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LA SESSIONE CONCLUSIVA

Vorrei continuare a dare una mano a chi è impegnato in questi e nei prossimi giorni in varie simulazioni di mediazione.
Abbiamo visto come condurre un incontro di mediazione in tutte le sue fasi: il discorso introduttivo del mediatore, il primo incontro congiunto con le parti, le sessioni riservate, veniamo ora alla sessione che potremmo definire conclusiva.
Considerata la vicinanza delle posizioni tra le parti, convochiamo quindi la sessione congiunta e cerchiamo di riassumere il lavoro fatto in precedenza per avvicinare le parti verificando man mano nel corso del riassunto che le parti accettino reciprocamente le proposte.
L’atteggiamento del mediatore deve essere sempre positivo. Possiamo dire:
“Abbiamo lavorato in modo proficuo, abbiamo fatto dei passi in avanti, direi che ci siamo…siete d’accordo su questo punto?”
E’ il momento del brainstorming, di mettere sul tavolo tutto quello che è emerso durante la mediazione e arrivare a una soluzione che sia di reciproco interesse.
Suggerisco di utilizzare la lavagna per fissare bene i punti.Complimentatevi con le parti per l’impegno.
E’ giunto il momento di formalizzare l’accordo: il mediatore deve redarre verbale ( art. 11, comma 3, dlg 28/2010)
O meglio io individuerei due casistiche.
1. mediazione facilitativa: ipotesi in cui le parti sono avvenute all’accordo ma trovano esse stesse la regolamentazione con eventualmente il supporto dei legali e del mediatore (comma 1 dell’art. 11: il mediatore fa processo verbale a cui allega il testo dell’accordo)
2. mediazione propositiva: ipotesi in cui il mediatore formula la proposta che deve poi essere accettata o meno dalle parti ed è parte integrante del verbale.
Terminata la stesura il mediatore legge il verbale lo sottoscrive con le parti
Il verbale sarà conservato presso l’organismo di mediazione.
Quello che dovete ricordare è che, per il mantenimneto della relazione tra le parti, è necessario che esse si sentano libere di poter regolare l’accordo negoziato come meglio credono con la totale consapevolezza che l’atto con cui si andranno ad obbligare proviene esclusivamente dall’incontro delle loro volontà e non da decisioni di terzi seppure imparziali!