IL MISTERO DEL TIROCINIO ASSISTITO


E la mediazione si tinge di giallo…

Che cos’è questo tirocinio assistito previsto dal decreto 145/11?

Chi insegna cosa a chi? Chi lo deve fare? Chi e come lo si verifica? Come ci si deve comportare in questo periodo transitorio?

Le varie interpretazioni si rincorrono sul web, nei gruppi di linkdlen, all’interno degli organismi…

 L’amico detective Corrado (http://www.mediazione-italia.blogspot.com/), per sciogliere il mistero,  ha inviato una mail a 84 organismi di questo tenore: “A seguito del citato decreto sono a propormi, con questa mail, quale candidato per uno o più tirocini assistiti presso il Vostro Organismo e, in particolare, per la Vostra sede di Roma (o per le eventuali sedi della provincia di Roma)….rimango in attesa di un cortese riscontro….”

 Ecco alcune risposte che ha ricevuto:

a) “..Buonasera, per Roma e provincia siamo già al completo. Inseriremo comunque il Suo CV nel nostro archivio…”

b) “…In questo momento stiamo organizzandoci per permettere ai nostri mediatori già iscritti e ai nostri corsisti di completare il tirocinio. Provi a contattarci con l’anno nuovo per conoscere le nostre nuove disponibilità…..”

c) “…Egr. Mediatore Per iscriversi al nostro organismo “XXYY” sono necessari due requisiti : essere iscritti a ZZKK (associazione, ndr) ed aver conseguito l’abilitazione alla professione di mediatore civile con l’ente formatore convenzionato JJQQ. Verranno prese in considerazione “esclusivamente” le domande di mediatori che siano in possesso di  entrambi i requisiti sopra indicati….”

d) “…Ringraziandola per la sua autocandidatura la informo che prenderemo in esame il suo curriculum il prima possibile e che saremo ben lieti, se sarà opportuno, di inserirla come mediatore nell’elenco del nostro organismo dopo un colloquio conoscitivo…..”

e) “…La presente per informarla che le iscrizioni nel nostro organismo di mediazione avvengono attraverso i Collegi dei AABBBCCC che aderiscono al nostro network. La invitiamo, pertanto, a rivolgersi al Collegio dei AABBCC della Sua provincia…….”.

 Mi faceva piacere riportare quest’esperienza perché si commenta da sé!

L’auspicio è che arrivi presto un necessario chiarimento da parte del ministero, sia per noi mediatori ( per capire che fine faremo!) sia per consentire agli organismi di organizzarsi.

Vi aspetto comunque alla prossima puntata…il mistero si infittisce..parleremo dei criteri di assegnazione dei casi ai mediatori! Quali saranno i criteri che adotteranno gli organismi?

12 risposte a “IL MISTERO DEL TIROCINIO ASSISTITO

  1. Ciao Alessandra,
    ho letto quanto hai scritto.. mi sono nuovamente demoralizzata!
    Cosa posso fare per svolgere a milano il tirocinio? Sono disposta anche ad andare in provincia! Mi consigli tu?
    Grazie, un abbraccio . Dolores

  2. L’art. 8 del DM 18 ottobre 2010, n. 180, modificato con il DM n. 145 del 6 luglio 2011 al punto 4 recita quanto segue:

    [4] L’organismo iscritto è obbligato a consentire, gratuitamente e disciplinandolo nel proprio regolamento, il tirocinio assistito di cui all’articolo 4, comma 3, lettera b)

    Credo quindi che una risposta come quella del punto c) dovrebbe essere segnalata al Ministero della Giustizia, che sicuramente adotterà le misure del caso nei confronti dell’organismo che con quella risposta ha violato le norme che disciplinano la conciliazione

    • Penso che in questo momento tutti gli organismi stiano aspettando chiarimenti dal Ministero per apportare le modifiche ai propri regolamenti.Il dubbio principale, tra i tanti, è cosa si debba intendere per tirocinio assistito. Il mediatore/uditore si deve limitare ad ascoltare stile quadro appeso alla parete o partecipa in una sorta di incontro di comediazione?

  3. salve, sono abilitata dal dicembre 2010 e sono iscritta all’albo presso un organismo che si trova a Catania…ma ancora niente….mai ricevuto una richiesta di mediazione…mah…..

  4. Il problema della formazione incompleta dei mediatori si è rivelato grave sin dall’inizio perchè noi neo-abilitati ci siamo sempre chiesti come potevamo entrare nell’arena del procedimento di mediazione senza avere mai visto dal vivo il suo svolgimento e penso che ben pochi Organismi formatori abbiano svolto simulazioni esaurienti allo scopo…
    Il Ministero da subito avrebbe dovuto provvedere ed ora si aggiunge confusione a caos in quanto non vedo perchè Organismi privati debbano sobbarcarsi l’onere di accogliere i tirocinanti se non alle loro condizioni…A questo punto si dovrebbero stabilire condizioni di obbligatorietà più ampie e strutturate per i “milioni” di aspiranti mediatori già esistenti altrimenti, come al solito, si è tutto risolto in un business solo per alcuni ed in un flop per tanti altri….non sono ottimista.

  5. Il nostro Organismo ha invece adottato da subito, prima dell’ultimo DM, un sistema tale da nominare un mediatore già esperto, affiancata da uno o due mediatori alle prime esperienze. Insomma da soli c’eravamo posti il problema di dover creare occasioni per i nostri mediatori di fare pratica sul campo con mediazioni vere.
    Tutto questo perchè facendo noi anche i corsi di formazione, abbiamo riscontrato che le simulazioni non sono certo sufficienti a formare un mediatore. Solo con l’esperienza è possibile acquisire quelle tecniche necessarie per poter svolgere correttamente il proprio ruolo

    • Quella che avete adottato mi sembra la strada migliore. La professionalità e formazione del mediatore passano necessariamente dalla sinergia tra organismo e mediatore! Sarebbe interessante sperimentare dei percorsi formativi personalizzati a seconda delle esigenze del mediatore. Qualcuno potrebbe sentire l’esigenza di approfondire le materie obbligatorie, altri potrebbero trovare utile la partecipazione agli incontri di mediazione, altri ancora vorrebbero approfondire tecniche di pnl! Buon lavoro!

  6. Pazzesco! Sto cercando anche io di capire qualcosa nel marasma di enti formatori e organismi di mediazione…come in ogni campo …il legislatore italiano…è un fallimento! 😦 Speriamo non vadano definitivamente perse delle buone occasioni di lavoro per noi giovani!

  7. Dott. Vincenzo TINA

    Ho letto i pareri di cui sopra, è venuto il momento di farci sentire.
    =====================Proposta:===========================
    organizziano un 1° convegno di tutti i mediatore abilitati per
    discutere sulla legge 28/10 e DM 180/10
    i dititti acquisiti non possone essere spazzati via. Attendo risposta via e-mail ( adglor@libero.it)

  8. A tutti i mediatori civili abilitati dopo il DM 180/2010
    =========================================
    Svegliamoci- non possiamo essere schiacciati da questo sistema, nessuno parla più di noi, che fine ha fatto questa norma di adeguamento CEE ? propongo un incontro per organizzarci, magari effettuare un primo convengno della categaria,
    Attendo commenti tramite Mail ( adglor@libero.it)

  9. Mi associo alla preoccupazione di tanti colleghi riguardo alla poca chiarezza che sin dall’inizio ha regnato in tema di mediazione. Per ora sembra un meccanismo in mano alle consorterie in quanto si è avuto un allargamento estremo delle possibilità di abilitarsi, fornendo il destro agli Organismi di formazione, si sono più volte cambiate le regole in corso d’opera ed ora c’è un sovrannumero di persone in attesa di completare i requisiti, tra cui ci sono anch’io, che non sanno che fine faranno. Era chiaro che gli Organismi avrebbero privilegiato i propri iscritti, spesso dopo aver pagato salate quote associative ed in particolare gli avvocati abilitati. Ma non doveva essere una professione aperta a tutte le lauree?

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