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Verbale di mediazione e responsabilità del mediatore

Parliamo ancora un po’ del verbale di mediazione?
Il verbale, ai sensi dell’art. 12 del decreto n. 28, ha efficacia esecutiva se omologato dal presidente del tribunale nel cui circondario ha sede l’organismo presso cui avviene la mediazione.

Il tribunale effettua una verifica formale, una verifica dei diritti disponibili e un controllo del contenuto dell’accordo.

E se il verbale non venisse omologato? Secondo voi ci sarebbe una responsabilità del mediatore che ha assistito le parti nel formularlo e redigerlo nel caso in cui una delle parti che vuole agire esecutivamente non lo può fare proprio perchè non viene concessa l’omologa?

Ricordiamoci che il mediatore svolge due attività: una facilitativa per aiutare le parti a trovare un accordo e, in caso questa fallisse, può formulare una proposta che le parti possono accettare o meno. Ci sarebbe la stessa responsabilità in entrambi i casi?

Infondo al mediatore è fatto obbligo solo di formulare proposte nel rispetto del limite dell’ordine pubblico e delle norme imperative. Rispettato questo obbligo può stare tranquillo o rischia un’azione di responsabilità nel caso di mancata omologa del verbale?

Pensateci e fatemi sapere!
Vorrei analizzare con voi alcuni aspetti relativi ai rischi e responsabilità legate allo svolgimento dell’attività del mediatore!

L’accordo e il verbale di conciliazione

Vi ho illustrato in diversi post i vantaggi di trovare una soluzione stragiudiziale attraverso il ricorso a una procedura conciliativa.

Al termine del procedimento di conciliazione si puó giungere ad un accordo oppure no.

Raggiunto l’accordo, chi mi garantisce che venga rispettato?

Se le parti raggiungoni un accordo, questo viene trasferito all’interno di un verbale di conciliazione.
Il contenuto é deciso dalle parti che vengono assistite, sotto il profilo tecnico, dal conciliatore.
Con lo scopo di rafforzare l’ impegno delle parti al rispetto di quanto pattuito, il nostro legislatore é intervenuto stabilendo in alcuni casi la valenza esecutiva del verbale di conciliazione.
Ne è un esempio il caso del verbale di conciliazione in materia di telecomunicazioni il quale costituisce titolo esecutivo.

Le parti, il conciliatore sottoscrivono dunque il verbale di conciliazione e, salvo appunto i casi previsti dalla legge, tale accordo non é come una sentenza o un lodo arbitrale, peretanto non costituirà titolo esecutivo.
Per ovviare a tale inconveniente, ne caso in cui le parti lo ritengano necessario per una propria maggiore tutela, possono ricorrere ad altri metodi per dar forza.

Ad esempio potrebbero recarsi da un notaio per la stipula di un atto pubblico.
Oppure potrebbero prevedere delle clausole penali all’interno dell’accordo stesso.

Sará il conciliatore, con le sue competenze a interpretare al meglio la volontá e le esigenze delle parti ed ad indirizzarle alla soluzione migliore per tutelare e rafforzare l’accordo raggiunto.