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MEDIATORI NON SI NASCE MA SI DIVENTA: ancora 3 suggerimenti!

Si stima che 600mila cause finiranno davanti ai mediatori: un bel numero!
Non sono tanto i numeri che mi interessano, ma come queste cause verranno gestite.

Come si concluderanno queste controversie?
La sfida della mediazione è quella di raggiungere un accordo rimanendo in buoni rapporti: la reciproca soddisfazione è l’elemento che distingue la mediazione dal compromesso.

Con la mediazione le parti ottengono qualcosa, con il compromesso cedono qualcosa.

In mediazione le parti non fanno un braccio di ferro, ma diventano soci in affari.

Come il mediatore può aiutare le parti a passare da una posizione di antagonismo a una di cooperazione?

Ho già approfondito in diverse occasione l’importanza per il mediatore di saper comunicare e relazionarsi in modo efficace con le parti cercando di sviluppare le capacità di ascolto e di empatia, ma ancora ci voglio tornare con questi tre suggerimenti.
1. prendi tempo per pensare: non avere fretta di arrivare a una soluzione. Ascolta le parti, cerca di comprendere i loro tempi per raggiungere un accordo e rifletti sulle strade percorribili

2. capisci prima di argomentare: fai domande, approfondisci, documentati, accetta la critica

3. valorizza le parti con l’ascolto: non imporre mai il tuo intervento, ascolta quello che hanno da dirti, impara a gestire il dissenso tra le stesse.

Certo detto così sembra semplice, ma in realtà non lo è! E ogni caso, così come ogni parte in mediazione, lo dovrete gestire in modo diverso: nessun caso sarà uguale a uno precedente che vi è già capitato, nessuna persona che vi troverete di fronte vedrà le cose nello stesso modo, nessuna soluzione sarà identica a un’altra!

Sono convinta che mediatori non si nasce ma si diventa!

E allora forza: cerchiamo occasioni nel nostro quotidiano per mettere in pratica quelle tecniche di comunicazione e di gestione dei conflitti che ci sono state insegnate durante il corso!