IL PRIMO BUON PROPOSITO DELL’ANNO: LA CONSULTAZIONE PUBBLICA!


Vi svelo il mio primo buon proposito di questo 2013: partecipare alla consultazione pubblica sul servizio di mediazione!

Il Ministero della Giustizia, da venerdì, dà la possibilità a tutti quelli che sono interessati all’istituto della mediazione di fornire il proprio contributo per la predisposizione di un Libro Verde che possa indicare le linee guida sulla qualità degli organismi di mediazione.

Tutti, organismi pubblici e privati, mediatori, formatori, giudici, esperti della materia, utenti del servizio di mediazione possono dare i propri suggerimenti rispondendo a una serie di quesiti proposti dal Ministero.

La consultazione dura sino al 31 gennaio 2013, i quesiti sono numerosi e riguardano aspetti generali dell’organizzazione degli organismi, standard di qualità, ma analizzano anche la figura del mediatore, la sua professionalità e il tirocinio.

Le vostre risposte potrete mandarle direttamente a questo indirizzo mail del ministero: organismiconciliazione.dgcivile.dag@giustizia.it

Se vorrete condividere con me alcune delle vostre risposte, mi farà piacere confrontarci: vi assicuro che su alcuni quesiti ce ne sarebbe da discutere!

Ecco le domande a cui rispondere:

Consultazione pubblica-Libro verde per la predisposizione del manuale di qualità degli organismi di mediazione

Buon lavoro a tutti!

3 risposte a “IL PRIMO BUON PROPOSITO DELL’ANNO: LA CONSULTAZIONE PUBBLICA!

  1. Secondo me è un modo come un altro per prendere tempo da parte del Governo, aspettando le nuove elezioni, così saranno altri a doversi occupare della “patata bollente” sull’obbligatorietà della mediazione! Come sono delusa!!

  2. Certamente una buona cosa se non fosse che ad essere chiamati a costituire il tavolo di lavoro per la redazione del Manuale di Qualità saranno solo gli Organismi di mediazione PUBBLICI maggiormente rappresentativi accreditati presso il Ministero, con esclusione di quelli privati.
    Tale scelta viene giustificata testualmente “dalla constatazione di non potere privilegiare l’uno o l’altro soggetto privato” . Si tratta dunque di privilegiare qualcuno?
    L’organismo pubblico che parteciperà alla redazione del Manuale di Qualità sarà dunque privilegiato?
    Vi siete chiesti quali sono gli Organismi di mediazione PUBBLICI maggiormente rappresentativi?
    Non sarà forse( occhio alla data) che il 18 Ottobre 2012, data in cui è stato predisposto il libro verde di che trattasi, detti Organismi PUBBLICI maggiormente rappresentativi (composti perlopiù da detrattori) abbiano in qualche modo influenzato tale scelta nel dubbio che la Corte Costituzionale potesse dichiarare legittima la obbligatorietà?
    Alla luce di quanto accaduto negli ultimi mesi (dichiarazione di illegittimità dell’obbligatorietà della mediazione da parte della Consulta, scioglimento delle camere e relative prossime elezioni) mi voglio sbagliare ma, credo proprio che al Ministero di Giustizia si abbia tutta l’ intenzione di continuare a marciare con il piede sbagliato.

  3. Il “Libro verde del Ministero” è una goccia nel mare della riforma di cui necessita l’Istituto della mediazione.

    Non solo ininfluente, è anche inutile poiché:

    * per quanto riguarda la qualità del servizio e dall’attività del mediatore spetterà alle Associazioni professionali degli stessi, in base all’art. 9 della nuova normativa sulle professioni non organizzate, collaborare: “ … all’elaborazione della normativa tecnica UNI relativa alle singole attività professionali, attraverso la partecipazione ai lavori degli specifici organi tecnici o inviando all’ente di normazione i propri contributi nella fase dell’inchiesta pubblica, al fine di garantire la massima consensualità, democraticità e trasparenza”, e vigilare sul rispetto della normativa stessa;

    * per quanto riguarda la qualità del servizio e dall’attività degli organismi serve in primis rendere maggiormente omogeneo il “procedimento di mediazione” e non come ora che ognuno fa veramente ciò che gli pare creando discrepanze, confusione e insoddisfazione.

    Non solo ininfluente, è anche pericoloso:
    poiché guardare la pagliuzza ci distoglie dal vedere la trave, ovvero da una riforma più amplia.

    I movimenti pro-mediazione chiedono ai politici di sposare la “condizione di procedibilità” attraverso un legge di riforma, vedere questa già accolta e promossa dalla APMC e dal Forum dei mediatori:
    http://assomediatoricivili.altervista.org/legge-di-riforma.html

    Saluti a tutti.

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