CONTRATTO DI MEDIAZIONE: mettersi d’accordo per mediare


FIRMAIn questo momento, mi sembra che da molte voci si cerchi di puntare molto sulla mediazione delegata. Io ci credo poco… credo che il giudice che invii le parti in mediazione sia una perla rara: erano il 2% quando la mediazione era in homepage sul sito del ministero…figuriamoci ora che su quello stesso sito è praticamente impossibile trovare notizie sulla mediazione se non facendo una ricerca con il tasto ‘cerca’.

Per cui o sai già cos’è la mediazione e fatichi ad avere informazioni!

Io penso, come ho sempre fatto, che l’informazione vada data all’utente finale.

Non ai giudici, non con convegni per dare crediti agli avvocati ( senza di quelli non verrebbero nemmeno!) ma di mediazione bisogna parlare con chi  ha un conflitto che non lo fa dormire di notte e che vede come unica porta a cui bussare quella di uno studio legale con la prospettiva di non dormire per tante altre notti!

Bhè la mediazione non fa passare notti insonni, ma aiuta a liberarsi del problema in modo positivo e costruttivo.

Le persone devono sapere che c’è un’alternativa e che la possono scegliere in totale  autonomia e libertà.

E quale migliore espressione di autonomia se non un CONTRATTO DI MEDIAZIONE?

Provate a leggerlo: CONTRATTO_DI_MEDIAZIONE_MODELLO

Cosa ne pensate?

 

3 risposte a “CONTRATTO DI MEDIAZIONE: mettersi d’accordo per mediare

  1. Una cosa (la mediazione demandata dal giudice) non esclude l’altra (la mediazione volontaria), anzi si aiutano a vicenda.

  2. Il modello di contratto è stato creato dalla Federazione Svizzera delle Associazioni di Mediazione per i mediatori attivi in Svizzera (www.infomediation.ch) . In Svizzera la mediazione poco regolata (solo 8 articoli nel Codice di procedura civile). Il legislatore ha scelto di lasciare che la mediazione rimanga una procedura interamente privata, regolata direttamente tra le parti e il mediatore. Da qui l’importanza di fissare gli obblighi e doveri vicendevoli in un contratto vincolante. Ad ogni modo, anche in Svizzera la mediazione fatica a farsi strada. Si osserva però un fenomeno interessante: nei media le parole mediazione e mediatore sono utilizzate molto più di prima, anche quando non si tratta della ‘vera’ mediazione. Ho notato che questo fa suonare familiare la mediazione anche se poi, di fatto , le persone non hanno capito come funziona veramente. Questo facilita l’avvicinamento alla mediazione. Rimane il fatto che occorrerà molto tempo per cambiare il modello culturale attuale.

    • Proprio così! Quello che mi chiedevo era se il modello contrattuale proposto possa essere utilizzato anche qui in Italia, dove la mediazione è strutturata diversamente dalla Svizzera. Mi chiedevo se anche qui da noi si potrebbe proporre un contratto di questo tipo nell’ambito della volontarietà, mi chiedevo che tipo di valenza, incidenza potesse avere…Servirebbe l’esperienza di qualche collega svizzero! E come dici tu il passo culturale da fare è ancora lungo!

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