PARERE DELLA COMMISSIONE EUROPEA ALLA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA


La situazione intorno alla mediazione si fa calda…non solo qui da noi in attesa della pronuncia della Corte ma anche a livello europeo, dove la Corte di Giustizia è stata chiamata a pronunciarsi sulla mediazione di casa nostra.

Da pochi giorni circola la notizia che la  Commissione UE abbia redatto un parere – da inviare alla Corte di Giustizia Europea – sulla mediazione obbligatoria.

Il parere, non vincolante, è datato aprile 2012.

I passaggi più significativi evidenziano:

  • la mediazione può essere obbligatoria, ma non deve essere onerosa, poichè, altrimenti, il costo della mediazione si trasformerebbe chiaramente in un ostacolo che limita il diritto di ricorrere al giudice.
  • la presenza di sanzioni economiche per coloro che non partecipano alla mediazione o che non accettano la proposta del mediatore rappresenterebbero un ostacolo che limita il diritto di accedere al giudice.
Il parere è certamente condivisibile in linea di principi e mi suggerisce due pensieri:
1. la legge sulla mediazione ha sicuramente bisogno di aggiustamenti
2. non essendo il nostro un paese di matrice anglosassone, è un ‘illusione che la mediazione possa essere accolta senza obbligatorietà o sanzioni semplicemente per un nostro fattore culturale. Nessuno metteva la cintura di sicurezza…qualcuno lo ha iniziato a fare dopo che è stato reso obbligatorio e la sua violazione sanzionata…e spesso facciamo lo stesso i furbi, ma si faccia avanti chi non crede che l’uso della cintura di sicurezza ci possa salvare la vita. Così la mediazione..nessuno ne parlava e pochi sapevano cos’era…da quando è obbligatoria tutti  siamo diventati grandi esperti e oratori della materia e alcuni hanno cominciato a sperimentarla forse solo per timore di incorrere in sanzioni, ma si faccia avanti chi non crede che risolvere una controversia intorno a un tavolo da sé sia meglio che affrontare anni di giudizio per veder decidere qualcun altro!

9 risposte a “PARERE DELLA COMMISSIONE EUROPEA ALLA MEDIAZIONE OBBLIGATORIA

  1. Come mai l’elevato costo dell’ordinamento giudiziario e delle procedure non è state preso in considerazione fino ad oggi? Quanto costa in termini di debito pubblico a una causa del valore di €. 50,00? Come mai finora non è emersa questa nota dolente da parte dei Giudici di Pace?

    • Carissima Anna credo che i costi delle procedure siano stati presi in considerazione, anche se non sempre in modo esplicito. Per la posizione dei giudici di pace in merito non ho rintracciato particolari prese di posizione…

  2. Perchè non leggete il parere prima di pubblicare notizie? Non c’é scritto da nessuna parte che non puó essere onerosa, ma che in alcuni casi risulta troppo onerosa. Casi che il giudice dovrà valutare di volta in volta.
    Riguardo alle sanzioni c’é il parere favorevole a quella per chi non partecipa alla mediazione e negativo per quella relativa alla condanna alle spese in caso di proposta del mediatore.

    • Gentile Carol io non pubblico notizie, scrivo quello che ne penso. Il parere è inserito chiaramente nel post e tutti, come ho fatto io, possono leggerlo e farsi una propria idea!

  3. Il parere sollecita sicuramente una serie di riflessioni ed anima l’attesa della pronuncia della Consulta sulla legittimità della mediazione civile. Premetto che non ho fin’ora avuto molte occasioni per sperimentare concretamente l’effettività del mediazione obbligatoria, ma questo rileva poco perchè, a mio parere, l’abilità conciliativa – mentalità anglosassone a parte – deve essere una specifica competenza dell’avvocato o comunque di colui che offre dei servizi legali. Pertanto, esemplarmente, così come durante la pratica forense si allenano le capacità di redazione di pareri ed atti e di gestione delle udienze, anche questa ulteriore competenza dovrebbe essere oggetto di esercizio e valutazione.
    Per queste ragioni avevo (e forse continuo ad avere) un atteggiamento di sospetto verso la mediazione civile obbligatoria ed onerosa, ma non invece verso il tentativo obbligatorio di conciliazione in materia di lavoro. Una prospettiva, questa, forse del tutto opposta a quella del nostro legislatore che mente interveniva ad introdurre il primo istituto, rendeva facoltativo il secondo! Attendevo quindi il momento in cui mi sarei scontrata con qualche inconveniente del meccanismo di media-conciliazione. Ebbene questo momento è arrivato e proprio in riferimento ad una delle questioni più elementari.
    Si tratta di una intimazione di sfratto per morosità in riferimento ad un locale commerciale, avviata dopo che era stata ignorata/rifiutata una mia richiesta di conciliazione stragiudiziale, alla quale – nell’interesse dei miei clienti – mi sono opposta formulando anche domanda riconvenzionale, con le conseguenti spese per l’integrazione del contributo unificato. Stando alla lettera della legge, dopo l’ordinanza di mutamento di rito, le parti dovrebbero avviare la mediazione cercando una soluzione che, non avendo voluto ex ante, sarà più difficile raggiungere a giudizio pendente quando già sono stati sostenuti dei costi e le pretese si sono elevate. A mio sommesso avviso, è in situazioni di questo tipo che la mediazione-conciliazione, oltre a frustrare il diritto di azione già esercitato, interviene a vanificare quegli obiettivi che sono sottesi ad essa stessa, elevando ingiustificatamente i costi della parte (nel mio caso i costi della mediazione sarebbero per tre volte rispetto all’integrazione del contributo unificato già versato) ed allungando i tempi processuali. Senza considerare che inserire una parentesi stragiudiziale obbligatoria ed onerosa nel corso di un giudizio già avviato, in cui un giudice è intervenuto ad emanare alcuni provvedimenti, è davvero irragionevole.
    Su questi due aspetti il parere della Commissione è davvero chiarificatore e c’è d’attendersi (o meglio, sperare) che anche la Consulta potrà segnare un nuovo corso per la media-conciliazione.

  4. Cara Maria, grazie per aver condiviso la tua opinione che mi ha fatto riflettere su un aspetto importante, in quanto nella mia ultima mediazione ho espresso un punto di vista opposto a quello che hai scritto tu.
    Mi spiego. In quella mediazione ( materia bancaria) a mio parere ha giocato a “sfavore” della possibilità di raggiungere un accordo il fatto che le parti non avessero ancora iniziato un giudizio! Entrambe avevano l’assoluta certezza o comunque la forte convinzione che in un giudizio avrebbero vinto. Per cui le loro posizioni economiche sono rimaste ferme e non avendo un parametro di riferimento ( quale ad esempio un provvedimento del giudice o semplicemente l’aver compreso in corso di giudizio quale sarà l’orientamento del giudice) non ha favorito l’avvicinarsi delle proposte. In mediazione è importante prendere in considerazione le alternative – spesso giudiziarie- e in quel caso è stato praticamente impossibile e un po’ frustrante per me come mediatore che non potevo certamente far cambiare idea sulle convinzioni dei legali delle parti.
    Altre mediazioni bancarie, ad esempio demanate dal giudice, hanno avuto buon fine perché le parti e i loro legali avevano già un’idea più precisa e obiettiva su dove li avrebbe condotti il giudizio in corso.
    Dunque io ho concluso nelle mie riflessioni post mediazioni che non sempre è negativo che vi sia un giudizio in corso! In quel caso specifico le parti non si sono accordate perché si sono semplicemente sedute al tavolo di mediazione troppo presto! Infatti le stesse non hanno escluso che da lì a qualche mese, a giudizio avviato, si sarebbero incontrate nuovamente per confrontarsi su eventuali nuove proposte! Glielo auguro!

  5. sono un avvocato con quasi 50 anni di professione. Sono e rimanfgo fortemente ostile alla mediazione conciliazione, che ritengo costosa (per una mediazione in materia di riduzione di disposizioni testamentarie tra genitoti e figli mi sono stati preventivate € 3.000 se la mediazione avrà esito positivo), inutile, lontana dalla nostra mentalità non anglosassone ed inoltre fortemente ostativa al diritto costituzionale di adire il giudice: è, in altri termini, un rimedio alla crisi della giustizia per la quale nulla è stato fatto malgrado le innumerevoli riforme del codice di procedura civile susseguitesi nell’ultimo ventennio. Si facciano lavorare di più i giudici di ogni grado, si ristabilisca la responsabilita personale dei giudici che scrivono scempiaggini nelle sentenze, e la crisi potrà avviarsi a soluzione senza mediazione.

    • Sono d’accordo con te caro Antonio. La mediazione non è la soluzione alle carenze della giustizia che ormai mal risponde in termini di tempi e costi alle esigenze del cittadino. Lo stesso ministero ha presentato la mediazione come il rimedio ai mali della giustizia ma non è assolutamente così. La mediazione è semplicemente un’alternativa, una possibilità in più di risolvere una controversia laddove ci siano i presupposti..il fatto di contribuire ad alleggerire la giustizia è solo un effetto collaterale della mediazione.

      • Ti ringrazio della risposta al mio commento, che giudico equilibrata e positiva. Vorrei solo precisare che il legislatore si è illuso di porre rimedio con la mediaconciliazione ai mali secolari della nostra giustizia, ma ha scelto il mezzo sbagliato e anticostituzionale. Il parere della Commissione europea mi sembra da condividere pienamente.

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