MEDIAZIONE: A CHE PUNTO SIAMO?


Dopo una settimana di vacanza per me è arrivato il momento di tornare a chiaccherare di mediazione e mi chiedo: a che punto siamo?

Ci eravamo salutati parlando di una serie di tavole rotonde, di incontri tra il ministero e l’avvocatura, per apportare delle modifiche alla legge sulla mediazione. Molti i dubbi, incertezze e perplessità!
Insomma un clima non proprio sereno per chi, come me e tanti di voi hanno investito le proprie energie credendo una professione – quella del mediatore- e in un istituto- quello della mediazione-.
Continuare, dunque, a investire in questa strada? O attendere un più chiaro quadro normativo?

Il Ministro ha fatto un importante intervento nel convegno che si è tenuto la scorsa settimana a Roma “ Mediazione fra efficienza e competitività” nel quale ha difeso la mediazione ed, in particolare, la sua obbligatorietà. Si tratta – ha spiegato Alfano – di una riforma con un profilo operativo, ma anche con un forte aspetto culturale: se la mediazione funzionerà vorrà dire che è passato il messaggio che è possibile raggiungere un accordo per fare la pace anche senza indossare i guantoni e salire sul ring di un’aula giudiziaria”.

L’obbligatorietà è un punto ancora caldo, ma penso che dopo un anno dal decreto 28/2010 e due mesi di entrata in vigore della legge gli animi dovrebbero essere un po’ più sereni.
Ricordiamoci che siamo sotto gli occhi di tutto il mondo. In un gruppo di linkedin ADR, conflict resolution and mediation exchange, nostri colleghi americani si confrontano sull’obbligatorietà della mediazione in Italia e posso dire che, leggendo i commenti, è vista positivamente proprio come passaggio necessario per introdurre un cambiamento culturale laddove non si conosceva nemmeno cosa fosse un’alternativa al tribunale.

Anche l’Europa si esprime. Vi fornisco il link di un interessante articolo in merito:
http://www.mcmconciliare.com/news-eventi-mcm-adr-conciliare/150-leuropa-sostiene-la-mediazione-obbligatoria.html

Tornando al discorso del Ministro, obbligatorietà sì, ma attenzione anche alla qualità.
Secondo quanto ha annunciato il ministro “gli organismi saranno guardati con occhi non distratti né benevoli: saremo attentissimi al rispetto delle regole. Gli imbrogli tanto si scoprono sempre, e chi li fa lo fa a danno di se stesso e di tutti gli altri, perché quando vengono scoperti vengono poi rimessi in discussione gli istituti”.

Sara’ portato martedi’ in consiglio dei ministri il decreto con il quale si riporta tutta la procedura civile ai “classici riti”. In questo modo, ha spiegato Alfano, “verra’ superata la giungla di riti che abbiamo conosciuto fino ad oggi”.

Dunque appuntamento a domani.
Continuiamo a seguire l’evolversi della situazione..

2 risposte a “MEDIAZIONE: A CHE PUNTO SIAMO?

  1. Ben Tornata Alessandra!
    Sono tanto contenta di leggere i tuoi commenti, che trasmettono tanta serenità in questa situazione tanto complicata.. Sono convinta che sicuramente ci vorrà del tempo, per un cambiamento culturale così importante , ma intanto ” si va avanti…” e provo grande sollievo, nel sapere che gli organismi saranno guardati con occhi attenti. Mi auguro lo stesso avvenga per i corsi di formazione! Che ci sia più serietà e che nessuno debba diventare vittima di coloro che non rispettano le regole .. ce ne sono molti purtroppo… Ma ora spero sia davvero finita! Grazie di eserci Alessandra !!!

    • mediazionetrapari

      Ciao carissima! Grazie a te! Cosa ne dici di mandarmi il racconto della tua esperienza? Magari può essere utile ad altri! Che ne dici?

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