanza

L’unica nota “negativa” su cui riflettere sono le spese, che certamente non devono gravare sulle parti. Come mediatori sareste disposti a dividere l’indennità?

Cosa ne pensate? La co-mediazione potrà determinare il successo della mediazione e degli organismi che l’adotteranno?