ASCOLTARE PER MEDIARE


La prossima settimana devo fare un intervento sulla mediazione in una serata il cui tema è “L’ascolto”. Mi sto dedicando a preparare un po’ di spunti per la discussione che vorrei condividere con voi.

Per poter realizzare una mediazione di successo occorre prima di tutto conoscere i punti di vista degli interlocutori ed avere informazioni utili per individuare il terreno dell’incontro. Per riuscirci il mediatore deve saper ascoltare.

Pensate a cosa succede nelle conversazioni quotidiane, quante volte avete visto qualcuno che interrompe chi sta parlando, o che non verifica se ha compreso o meno, che risponde con affermazioni irrilevanti che non tengono conto di quanto detto fino a quel momento.

Ascoltare non è sentire. Ci sono diversi tipi di ascolto:

  • passivo: basato esclusivamente sull’udire parole senza nessuna partecipazione
  • selettivo: ascoltiamo quello che ci pare, filtrando tutto con i nostri modelli mentali
  • riflessivo: ascoltiamo fungendo da cassa di risonanza di chi parla, restituendo come uno specchio quello che viene detto
  • ATTIVO: è il modo migliore di ascoltare, è un feedback su quello che si è appena ricevuto da chi parla, chi ascolta riformula il messaggio e verifica la sua comprensione

Allora come si ascolta attivamente?

1. concentrarsi  sull’interlocutore: 
 Ascoltare quello che viene detto ed anche quello che non viene detto, osservando anche il linguaggio del corpo. Non distrarsi, preparando già mentalmente delle obiezioni.
  
 Non interrompere con contro-argomenti, lasciar proseguire chi parla fino alla fine.

2. Dimostrare che si sta ascoltando. Annuisci, sorridi, controlla che la tua postura sia aperta, assicurati che i tuoi messaggi non verbali siano congruenti.

3. Fornire un feedback. 
Riflettere sul contenuto espresso dall’altro rielaborandolo con parole proprie, per verificare di aver ben compreso.

“Se ho capito bene …” “Cioè quello che stai dicendo …”.
 A volte sarà necessario porre alcune domande per chiarire alcuni punti.
“Che cosa intendi quando dici … ” “E’ questo che vuoi dire …?”

4. Se  richiesto, rispondi in modo appropriato. 
Affermare di poter capire il suo punto di vista e affermare con tranquillità la propria opinione senza tentare di far cambiare idea all’altro.

L’immagine di ascolto nell’idioma è molto significativa e comprende vari elementi. Le orecchie sono il senso più ovvio dell’ascolto, anche se ugualmente sappiamo quanto può essere difficile ascoltare davvero, gli occhi possono ascoltare cose importanti cogliendo gli aspetti non verbali della comunicazione; l’attenzione un segnale di rispetto e ci aiuta ad entrare in relazione con chi sta parlando; la mente ci aiuta a vedere le cose come chi sta parlando comprendendo le sue emozioni e sentimenti, il cuore richiama la necessità di ‘prendersi a cuore l’altro’, di averne cura.

Tante ancora le riflessioni che si possono fare su come l’ascolto sia fondamentale per la mediazione. Voi cosa ne pensate?

Lascio un ultimo spunto per meditare: le sette regole dell’arte di ascoltare di Marinella Sclavi.

Il mediatore le mette in atto durante la mediazione? A me piacciono particolarmente la 2 e la 5! E a voi?

Buon ascolto a tutti!

 

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