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IL MEDIATORE E’ UN PROFESSIONISTA

In diversi commenti ho letto delle forti critiche, a mio parere immotivate, alla figura del mediatore, adducendo una scarsa o inadeguata preparazione.Vorrei rispondere a tutti, ispirandomi proprio a quello che mi avete scritto, con la speranza di sedare un’inutile polemica per aprire un dialogo costruttivo su altri importanti aspetti della mediazione che ci sta aspettando alla porta!

Il mediatore è un professionista.

E’ un professionista come lo è un avvocato, un commercialista, un geometra, uno psicologo, un medico, un architetto.

Ognuno ha il suo ruolo, la sua professionalità, le sue competenze e nessuno si sogna di dare dell’incompetente all’uno perché non ha le conoscenze dell’altro.

Il mediatore, come tutti i professionisti è soggetto a un codice deontologico.

Il mediatore è un professionista delle risoluzione dei conflitti.

Come ho scritto già una volta mediatori non si nasce, ma si diventa e ora aggiungo mediatori non si diventa per caso né per semplice passione.

Il mediatore ha unito alla sua professionalità di base ( non dimentichiamo infatti che mediatore può diventare uno dei professionisti indicati) un qualcosa in più: le conoscenze delle tecniche di gestione dei conflitti e di negoziazione nelle controversie.

La preparazione del mediatore non è cosa da poco e si affina strada facendo.

Il corso insegna comunicazione, psicologia della comunicazione, prossemica, mimica, tecniche di risoluzione alternative delle controversie, gestione delle emozioni.

A me personalmente, e come penso alla maggior parte dei mediatori, sappiate che questo percorso non basta e che il mediatore è impegnato in attività continua di ricerca, approfondimenti e formazione in materia di risoluzione alternativa delle controversie.

In definitiva quando andate in mediazione, avete di fronte una persona con un altro profilo professionale che rappresenta un vantaggio non indifferente per le parti.

Personalmente, il fatto che la legge imponga ai mediatori la gestione di conflitti in determinate materie, mi spinge ad interessarmi e approfondire queste materie. Non penso sia una contraddizione..anzi mi sembra una cosa intelligente!

Per questo ho proposto sul blog qualche simpatica guida per districarsi in difficili materie..una sorta di bussola, senza pretese esaustive per dare un imput al mediatore che desidera approfondire.

Ho fatto un esplicito invito a tutti gli avvocati che seguono il blog di inviarmi materiale utile da condividere relativo alle materie oggetto di mediazione e lo rinnovo in questa sede!

Io continuerò a pubblicare queste guide fino ad esaurire le materie obbligatorie, non perché il mediatore debba avere le stesse conoscenze di un avvocato, ma perché a volte in mediazione è importante far ragionare le parti in termini di vantaggi e svantaggi del raggiungimento di una soluzione rispetto a un giudizio ordinario del tribunale. E come fa il mediatore se non conosce almeno l’abc della materia? O ancora a volte in mediazione è importante riconoscere se vi siano elementi oggettivi che le parti possono riconoscere come tali come punto di partenza per le trattative, e se il mediatore non li conosce per proporli alle parti?

La conoscenza di queste materie serve al mediatore non per affrontare il problema da un punto di vista giuridico come farebbe un legale ma per applicare efficacemente quelle tecniche di comunicazione che ha acquisito!

Dunque mi  auguro che  il mediatore che non sappia cos’è un diritto reale sia l’eccezione e non la regola!

La mediazione è creatività ma la creatività deve portare a soluzioni realistiche!