QUANDO E’ GIUSTIFICATO NON PRESENTARSI IN MEDIAZIONE?


La scelta di non presentarsi in mediazione viene scoraggiata dal legislatore sotto diversi profili.

In tutte le mediazioni che ho affrontato sin d’ora in cui una parte non si è presentata, la stessa ha sempre comunicato di non volersi presentare e ha sempre giustificato – a modo suo- la propria assenza.

Nelle più recenti mediazioni – obbligatorie- forse “esagerndo” ho voluto rispondere alle parti che scrivevano di non volersi presentare in mediazione perché ritenevano di avere ragione, evidenziando sì le sanzioni previste dalla normativa ma soprattutto il fatto che “l’aver ragione” non mi sembrava un valido motivo per presentarsi in mediazione..anzi…

Proprio la presenza di posizioni contrapposte, la possibilità di un confronto diretto che consenta di sostenere le proprie ragioni dovrebbe essere un buon motivo per partecipare all’incontro. Che si fa in mediazione se non questo? Si raccontano le proprie ragioni e si riflette insieme sulle prospettive!

Bhè le parti non si sono comunque presentate..in ogni caso vorrei condividere con voi una recente sentenza con cui una parte è stata condannata al pagamento all’erario del contributo unificato perché non si è presentata giustificatamente in mediazione – la sanzione è prevista dall’articolo 2, comma 35-sexies del D.L. 13 agosto 2011, n. 138 «Il giudice condanna la parte costituita che, nei casi previsti dall’articolo 5, nonha partecipato al procedimento senza giustificato motivo, al versamentoall’entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondenteal contributo unificato dovuto per il giudizio»-.

Il Tribunale di Termini Imerese, condanna nella prima udienza i convenuti in quanto ritiene che  non costituisca giustificato motivo la mancata partecipazione al procedimento di mediazione l’inutilità dello stesso, addotto dai difensori dei convenuti, in ragione “dell’acclarata e atavicalitigiosità delle parti”

Per il magistrato giudicante le  giustificazioni addotte non possono in alcun modo ritenersi valide non solo perché il tentativo di mediazione in quel caso era obbligatorio ma anche  in considerazione altresì del fatto che la sussistenza di una situazione di litigiosità tra le parti non può di per se sola giustificare il rifiuto di partecipare al procedimento di mediazione, giacché tale procedimento é precipuamente volto ad attenuare la litigiosità, tentando una composizione della lite basata su categorie concettuali del tutto differenti rispetto a quelle invocate in giudizio e che prescindono dalla attribuzione di torti e di ragioni, mirando al perseguimento di un armonico contemperamento dei contrapposti interessi delle parti”.

Personalmente mi trovo totalmente d’accordo con questo giudice!

Nelle prossime risposte che manderò alle parti segnalerò questa decisione!

Ovviamente nessuno può sentirsi obbligato a partecipare, tuttavia se effettivamente i motivi sono perché si ritiene di aver ragione o perché si è troppo litigiosi forse la mediazione può davvero aiutare a uscire da questa prospettiva!

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