L’IMPORTANZA DELLA TUTELA ESECUTIVA IN MEDIAZIONE


Quando e a che condizioni un accordo delle parti, idoneo a risolvere la controversia con gli stessi effetti di una sentenza, può essere titolo per ottenere la tutela esecutiva come lo è la sentenza?

All’inizio di quest’avventura che è la mediazione, ritenevo ingenuamente che non fosse necessaria una tutela esecutiva, poiché , trattandosi di un accordo negoziale che soddisfa i bisogni e gli interessi delle parti,  le parti stesse sono spinte spontaneamente ad adempiere.

Sono ancora convinta (forse ancora più ingenuamente!) che l’inadempimento di un accordo di mediazione sia un caso marginale ma, con l’esperienza di questi ultimi mesi, mi rendo conto dell’importanza della previsione di una tutela esecutiva.

Partiamo dalla banale considerazione, ad esempio, dell’imprenditore che deve recuperare un proprio credito e va dall’avvocato il quale gli consiglia la mediazione.

L’imprenditore attento – e lo sono sempre- chiede che cosa succede se, trovato l’accordo, non viene poi rispettato.

Un conto è rispondere: ‘dobbiamo andare dal giudice per procurarci un titolo”

Un altro conto è poter rispondere: “possiamo andare dall’ufficiale giudiziario come se avessimo in mano una sentenza”.

Nel primo caso, il nostro imprenditore potrebbe dire : allora non perdiamo tempo, andiamo subito dal giudice; nel secondo caso, l’imprenditore esperirebbe senza troppe riserve il tentativo di conciliazione, visti gli indiscutibili vantaggi dettati dai costi-tempi-riservatezza.

Secondo la normativa (Art. 12 D. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28), e alla luce del principio nulla executio sine titulo, dunque,  acquisisce efficacia  esecutiva, l’accordo che viene omologato  con decreto da parte del presidente del tribunale nel cui circondario ha sede l’organismo dinanzi a cui si svolse, con successo, il procedimento di mediazione. Rappresenta titolo esecutivo per:

  • l’ espropriazione forzata;
  • l’esecuzione in forma specifica;
  •  l’iscrizione di ipoteca giudiziale

È sufficiente che l’istanza di omologazione sia presentata da una sola delle parti che siglarono il verbale di conciliazione, verosimilmente l’avente diritto al soddisfacimento dell’obbligazione rimasta patologicamente inadempiuta;Il procedimento di omologazione si svolge inaudita altera parte. L’omologazione è subordinata alla verifica:

  • della regolarità formale del verbale di conciliazione
  • della mancata contrarietà del contenuto del verbale  all’ordine pubblico italiano o a norme imperative italiane

L‘omologazione, dunque,  è rifiutata se il verbale è contrario all‘ordine pubblico o alle norme imperative italiane.

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...