MEDIAZIONI DA INCUBO


Avete mai visto il programma Cucine da incubo?

Gordon Ramsay, un noto cuoco, aiuta a riportare al successo dei locali sull’orlo del fallimento. I problemi tipici che deve affrontare sono: sporcizia in cucina, ingredienti avariati, pietanze disgustose, chef arroganti e management incompetente.

Ieri ho partecipato a una mediazione come parte…ed è stata un vero incubo!!!!!!!!!!!!!!!!

Controparte non ha aderito, la segreteria dell’Organismo non sapeva se aveva ricevuto la raccomandata di convocazione, il mediatore che ha risposto per due volte al cellulare per gli affaracci suoi, la scheda di valutazione del servizio che  non vi dico dove è finita…

Vergogna!!!!! La mia mitica avvocatessa di fiducia mi ha rimproverata: “ non farmi fare mai più una cosa del genere! Ma questa cosa ti sembra professionale?????” Io, paladina della mediazione, sono tornata a casa con la coda tra le gambe non potendo far altro che darle ragione!

Anzi colgo l’occasione per rinnovarle pubblicamente le mie scuse: Cara Angela, mai più,  non ti convincerò mai più ad accompagnarmi in mediazione! Promesso! Sei straordinaria: hai vinto la causa in primo grado ( durata 7 anni!) e stravincerai anche l’appello ( nel 2034..forse..)!

Che vergogna!

Ho una sola parola: SERVIZIO….la mediazione è un SERVIZIO per tutti cittadini, il mediatore è al SERVIZIO delle parti! E poiché come tutti sappiamo è un SERVIZIO molto contestato DEVE ESSERE UN SERVIZIO AI MASSIMI LIVELLI!

Se non crediamo in questa cosa allora cosa facciamo i mediatori a fare????

Per i soldi? Ma se ho preso € 10 per fare un verbale negativo che manco mi sono pagata la benzina per arrivare all’organismo!

Per la fama? Di autografi non ne ho firmati nemmeno uno e voi!

Forse anche la mediazione ha bisogno dei suoi Gordon Ramsay che l’accompagnino al successo aiutando chi ancora non ha capito quanto sia prezioso questo servizio per la nostra società e quanta responsabilità c’è sulle spalle di chi vuole essere un vero professionista nella mediazione!

4 risposte a “MEDIAZIONI DA INCUBO

  1. Ciao Alessandra, il tuo commento mi è piaciuto molto.
    Innanzitutto devo dirti che adoro quel programma e la capacità di mr. Gordon di riuscire nel suo intento pur trattando con “decisione” i malcapitati … potrebbe insegnarci qualcosa.
    Poi son contento che si sollevi la questione “qualità del servizio”, mettendo in luce la differenza fra gli ODM che hanno aperto esclusivamente con l’ottica del business e quelli che ci mettono passione.
    Per noi che crediamo nella mediazione, non resta che incoraggiarci a vicenda e continuare a promuovere un servizio eccellente, quando possiamo e avanti tutta!

    • Grazie Giovanni! Quello che va detto, va detto! Una nota per gli organismi ma anche per i mediatori: siamo tutti responsabili della custumer satisfation! La mediazione vincerà la sua sfida se le parti e chi le accompagna ne rimangono soddisfatte! E io l’ho sempre scritto: la qualità deve fare la differenza tra gli organismi e i mediatori che avranno successo e quelli che chiuderanno i battenti! Lo spero!!!

  2. Ciao Alessandra, non posso che rinnovare i complimenti per come cogli nel segno e per il taglio che hai dato al tuo blog! In merito all’esperienza che hai riportato, oserei dire che è surreale. Quanto hai descritto è, con buone probabilità, ció che accade quando si perde di vista lo spirito di questo straordinaio strumento che è la mediazione, ma ancora peggio, quando ció che si fa non lo si affronta con professionalità e passione… La cosa che poi lascia più di tutto l’amaro in bocca è che il rischio di generalizzare è dietro l’angolo: chi si dovesse trovare alle prese con un’esperienza del genere, la prima cosa che potrebbe pensare è “assurdo!” Ricordiamoci comunque che la differenza è fatta dalle persone, e che queste faranno o meno il successo della mediazione!
    Naturalmente tifo per il successo.

  3. …lasciamo perdere…mi pare che il livello medio sia ancora basso in tutto il settore, formazione inclusa. Come d’altra parte basso è il livello medio dei servizi in qualunque settore di business privato. E, lasciami dire una cattiveria: le cose peggiori le ho viste quando c’erano solo avvocati.

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