CONVEGNO: la mediazione finalizzata alla conciliazione – 6 maggio Bergamo


Venerdì 6 ho dato una mano nell’organizzazione del convegno “La mediazione finalizzata alla conciliazione nel sistema giuridico italiano”. Analisi e prospettive.
Il convegno, organizzato dall’istituto superiore di conciliazione di Bergamo, ha visto tra i relatori importanti personalità: Dott. Ezio Siniscalchi, presidente del tribunale di Bergamo; Prof. Avv. Giovanni Comandè, ordinario di diritto privato comparato presso la scuola superiore Sant’Anna di Pisa; Dott. Andrea Carli, giudice presso il Tribunale di Bergamo; Prof. Avv. Francesca Locatelli, ricercatore diritto processuale presso l’università degli studi di Bergamo; Prof. Avv. Mariacarla Giorgetti, ordinario di diritto processuale civile presso l’Università degli Studi di Bergamo.

Personalità di altissimo livello, contenuti interessanti, spunti notevoli su cui riflettere.

Condivido con voi qualche considerazione che è emersa.

– L’istituto della mediazione deve essere il più praticato e il più operativo possibile. Attualmente approdano al processo un numero di cause eccessive, tante di queste cause non giustificano un lungo processo garantito come il nostro. Oggi, troppo spesso, si fa causa non per far valere un diritto ma per paralizzare un diritto altrui.
– L’obiettivo della mediazione non è e non deve essere quello di deflazionare, ma la deflazione è un effetto collaterale.
– E’ necessario che la mediazione e la conciliazione giudiziaria si integrino in considerazione del nuovo ruolo che il giudice avrà. Il giudice dovrà valutare la tipologia delle cause e il comportamento delle parti per selezionare quelle che vorrà tentare di conciliare lui stesso e quelle invece che vorrà demanare al mediatore.
– Ci sono ancora numerose zone d’ombra nella normativa. Molte lacune possono essere sanate ricorrendo alle norme procedurali di diritto civile, per il resto si attende un intervento chiarificatore da parte del legislatore.

Al convegno erano presenti oltre 600 professionisti.
A mio parere è un segnale estremamente positivo del fatto che la mediazione si sta muovendo nella direzione giusta, oltre alle polemiche professionali.
Non dimentichiamo mai che la mediazione è centro di risoluzione degli interessi, il processo è centro di risoluzione delle posizioni.
Avuta presente questa differenza, credo si possa valutare caso per caso quale delle due strade percorrere più efficacemente per l’interesse delle parti coinvolte.

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