MILLEPROROGHE: slittamento di un anno della mediazione


Nel decreto milleproroghe, tra i 1800 emendamenti presentati, spunta la richiesta di slittamento di 1 anno dell’entrata in vigore della mediazione prevista per il prossimo 20 marzo.

L’emendamento è stato presentato dal senatore Pdl Domenico Benedetti Valentini e nei prossimi giorni ci sarà il voto in commissione.

Personalmente mi auguro non venga assolutamente prorogato!
Con tutti gli sforzi e le corse che sono stati fatti per essere pronti il 20 marzo..sarebbe un vero peccato! E’ chiaro che la macchina non funzionerà perfettamente il primo giorno ma almeno si testerà e si potranno fare degli aggiustamenti in corso! Rimandare è totalmente inutile!

Vedo da un lato chi sostiene che non verrà prorogato perchè il governo non ha più soldi per “mandenere” ulteriormente la vecchia macchina della giustizia; dall’altro i soliti noti che hanno ostacolato sin dall’inizio questa legge e che sostengono verrà prorogata l’entrata in vigore.

Non aspetteremo molto per sapere come andrà a finire!

Voi cosa ne pensate?

82 risposte a “MILLEPROROGHE: slittamento di un anno della mediazione

  1. Mi auguro che non ci sia una proroga. Sarebbe un vero peccato.Quando ci sara’ il voto in commissione?

  2. Tra qualche giorno…ci lasciano passare il week end insonne!

  3. Che orrore, sarebbe l’ennesima dimostrazione che i privilegi acquisiti dagli organi professionali sono intoccabili.
    Speriamo di essere smentita

  4. Anche io lo spero! Guarda non ho mai volutamente fatto polemiche perchè il mio intento è fare un blog informativo e non polemico…ma questi ordini professionali..alias avvocati che non sanno vedere oltre il proprio orticello stanno davvero esagerando!

  5. Ciao, sono nuova del blog…anche se lo seguo da qualche tempo, non ho mai scritto nulla! Sono una praticante abilitata al patrocinio nonchè mediatrice professionista…mi auguro veramente che il termine non venga prorogato. Amo la mia professione e mi auguro di prendere presto il titolo (sono in attesa di esito degli scritti)…proprio perchè la amo ritengo che la mediazione vada SFRUTTATA…sì sì proprio SFRUTTATA!!! Secondo me può servire a far riemergere i veri valori legati alla nostra professione…sarò utopica ma quando una persona si rivolge ad un avvocato, secondo me, lo fa perchè ha bisogno di un aiuto concreto, ha un problema e deve risolverlo…allora noi facciamo bene il nostro lavoro se raggiungiamo questo obiettivo…soddisfare gli interessi dell’assitito in poco tempo…è questo che deve fare un avvocato! la mediazione serve ad ogni professionista per poter far meglio il proprio lavoro! Da quando sono mediatrice svolgo meglio la mia attività, senza nemmeno accorgermene. Vedo i clienti dello studio SODDISFATTI, al contrario di quando invece gli dico che un’udienza è stata rinviata al 2012! Non capisco perchè ci sia questo muro, forse il Ministro, da buon mediatore, dovrebbe rendere obbligatoria l’assistenza del legale in mediazione…in fondo potrebbe essere utile per tutelare i “più deboli”…

    • Ciao Anna! Benvenuta sul blog!
      Sono pienamente d’accordo con te! Purtroppo vedo che tra gli avvocati, la maggior parte non la pensa come noi! Non capisco proprio perchè! e la cosa che mi fa specie è che nonostante non credano nella mediazione, corrano a fare i corsi! Se una persona non riesce a vedere le risorse e i vantaggi della mediazione perchè diventa mediatore? E che mediazioni potrà condurre? La nostra non è utipia, è una visione! A mio parere gli ordini degli avvocati dovrebbero fare corsi agli avvocati per insegnare ad accompagnare i propri clienti in mediazione!

  6. Buona domenica, e trascorsa in studio tra codici e riviste giuridiche, tutto per tirare a campare con dignità, ………… sono già moderata nella vita (privata e non) …. anzi lo sono fin troppo e continuo ad esserlo con grande dignità ed orgoglio…. ma dopo anni di università e sacrifici (anche economici) fatti da me e da chi mi ha cresciuto queste prese in giro, francamente, non le tollero più ……..
    Hanno creato ulteriore specializzazione dei settori in nome dello snellimento della giustizia e risparmio di spesa pubblica ecc ecc ecc corsi e corsi ancora (ovviamente con ingresso a pagamento) che torneranno utili, solo a pochi….
    Cosa dire poi in ordine alla proroga??? Ovviamente è il ns. pensiero, qualcuno non era ancora pronto ….. e noi comuni mortali che ci definiamo singoli professionisti, concediamo ancora una volta il lasciapassare illudendoci che la proroga gioverà anche a noi…… INTANTO IL TEMPO PASSA!!!!!! E mi fermo per adesso solo perchè sono con Massi ed ho altro da fare!!! Un atto giudiziale che per fortuna non passa per il filtro della conciliazione……………….

  7. Tutti dovrebbero sapere che sono già stati formati oltre 15000 mediatoti in tutt’Italia, che tanta gente ha investito creando presso tutte le sedi di Tribunale Organismi di Meziazione, che a oggi sono oltre 150 già accreditati, per cui non vedo la necessità di una proroga all’Italiana!!!
    Gradirei essere informato sull’esito della proroga. Grazie. Antonino

    • Hai ragione…forse non saremo tutti pronti…ma la mediazione deve partire…gli aggiustamenti possono essere fatti anche in corso! Anzi necessariamente bisognerà sistemare le cose, ma solo l’esperienza può indicare la strada da guire…prorogare non serve a nulla! Parrebbe però che la proroga sarà di 6 mesi e per le sole cause relative al condominio e rc auto! Ciao

  8. Il gioco è semplice: si fa un disegno legge in cui si invitano (indirettamente) i partecipanti ad un ordine ad “aderire” (pagando)..dopodichè, vista l’indubbia anticostituzionalità (di partenza) le facili truffe che si verrebbero a creare..lo si fa saltare..chi ci paga?i poveracci (illusi) che hanno speso una media di 1.000 euro cadauno per prendere l’ennesima “attestazione” altettanto inutile viste le modalità con cui vengono attribuiti gli “incarichi” in italia. Inutile dire che non ho mai pensato 8a ragione) di spendere un centesimo) per fare un corso da mediatore…mi spiace per tutti!

    • Il gioco della mediazione è anche divertente! Cerchiamo di vedere gli aspetti positivi! Io non mi sento presa in giro dal governo, dagli ordini professionali, non sento di aver buttato via i miei soldi per partecipare a un paio di corsi! Certo con quei soldi ci avrei fatto una settimana alle maldive ma sono scelte! E non mi sono mai pentita dell’investimento fatto anche se non me ne è tornato in tasca un centesimo! Quando nel 2009 ho fatto il corso non esisteva ancora tutto questo business e forse era tutto più genuino! Oggi la mediazione presenta una forte componente di business che è innegabile, ma guardiamo all’essenza della mediazione: se gestita da persone in gamba, serie, professionali e non da chi vuole guardare solo alle proprie tasche potrebbe essere la strada verso la pacificazione sociale! È uno strumento potentissimo! Auguriamoci venga usato al meglio!

  9. Non entro nel merito della validità/ inutilità/necessità della mediazione obbligatoria, ognuno può avere legittimamente un’opinione in proposito.
    Sono però tra quelli che hanno conseguito il titolo di “mediatore”, perchè rientra nel mio dovere di formazione professionale conoscere a fondo gli istituti con i quali dovrò confrontarmi. Aggiungo che uscire dai panni dell’avvocato per indossare quelli del mediatore mi ha aiutato a pormi in modo diverso e più aperto rispetto alla gestione dei clienti e delle problematiche ad essi connesse.
    Che poi i corsi siano tutti a pagamento e piuttosto costosi beh, questo è un altro paio di maniche!!

    • Ciao cristina!
      Grazie per il tuo prezioso intervento! Hai ragione: fare il mediatore ti da una prospettiva completamente diversa delle problematiche che ti presentano i clienti e forse prospettargli una soluzione concreta, immediata, e soddisfacente aiutandolo ad abbandonare le questioni di principio per coopereare con l’altro, lo renderà sicuramente più soddisfatto che prospettargli anni di incerti giudizi!

  10. sto leggendo tante mattità e la cosa bella è che provengono soprattutto da avvocati (alias miei colleghi)……………..
    Ma vi rendete conto che se passa la conciliazione dovete cambiare lavoro????
    mi riferisco a mediazione fra pari, vuoi venire a coltivare le pastanache nel mio orticello privo di conciliazione???????????
    vergognatevo voi e chi vi ha insegnato una professione nobile come l’avvocatura deponete la vostra professionalità ( come avvocati) e calatevi le braghe come conciliatori.

    P.S. io sono un conciliatore pentito…….

    • Gentile Mario,
      Qualche giorno fa ho bevuto il caffè con un’amica che è avvocato e mi ha detto: io sono avvocato, faccio l’avvocato e non farò mai il corso da conciliatore. Tanto di cappello: una persona che crede in quello che fa, aiuta le persone con la sua professionalità e rispetta chi non la pensa come lei ed è coerente. Io ho fatto il suo stesso percorso, abbiamo fatto la pratica insieme, abbiamo superato l’esame insieme e abbiamo fatto gli avvocati insieme: io non la penso come lei. Non faccio l’avvocato, aiuto la gente a trovare una soluzione ai loro problemi con la mia professionalità mostrando che dentro di loro hanno tutte le risorse per risolvere i conflitti senza bisogno di andare davanti a un giudice.
      La mia amica non ha paura che le porti via il lavoro e io non ho paura di suggerire di rivolgersi a un avvocato quando ce ne è la necessità!
      Non ho capito, tu che cosa fai? L’avvocato che sa accompagnare i propri clienti in mediazione prospettandogli una buona opportunità o quello che gli dice che sono obbligati ad andare davanti a un cretino che ha fatto un corso per poi poter fare una causa che vinceranno tra 10 anni?

      Quale sarebbe la nobile professione? Quale la professionalità?

  11. cara mia il problema è uno solo che nella concilizione, come avrai ben capito facendo il corso, non è prevista assistenza legale per le parti…..cio significa che alla conciliazione in teoria e forse anche in pratica ci arriva la parte da sola, a te chi ti paga????
    questo è il problema che mi pongo e il motivo per cui dico che noi avvocati dobbiamo cambiare lavoro…….
    cmq abbasso la conciciliazione e tutti coloro che la propinano

    • Ben vengano le parti che arrivano in conciliazione da sole! Si sposano pefettamente con la mia idea libertà! Io credo molto nell’Uomo e nelle sue infinite potenzialità, capacità, risorse! Una parte che viene non accompagnata in conciliazione significa che ha compreso che le risorse per risolvere i propri conflitti le ha tutte dentro di sè e in conciliazione è cosí: è la parte la vera protagonista, è la parte che decide se e come venir fuori da una controversia. In conciliazione non c’è torto o ragione che ti venga attribuita da una legge, un giudice, un bravo avvocato, c’ è solo la volontà delle parti a venir fuori da un problema.
      In pratica le parti che verranno sole in conciliazione saranno poche. Molti gli avvocati che le accompagneranno e che le assisteranno a valutare cosa è meglio per loro.La loro presenza sarà di aiuto fondamentale al mediatore anche e soprattutto nella fase di redazione del verbale di conciliazione. Giustamente, poichè il mediatore non è un tecnico giuridico, il legale potrà fornire preziosi suggerimenti da inserire nel verbale a tutela del proprio assistito.
      Penso che un avvocato debba aiutare i propri clienti da un lato a capire che conciliare conviene, dall’altro che la sua presenza è preziosa anche in sede di conciliazione.
      Il vocabolario definisce l’avvocato un difensorre, protettore…accompagnarle bene in mediazione e farle uscire soddisfatte e vincenti penso rientri nel suo lavoro tanto quanto assisterle al meglio in un processo. Lo scopo del lavoro è sempre quello!

  12. sempre più assurdo cio che dici……..
    cmq è quasi ufficiale che slitti meglio per noi tutti AVVOCATI.
    Abbasso i conciliatori.

    • Scusa ma non credo di sostenere cose assurde…
      Evviva tutti quelli che credono nel proprio lavoro e che, nonostante le difficoltà, lo fanno con instancabile passione!

  13. scusate ma qualcuno di voi sa se questa conciliazione slitterà?????????????
    al di la di tutto sono un po preoccupato……………..
    mario tonaca lascia stare gli altri w la libertà di espressione

    • Ciao! Al momento non mi risulta ancora niente di ufficiale. Ultime voci davano una proroga di 6 mesi ma solo per condomini e rc auto… Aspettiamo…pazientemente!

  14. io mi occupo proprio di rc auto ed è proprio in quel settore che la vedo pressochè inutile………….ma speriamo bene!!!!!

    • Ah ottimo! Spiegami perchè la conciliazione sarebbe inutile nel tuo ramo perchè io non mi sono fatta un’idea ancora precisa. Da un lato mi pare che il 90% delle controversie in Matera di rc auto si concluda con una transazione e dunque mi viene da dire che è un buon punto di partenza. Dall’altro non capisco come si puó mediare, o meglio come poter allargare la torta negoziale se l’assicurazione si presenta in mediazione con in tasca una somma minima oltre la quale non scendere. Cosa posso suggerire come mediatore? Eventualmente la sottoscrizione di nuova polizza per assicurare la casa? Ma alle assicurazioni interessa stipulare nuovi contratti? E chi viene in mediazione ha questi poteri decisionali? E poi mi piacerebbe capire chi manda in mediazione un’assicurazione? I liquidatori? O una figura ad hoc? Come si riorganizzano?
      Scusa se ti tempesto di domande ma approfitto della tua competenza in materia per chiarirmi le idee! Grazie!

  15. allora mia cara, secondo me la mediazione nell’rc auto è inutile perchè dal momento che viene fatta la richiesta di risarcimento ci sono già 60 gg., se sono danni a cose, e 90 gg. , se sono lesioni, al fine di addivenire ad un bonario componimento il che già è una cosa importante……….elasso inutilmente tale termine si procede con l’azione giudiziaria quindi nella migliore delle ipotesi ci sono max 90 gg. per trovare il giusto compromesso………………..
    In merito a tutte le domande che mi hai fatto nn so cosa dirti però penso una cosa: alla conciliazione si accede pagando un tot a seconda del valore della lite quindi pensa se viene da me un cliente che tiene un danno da 1000,00 euro, gli devo prima scrivere un’istanza ed inviarla all’organismo di conciliazione e non lo faccio per meno di 150,00 euro poi il cliente deve pagare mi sembra 65 euro per accedere alla conciliazione…..quindi c’è gia un handicap di 215,00 euro poi, continuando credo che se sono danni a cose o lesioni deve essere nominato o un perito o un medico e chi lo paga? sempre seguendo il principio delle spese in conciliazione la parcella del tecnico dovrebbe essere divisa tra le parti quindi immaginiamo che l’onorario del tecnico sia di 15o,oo euro , il mio cliente dovrebbe pagare 75,00 e siamo con le spese di prima a 290,00 e io come avvocato che lo accompagno e lo assisto alla conciliazione nn chiedo nulla? sono legittimato a chiedere nn so tipo 100,00 euro? e siamo a 390,00 euro di spese che al cliente nn verranno rimborsate…..
    breve riassunto, il cliente tizio tiene un danno da 1000,00 euro ( ragionando per assurdo che gli diamo tutti e 1000,00 cosa che nn succederebbe mai altrimenti le compagnie nn accetterebbero mai la conciliazione) e deve supportare euro 390,00 di spese quindi gli residuano 610,00 euro……
    ora cara amica collega ti pongo un quesito tu da cliente accetteresti un compromesso del genere?una volta che ti sei data la risposta capirai perchè in questo settore è inutile la conciliazione……..
    ciao un bacio sul punto G

  16. conciliazione no grazie

    Vi piace la mediazione? Non vi piacciono i poteri forti? Ma in che mondo vivete? Con la riforma, la farebbero da padrone i soliti noti: camere di commercio, sindacati, associazioni di consumatori legati a filo doppio dalla politica, ovvero I SOLITI AMICI DEGLI AMICI. E gli avvocati a stare dietro agli equilibri di queste figure. LASCIATECI LAVORARE IN PACE, la mediazione la fa l’avvocato nel suo studio con il suo cliente..ma cosa si vorrebbe mediare in tema di RCA quando già la trattativa con il liquidatore??? E poi questi conciliatori chi sarebbero? Pseudo personaggi che giocano a fare i giudici, che credono di avere fra le mani la soluzione delle cose? Ma per favore, POTENZIARE LA MAGISTRATURA, ecco cosa ci vorrebbe, altro che mediatori…

    • Ciao conciliazione no grazie! Benvenuto sul blog! La mediazione non solo mi piace, ma mi entusiasma, mi esalta e mi aiuta a vivere meglio! Non mi sento uno pseudo personaggio che gioca a fare il giudice e non ho la soluzione delle cose. Non sono un giudice, non sono un arbitro e se una soluzione alle cose esiste è solo dentro le parti e io le aiuto a tirarla fuori!

    • Caro Mediazione no grazie, ed estendo la replica a tutti i colleghi che come te continuano a ripetere le solite cose, ricordo che il dettato normativo non ha assolutamente sancito che il mediatore debba formulare giudizi, emettere sentenze, prendere posizioni, decidere chi ha torto o ragione… Questo spetta ad altri organi che non hanno nulla a che vedere con l’istituto della conciliazione. Ergo, nessuno gioca a fare qualcun altro nè si improvvisa a ricoprire ruoli che spettano, istituzionalmente ad altri. Prima quindi di ripetere le solite affermazioni, prive di alcun fondamento giuridico, analizzate bene la norma, dato che ne siete i nobili conoscitori, interpreti e difensori.
      Un’ultima cosa, non sapevo poi che i magistrati fossero eremiti, senza AMICI.

  17. conciliazione no grazie

    Caro mediazionetrapari, non credo che dovesse arrivare il mediatore per fare uscire la soluzione fra le parti, visto che l’avvocato ha questo compito, prima ancora di arrivare a giudizio.
    Non mi hai risposto sul fatto che la mediazione potrebbe essere un vantaggio solo per I SOLITI NOTI, ovvero associazioni, sindacati, ecc…
    Caro Tiziano, a parte le tue sottolineature terminologiche che in un blog dovrebbero talvolta essere messe da parte (se vuoi scrivo un trattato con le note), mi hai detto cosa NON fa il mediatore, ma non mi hai detto COSA FA il mediatore..probabilmente nulla di diverso da quello che ha sempre fatto l’avvocato.

    • Il mediatore è terzo imparziale.
      L’avvocato fa gli interessi del proprio cliente.
      Sono due figure diverse che fanno cose diverse.
      Se fai mediazione nel tuo ben venga e meglio per le parti.
      Penso che della mediazione si avvantaggino le parti. Il resto penso siano polemiche fine a se stesse. È evidente che dietro la mediazione c’è un business, non siamo certo noi a scoprirlo, e lo dimostra il fatto che gli organismi di conciliazione siano cresciuti come funghi negli ultimi mesi e tra gli organismi ci sono anche quelli degli ordini professionali.

    • Caro conciliazione no grazie, solo per precisare, riporto parte del tuo commento:
      “[…] E poi questi conciliatori chi sarebbero? Pseudo personaggi che giocano a fare i giudici, che credono di avere fra le mani la soluzione delle cose?[…]”
      Ora, se ti rileggi il mio commento, sarà piú semplice capire che non avevo intenti esaustivi, classificando chi fa cosa… per concludere e non lasciarti nel dubbio, il mediatore è professionista della comunicazione, ascolta, applica tecniche proprie del problem solving per cercare di fare in modo che interessi contrapposti di due o piú parti in conflitto, si incontrino.
      La sottolineature terminologiche erano d’obbligo per due motivi: primo, il mediatore utilizza lo stesso canale comunicativo del proprio interlocutore; secondo, perché credo sia opportuno che alcuni professionisti, solo perché con il titolo, scendano dal loro piedistallo dal quale guardano tutto con saccenza e supponenza.

  18. ma che vi inventate

    ma non vi vergognate: dovremmo affidarci a mediatori che non sanno neanche scrivere in italiano? Ho notato, infatti, che c’è qualcuno che non vorrebbe essere considerata “utopica. Forse voleva dire utpista? Mi auguro che non si tratti di un Avvocato, come mi auguro che non lo sia l’saltro aspirante mediatore che parla di “utipia”. Ma ci rendiamo conto a chi mettiamo inm mano i nostri Clienti? E questi sono “Avvocati”: figuriamoci cosa saranno capaci geometri, periti industriali agronomi et similia.
    Nel merito, a mio parere, la mediazione non serve affatto. Ciò lo dico per esperienza trentennale nell’esercizio della professione forense. Anzi, vi dico di più: nella maggior parte dei casi in cui ho cercato di conciliare dei coniugi, vuoi per la presenza di figli in tenera età, vuoi per insussitenza, a mio parere, di motivi seri per procedere alla separazione, ho perso i clienti a vantaggio de colleghi che mi hanno sostituito.
    Ma, poi, per dirla chiaramente, volete che gli Avvocati non sappiano che che a volte è addirittura “meglio un triste accordo che una causa vinta dopo anni?
    La verità, però, è che per addivenire ad una conciliazione, come ad una transazione, occorre un animo transattivo da parte dei clienti, e non degli Avvocati, i quali, tranne pochi casi in cui non lo ritengono possibile, non sono portati ad iniziare un giudizio senza aver prima tentato una via conciliativa.
    Sulla base di queste considerazioni, sarebbe bastato prevedere una mediazione facoltativa.
    Ma, poi, credete davvero che la mediazione sia un bene in termini di tempo e di spese per i clienti?
    Per quanto riguarda le spese, basta esaminare il decreto legislativo. Per quanto riguarda il tempo, secondo me, costituisce un ulteriore rallentamento e l’effetto sarebbe il seguente: quattro mesi per la conciliazione e tre mesi per osservare il termine di comparizione imposto dall’art.163 bis cpc, equivalgono a ben sette mesi per iniziare un giudizio, senza contare i tempi di redazione degli atti. Bell’accelerazione: non c’è altro da dire.

  19. Speriamo che non ci siano rinvii. La mediazione , come accaduto in latri paesi, é l’unico rimedio contro la lentezza del processo civile

  20. La conciliazione è inutile e dannosa le controversie giudiziarie ( basate su questioni giuridieche) devono essere gestite da laureati in legge ( cosa ne sa un lauretao in storia per giunta tirennale di usucapione risarcimento responsabilità medica diffamazione ? Ah già ha frequentato un corso di 52 ore mi viene da ridere … meno male che mi occupo di diritto penale. Sentite condoglianze ai coleghi civilisti….. o forse privatizzerte anche le carceri e le procure chissa!

    • Buongiono Andrea e benvenuto! complimenti per l’entusiasmo! peccato che io non riesca a trovare nulla di costruttivo nelle tue parole! Ce l’hai con tutti: i giuristi, i praticanti, chi non è laureato in giurisprudenza, chi ha una laurrea di tre anni, chi una laurea non ce l’ha, i mediatori, il governo, gli avvocati civilisti alla canna del gas…ho dimenticato qualcuno?
      Scusa ma perchè criticare un praticante che si adopera per trovare altri sbocchi? Possiamo anche pensare che non tutti si possano permettere di non portare a casa la pagnotta per tanto tempo! Perchè criticare i mediatori che con passione fanno un lavoro difficile e che non c’entra nulla con l’amministrazione della giustizia?
      Non mi pare che l’essere laureati in giurisprudenza ci consenta di considerare il resto del mondo sfigato!
      Ho visto un cartello pubblicitario che mi ha lasciato davvero male come laureata in giurisprudenza con sacrifici annessi e connessi. Era la pubblicità di un istituto professionale e diceva: Luca e Marco hanno 30 anni, Luca dopo le medie ha fatto il liceo, si è laureato, è disoccupato e vive ancora con i genitori; Marco dopo le medie ha fatto per tre anni il nostro istituto, ha un lavoro fisso da anni con un buon stipendio e vive con la fidanzata.
      Io passatemi il termine, ci sono rimasta di merda! Ma la realtà è questa! Chi è lo sfigato!
      Questo solo per dire di cercare di rispettarci tutti vicendevolmente!
      Per quel che riguarda la tua, come quella di molti, critica circa un’inadeguatezza tecnica del mediatore, io ripeto solo che il corso di mediatore è finalizzato ad apprendere tecniche di negoziazione, problem solving e comunicazione efficace, pertanto sostituisce una laurea in giurisprudenza quanto un corso di taglio e cucito! Sono due cose diverse! Il mediatore approccia al conflitto dal punto di vista relazionale, non quello giuridico. Se per la risoluzione di un conflitto necessita l’analisi approfondita di questioni meramente tecniche il mediatore viene assistito da un tecnico. Il fatto è che lo scopo della mediazione è accompagnare le parti verso una soluzione condivisa e soddisfacente dove i tecnicismi poco importano. Sono le parti le protagoniste della mediazione e sono atecniche. Nel momento in cui la mediazione fallisce, la causa va in tribunale dove sono gli avvocati i protagonisti ed è lí che non ci si può permetterer di non conoscere i tecnicismi delle materie!
      buon lavoro!

  21. Se le controversie non vengono decise secondo diritto non è la professione di Avvocato che nopn ha più senso è la stessa LAUREA IN LEGGE CHE E’INUTILE come fate a non capirlo?

  22. Mandiamo a casa il berlusca e i suoi ruffiani!

  23. Non parlo da Avvocato ve lo ripeto mi occupo di penale e del civile mi importa poco …… Parlo da giurista epenso che ogni persona che ha dedicato la propria vita al DIRITTO dovrebbe indignarsi di questa invasione di campo da parte di soggetti privi di qualsiasi qualifica nell’amministrazione della giustizia… mi rivolgo anche ai praticanti … lo sono stato anche io lo so che è difficile .. ma non ci cascate appoggiando la mediazione vi troverete ad ACCATTARE lavoro dalle camere di commercio in concorrenza con laureti di TUTTE le discipline e l’Avvocato non lo farete più perchè di avocati ci sarà sempre meno bisogno Ricordate chi è causa del suo mal pianga se stesso

  24. Ho l’impressione che la mediazione sia passata anche perchè tanti avvocati civilisti sono alla canna del GAS e sperano di guadagnare due bicce improvvisandosi mediatori …. che pena…..

  25. Questo governo privatizza tutto Università, scuola e ora anche la giustizia MANDIAMOLI A CASA

  26. Per TIZIANO mi dici dove acquisisci tutte queste competenze? in un corso di 52 ore…. chi lo ha frequentato mi ha detto CHE BASTA PAGARE ( circa 1200 euro ecco l’affare dove sta ) Se non sai niente di diritto come fai a valutare una cusa sui diritti relai ( lo sai cosa sono ? proprietà usufrutto ecc tanto per farti un esempio) Anzi perchè non fai una cosa Fai una proposta di legge per abolire la laurea in legge a sentire Te non serve a niente Cari colleghi giuristi ma davero vi volete far prendere per il naso così! Per due palanche svendete la vostra laurea, il vostro studio i vostri esami per chi. per cosa ?????

    • Ciao ANDREA, ho avuto modo di leggere i commenti che hai lasciato sul blog. Innanzi tutto tutto non credo di aver mai insinuato che la laurea in giurisprudenza sia inutile, dato che mi sono guadagnato la stessa con impegno e sudore. So benissimo cosa sia un diritto reale e la domanda provocatoria lascia lo spazio che trova, primo perché sarebbe opportuno che (come ho già avuto modo di scrivere) che venga compreso bene che nella mediazione il mediatore non giudica, non sancisce che ha torto e chi ha ragione, non valuta nel merito; il suo compito è di ascoltare, indirizzare, analizzare quali siano gli interessi delle parti che si sono rivolti a lui. È un facilitatore, un negoziatore. Hai ragione, non è certo con un corso di 52 ore che si padroneggiano tecniche di comunicazione, problem solving, negoziazione ma, d’altro canto, nemmeno tu che sei laureato e “giurista”, dopo anni di studio, hai ancora imparato i fondamenti della comunicazione per iscritto. Sai cosa sono le virgole e la punteggiatura? Prima di chiedere a qualcuno se sa, scendi dal piedistallo dove ti sei arroccato, e parti sempre dal presupporto che davanti a te c’è sempre qualcuno che merita rispetto a prescindere da come si presenta. Ah, questa non è norma di diritto positivo, è buona educazione (sai cos’è? Salutare, ringraziare, chiedere permesso quando si entra in casa d’altri ecc… Tanto per farti un esempio)

  27. conciliazione slittata menomale1!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
    ahahahahahahahhah sono contentissimo

  28. ma che vi inventate

    Per mediazionesenzapari.
    Buona sera. Tu chiedi:”perchè criticare una praticante che si adodera per trovare altri sbocchi?”
    Scusami ma sei fuori tema. Nessuno critica la praticante od i praticanti. Qui la critica è rivolta unicamente agli sbocchi.
    Che poi ci sia qualcuno che pensi che il praticante, o l’iscritto a qualsiasi albo professionale, anche ad uno di quelli che non richiedono la laurea, non siano in grado di affrontare con competenza come la collazione delle donazioni (a proposito: la collazione non si mangia!), o la domanda di riduzione, ivi compresi i requisiti di ammissibilità, o il danno esistenziale, su cui hanno dovuto pronunziarsi persino le S.U. della Corte di Cassazione, od il consenso informato, o il falso interno bancario, questo è un altro discorso. Alcuni dei soggetti che possono fare i mediatori non saranno mai in grado di affrontare tali argomenti. Per quanto riguarda i praticanti il discorso è diverso: essi hanno, o dovrebbero avere, le basi e la forma mentis per affrontarli, ma devono formarsi e non con un corso prezzolato di poche ore, ma con la propria preparazione professionale. Con il sudore della fronte, come ha fatto chi li ha preceduti nella professione forense.
    Se, poi, pensate che su uno degli argomenti citati possiate formulare una proposta sulla base di un presunto buon senso, allora POVERI NOI !!!!!!

  29. Per Tiziano mi scuso non sapevo di parlare ad un collega … la punteggiatura la conosco ma via Internet ne faccio a meno perchè ho poco tempo penso che i mei concetti siano chiari comunque … Ti ripeto … attnezione a svendere la porpria professione per due palanche attenzione attenzione .. ame poco importo non mi ocupo di diritto civile……

  30. Caro Tiziano rispondimi sinceramente te lo chedo da collega e scusandomi ancora …. sei davvero convinto che un laurato in materi letterari possa essere di qualche utilità per risolvere una lite vertente su un complesso contratto assicurativo quale proprosta di accordo potrà formulare??????

    • Ciao Andrea, il punto focale di tutta questa diatriba sta in un errore che si ripete in continuazione, in ogni commento che leggo contro la mediazione: guardatevi bene il dettato normativo! Il mediatore non giudica, non si esprime sul merito, non da torto o ragione… Sono le parti che arrivano ad un accordo se lo ritengono opportuno. Tanto più il mediatore è abile nel comprendere i veri interessi delle parti, tanto utilizzarà tecniche di comunicazione efficacie per avvicinare i suoi interlocutori. Non è assolutamente necessario che un mediatore sia un tecnico, nè tanto meno del diritto.
      In merito alla tua domanda relativa alla capacità di un laureato in materie letterarie d’essere di qualche utilità per risolvere una lite vertente un complesso contratto assicurativo: credo potrà essere di grande aiuto! Primo perchè il suo obiettivo non sarà quello di cercare di capire chi ha ragione o chi ha torto, ma sarà quello di fare emergere quali siano i veri interessi delle parti che avrà di fronte a se. Guarderà alle cose con occhi diversi dai tuoi, non si farà assalire da pregiudizi o preconcetti. Non soffrirà di manie di onnipotenza e infallibilità. Cercherà di capire perchè le parti si sono rivolte a lui e da quel semplice punto di partenza, lavorerà affinchè le stesse possano far avvicinare i loro interessi.
      Tutti i giorni concludiamo negozi giuridici, manifestiamo volontà, ci vincoliamo, recediamo, ma non stiamo ad analizzarne i fondamenti giuridici; lo facciamo per perseguire un obiettivo, per soddisfare un interesse. Se da ció dovesse nascerne un conflitto con chi ci troviamo dall’altra parte, ben venga la mediazione, il cui scopo sarà quello proprio di arrivare a comprendere le motivazioni delle nostre scelte e di ció che ha portato allo “scontro”.

  31. Per mediazionetrapari e la proprosta di accordo che può incidere pesentemente sulla successiva causa??? non occore sapere qulcosa della materia di cui si discute e non sto parlando di tecnicismi come tendenziosamente li chiami TU.. sto parlando di ISTITUTI GIURIDICI! L’avvocato non è un azzeccagarbugli e semplicemnte una persona ch dopo uno studio e una pratica con esame ( duro) finale per complessivi 10 anni circa PUO’ dire di conoscere il diritto

  32. Per Tutti i laureati in legge state svendendo il proprio studio fermatevi

  33. Per mediazionetrapari… scusa ma non mi sembra di dare sfigato a nessuno dico solo che molti miei collghi sono alla canna del gas e sperano di guadagnare con la mediazione….. è un dato di fatto non mi sembra che Voi mediatori adopeariate del resto buone parole verso noi avvocati…… Io comunque non mi sento per niente sfigato e guadagno bene ….. Conduco con passione questa battaglia contro la mediazione solo per una questione di principio e per la mia dignità di giurista. Avete vinto una battaglia non ancora la guerra cari concliatori e se concliazione sarà noi avvocati cercheremo di boicottarla in tutti modi anche con ricorsi alla consulta.. i punti oscuri e di dubbia costituzionalità in questa legge non mancano Vedremo Vedremo …. gli strumenti ed i tecnicismi come li chiamate Voi non ci mancano

  34. Per mediazione ra pari: Eccome se c’è!!

  35. Per Tiziano adesso sei Tu che cominci ad offendere secondo Te un Avvocato soffre di manie di onnipotenza ??? scusa ma Tu che lavoro hai fatto fino ad ora? Un avvocato valuta una controversia basta su interessi come dici Tu secondo il diritto ( che è l’unico modo!!!) se questi interessi assurgono al rango di diritti o interessilegittini ( in un ricorso al TAR ) sono meritevoli di tutela latrimenti No punto e basta non ci sono alri modi non c’è la filosofia Zen non c’è il buon senso Se un mio vicono mi vuo far abbater un albero perchè non ho rispettato le distanze legali dal confineoccorre semplicemente guardare il Codice Civile se le ho rispettate bene altrimenti devo abbatterlo punto e basta cosa mi vuoi spiegare la fiosofia Buddista ?

    • Caro Andrea, mi sembrava di essere stato abbastanza chiaro ma a quanto pare non è cosí: io non ho affermato che tutti gli avvocati, grazie al cielo, soffrano di manie di onnipotenza. Alcuni. Ti senti offeso? Non era mio intento, e comunque se cosí fosse… Touché.
      In merito all’esempio che hai portato (vicino che vuole farti abbattere l’albero per questioni di distanze), potrei dire che, se andaste davanti ad un giudice, potresti godere dell’ombra del tuo albero ancora per parecchio tempo prima di arrivare a sentenza… (Senza contare poi i tempi per l’esecuzione della stessa) mandando su tutte le furie il simpatico dirimpettaio… Se andaste in conciliazione chissà mai che tu non possa trovare un accordo con il tuo vicino, magari tenendoti l’albero, in cambio di una qualche concessione: tutto dipende dagli interessi contrapposti in gioco. Ah, ti assicuro che se cosí fosse, l’accordo lo raggiungeresti in poche ore, e non sareste dei fuori legge.
      Non c’entrano lo Zen o il Buddismo, ma semplicemente la libertà contrattuale.

  36. E poi facciamola finita con sta storia del piedistallo Tutti i profesionisiti devono avere semplicemente la coscienza il senso ed il decoro del proprio ruolo e della propria professione : gli insegnanti i medici i dentisti e perchè no anche gli Avvocati non c’è nessun piedistallo

    • Ma certo, la consapevolezza del proprio ruolo è indispensabile per poter fare al meglio ció per cui ci si impegna e in cui si crede. Altro conto è guardare dall’alto in basso chi ci sta di fronte e, avendo una “consapevolezza” diversa dalla nostra, considerarlo degno di minor rispetto.
      Ergo, alcuni dovrebbero scendere dal piedistallo.

  37. Una cosa curiosa: mi sembra questa una guerra ( perchè guerra anche se giudiziaria dato che ci sono vari ricorsi al TAR) sempre più tra professionisti e soprattutto sempre più tra laureati in legge. Io, medizazione trapari e Tiziano siamo tutti laureti in legge o mi sbaglio ?? E mi sbaglio anche se dico che la mediazione è nata proprio per fare a meno di tutti noi ??? Quindi se il diritto con la mediazione non c’entra nulla ( lo dite Voi stessi non lo dico Io )cosa c’entrate Voi con la medizione ???? Ah avete fatto uncorso di 52 ore… e con quello avete acquisito tutte quelle competenze e capacità che sbandierate ? guardate che quel corso sono buoni a farlo tutti ( ve lo ripeto mi sono informato perosnalmente con enti privati accreditati basta pagare 1200 euro ecoo l’italico business )…… non importa nemmeno avre una laurea… ho paura piuttosto che per mancanza di viveri stiamo svendendo la nostra laurea e la nostra ragione di essere per un corso di 52 ore ! Sperate di arrivare per primi ? , ma tanto le camere di commercio e gli ordini daranno incarichi agli amici degli amici…. cosa vi aspettate….

  38. Ah dimenticavo !potrebbero darli pure a me piuttosto che a Voi ……..non ci metto molto a diventare mediatore pure io

  39. Ancora per Tiziano ho letto bene il dettato normativo è proprio quello che non torna!

    • Scusami Andrea, ma volevo sapere se avevi letto quello che ho letto io:
      Art 1 Definizioni
      […]
      c) “mediazione”: l’attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o piú soggetti sia nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, sia nella formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa;
      d) “mediatore”: la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo. Il mediatore è un professionista con requisiti di terzieta’. L’organismo dove il mediatore presta la sua opera è vigilato dal Ministero della giustizia.
      […]

  40. Per Sonic scusa collega non capisco la tu esultanza la conciliazione non slitterà affatto!

  41. Ancora per mediazione tra pari se la mediazione con il diritto non c’entra nulla ( porprio nulla come dite voi conta l psicologia le tecniche di comunicazione ecc. )mi spieghi perchè Tu nel tuo sito formi GIURIDICAMENTE i mediatori Si veda il c.d. ” Master sulle successioni” dove spieghi, lo dici tu stessa, le norme sulle successioni del codice civile ( Lo sai vero che non basterebbe un corso unveristario per conoscere anche sommariamnte il diritto dell successoni ! ) La realtà è che Ti stai contraddicendo … se non conta il diritto nella mediazione non conta punto e basta. Conoscere per sentito dire un complesso istituto giuridico è peggio che non cososcerlo afffatto e lo sai benissimo: il diritto civile è il più complesso tra i diritti e la materia delle successioni la più complessa tra i settori del diritto civile Io stesso che sono Avvocato e mi coccupo sì di penale ma talvolta anche di civile non mi impelago mai sulle successioni e mi appoggio su altri professionisti, è davvero un campo minato! Quindi: o il mediatore con il diritto non c’entra nulla ( Come dici Tu e anche Tiziano .. ti ricordi il tuo bell’esempio del corso di cucito tanto ironico e calzante..) ed il Tuo Master è inutile oppure il mediatore con il dirttto qualcosa c’entra ed il Tuo Master allora è utile per il mediatore. Tertium non datur. Saluti

  42. Questo dibattito si è un po’ ammosciato cari colleghi….

  43. Scusa Tiziano Touchè un cavolo i tuoi gentili e epiteti erano diretti proprio conro di me non ho la coda di paglia mi accusi di essere assalito da pregiudizi e preconcetti …… alla faccia del conciliatore io mi sono scusato due volte quando mi sono accorto che parlando di diritto non sapevo di parlare ad un collega sei tu che guardi i coleghi dall’alto del tuo corso di 52 ore ( lo faranno tutti poi stai tranquillo todos caballeros eh ehe )…. Un’ altra cosa non voglio ripeterti quello che ho già detto a mediazione tra pari (si veda il mio precedente intervnto) La sostanza è se la mediazione con il diritto non c’entra nulla perchè state formando GIURIDICAMENTE i mediatori……( sulle succession poi…) Quanto all’esempio del’albero: ti ricordo che: 1) non esitono solo le cause ordinarie ci sono le azionin possesorie ( spoglio e manutenzione ), i procedimenti di urgenza … le cause poi qui da noi non durano mica tanto 2) secondo Te gli avvocati non provano a ragiungere un accordo prima della causa??? Lo si fa sempre anche nel processo penale addirittura e lo sai benissimo ed è proprio l’avvocato la persona giusta a trovarlo pechè sa fino a che punto è giusto che il diritto del porprio assistito sia sacrificato e può consilgiare in tal senso il porprio cliente…. Un soggetto che si rivolge ad un avvocato impegnandosi a pagarne la parcello lo fa perchè chiede giustizia e l’applicazone del diritto… di ciò che è giusto e non di ciò che è sbagliato se si subisce untorto perhè si deve essere obbligati o invogliati fortemente ad accettare o soluzioni di compromesso tra l’altro pagando e neppure poco ??? ho ragione punto e basta se poi si ritiene che il torto o la ragione non esistono non si crede nel diritto e non si crede nella legge…. non è neppure un buon messaggio quello che sta passando con questa conciliazione

    • Caro Andrea, e dopo questa replica mi avvarró della facolta di non rispondere, innanzi tutto ti sei scusato con me solo dopo aver saputo che potevo essere tuo collega, per una mera questione di deontologia, quindi non offendere la mia intelligenza.
      Non voglio convincere nessuno e tanto meno te, visto e considerato che stiamo cadendo di stile e lo scambio di idee che ne è nato porta solo ad una considerazione: parliamo due lingue diverse. Ah, magari prova a spiegare come hai fatto bene con me, che la mediazione è una bufala ai tuoi 10.000 colleghi (parlo di avvocati non miseri professionisti di altre categorie), iscritti al Consiglio Nazionale Forense che hanno sostenuto i corsi di mediatori (fonte: la Repubblica del 14 febbraio).
      Buon lavoro.
      Grazie per lo scambio e la scoppiettante discussione.

  44. Ancora per Tiziano: vedi forse Tutti noi ci stiamo scordando di qualcosa: il diritto civile già di per sè costituisce un comtemperamente e un compromesso tra opposti interessi e pretese: torno all’esempio dell’albero. Tra l’interesse del proprietario del fondo di godere in modo pieno ed inditurbato del proprio bene e l’esigenza del vicino di non vedresi tolta la luce del sole l’areazione e la visuale dagli alberi dell’altro si è posto come regola (chè è già di per sè un compromesso) che la distanza per gli alberi di altro fusto debba essere di tre metri……… se non la si mantiene o il vicino è d’accordo (ed allora non occorre andare da nessuno) oppure l’albero non può essere piantato ! di cosa mi vuoi convicere che non vedere la luce del sole è bello che avere un sfilza di platani sul mio confine ( con le foglie che devo raccogliere tutti gli inverni) è bello perchè così sento gli uccellini che cinguettano sotto le mie finsetre ….. Suvvia Tiziano facciamo le persone serie. Vogliamo scomettere che se succedesse a Te di subire un torto quello che vorresti sarebbe una cosa sola: avere rapidamente giustizia. E qui siamo arrivati ad un altro punto, fore quello decisivo.. la lentezza della giustizia civile. Il diritto civile Italiano a differenza di quello penale ( l’Italia è la patria del diritto civile non ce ne dimentichiamo) non ha il processo che si merita purtoppo è vero…. Ma rimedi ce ne potrebbero essere tanti al posto di queste soluzioni pastrocchiate… ci sono riti snelli che funzionano in tempi celeri: il riro lavoro e quello del Giudice di Pace. Ispriamoci a questi magari valorizzando il tentativo di conciliazione da parte del gudice ( che c’è già ma non viene mai praticato non ho capito bene perchè….). Il fatto che la gran parte di questi mediatori o spiranti tali provenga da facoltà come Giurisprudenza o economia e Commercio, basate su materie giuridiche il fatto che intendiate insegnare il diritto ai mediatori ( questo acceso dibattito su questo avviene quasi esclusivamente tra avvocati infatti e su questo sito ci sono corsi di diritto tra la’altro fatti neanche male complimentia mediazionetrapari… ) sta proprio a dimostrare quello che dicevo: per regolare opposte pretese per capire se queste pretese sono meritevoli di una qualche tutele o riconoscimento per mediare tra due opposte pretese per formulare una proprosta di accordo dec a maggior ragione devi giocoforza far riferiemtno a qualcosa che nella tua testa ri sembra giusto ed ecco che il diritto uscito dalla porta rientra … solo che rientra dalla finestra ed affidato a mani sbagliate e poco qualificate…..

  45. La realtà è che lo Stato on è più in grado di assolvere i propri compiti non sa più gestire il Sistema Sanitario e privatizza. idem per la scuola e l’Università ora intende addirittura rinunciare ad uno dei suoi poteri e privatizza la giustizia …… che brutta fine…..

  46. Per Tiziano Grazie anche a Te e Buon Lavoro

  47. Salve a tutti…. belli e brutti…. giuristi e pseudogiuristi, nonchè neomediatori. Non giudico l’opinione di nessuno che, qualunque sia, è sacrosanta! Quindi esprimo anche la mia chiedendo reciprocità!!! Per me l’istituto della “Mediazione” è come la “Corazzata Kotiomkin”….ossia… una cagata pazzesca!!! Grazie per l’attenzione… Nuovamente saluti ed auguri…

  48. Ciao ragazzi… sentite questa… L’altro giorno parlavo con un ragazzo che ha fatto da poco il famoso corso per mediatore. Quindi un mediatore con tanto di “titolo”! Non mi ricordo in cosa fosse laureato. Sembrava a dir poco un fanatico salvatore dell’umanità sparando sentenze contro gli avvocati e contro l’inutilità della laurea in legge per dirimere una vertenza! Il mediatore per lui era il futuro di una giustizie semplice e veloce! Gli ho chiesto se sapeva cosa fossero i diritti reali dal momento che la mediazione contempla anche questo ambito, e mi preparavo ad esternargli una mia perplessità circa il contraddittorio in un’ipotetica causa di usucapione con gente emigrata all’estero ed un’infinità di eredi spersi per il mondo. Sapete che mi ha risposto… non ci crederete!!! Che non gli interessava approfondire i DIRITTI REALI perchè siamo in Repubblica ed è improbabile che possano ancora capitare controversie tra discendenti di aristocratici!!! Ora mi chiedo… incongruenze a parte dell’istituto della mediazione obbligatoria che dovrebbe essere affidata solo a gente laureata in legge, lasciandolo tale strada comunque facoltativa affinchè l’accesso alla Giustizia canonica sia garantita come da Costituzione senza inframezzi obbligatori a pagamento… si può affidare la soluzione di una controversia a gente del genere che a seguito di un corso di poche ore pretenderebbe di possedere le basi per sostituirsi ad un vero operatore del diritto che si è sudato un vero titolo, ossia un avvocato?! Ditemi voi… W l’Italia, una ed indivisibile (stronzate comprese)!!!

  49. E’ addirittura sconcertante leggere certi pareri favorevoli (aasolutamente farneticanti e pieni di sciocchezze e banalità) ad un istituto creato solo ed esclusivamente per falcidiare ulteriormente gli avvocati dopo l’abrogazione dei minimi tariffari, l’ingresso del patto di quota lite, l’obbligo (farsa assurda) della formazione permanente; il documento sulla sicurezza; gli obblighi sulla privacy…e chi più ne ha più ne metta!
    Il diritto (non parlo di giustizia perchè, visti i tempi che corriamo, è una parola troppo grossa….) è materia complessa, multiforme, soggetta a numerose interpretazioni e tale da divenire – in mano a sprovveduti o a improvvisati paladini della “giustizia usa e getta” – un’arma pericolosissima che provocherà ingiustizie clamorose affievolendo tutte quella garanzie che una difesa tecnica garantisce al cittadino. Si vuole istituire la mediazione? Sono d’accordo, e con tutti i vantaggi fiscali in essere. Ma la si lasci facoltativa (tra l’altro siamo all’assurdo che laddove era obbligatoria – nel processo del lavoro – ora è stata resa facoltativa!!) e soprattutto, oltre certi limiti ed importi, si imponga la difesa tecnica.
    Per il resto, qualora dovesse entrare in vigore e viste le difficoltà che già trova un avvocato che ha da sempre visto la sua professione come un servizio, penso che a 45 anni suonati dovrò finalmente trovarmi un nuovo lavoro……

  50. Caro Francesco Saverio… hai proprio ragione. Perdona loro perchè non sanno quello che fanno! E non è sarcasmo il mio….ma triste ironia per le verità che hai scritto. Bisognerebbe nascere col senno di poi…

    • Bhè, caro Luigi, io un po’ di sarcasmo ce lo metto: “in verità, in verità io vi dico che il mediatore è venuto per portare la spada, per dividere il padre dal figlio…”

      Ma è mai possibile che un istituto così antico e così ben collaudato in civiltà con una cultura giudica evoluta sia così difficile da comprendere ed accettare nel nostro ordinamento?

  51. Ma si caro Tiziano… hai proprio ragione tu. E’ giusto comprendere ed accettare quando uno ha ragione. E’ bene aprirsi ai cambiamenti seri e fatti con la testa. Appunto per questo proporrei anche un corso di tre giorni per “mediamedici”, per “mediaingegneri”, per “medianotai”, per “mediarchietti”, per “mediacommercialisti”, per “mediaomnibus”. Ed ogni uomo, in questo mondo felice e senza guerre dove la fame non esiste, dove le lauree sono solo un punto di vista, senza perdere tempo potrà fare quel che vuole, qualunque lavoro… Quel che mio è tuo…. quel che tuo è mio… Chi ha avuto ha avuto… e chi ha dato ha dato… Che bello… non vedo l’ora… Con il “mediauomo” inizia una nuova era! Tiziano…il futuro è tuo! Noi altri apparteniamo al passato… Ti lasciamo il passo… E’ giusto così… Con ciò tolgo il disturbo augurando ogni bene… Saluti per tutti…

  52. Da: Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana

    LETTERA APERTA AI CITTADINI

    MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA:
    LA SOLUZIONE O UNA GRANDE FREGATURA?

    Caro cittadino,

    sai che dal 21 marzo la giustizia civile verrà “svenduta” a privati e comincerà così la sua definitiva rottamazione, con un altro aumento ingiustificato di costi a tuo carico?

    Probabilmente non sai che dal 21 marzo 2011, prima di poter richiedere al Giudice la tutela dei tuoi diritti, sarai costretto a subire una nuova pasticciata procedura che ti comporterà costi e ritardi.

    Sai che per legge avrai l’obbligo di rinvolgerti ad un mediatore prima di rivolgerti al giudice?
    Prendere o lasciare, non avrai scelta!
    Dovrai versare un importo variabile da 105 a 9.240 euro, in base al valore della controversia, anche se non intendi conciliare.

    Sai anche che il tuo mediatore potrebbe non essere “quello sotto casa”, perché potresti essere convocato a centinaia di chilometri di distanza, e che, pur in tua assenza, il mediatore potrà fare una proposta di conciliazione fortemente vincolante per il futuro giudizio?

    E SE LA CONCILIAZIONE NON RIESCE, COSA SUCCEDE?

    Avrai pagato inutilmente queste somme; avrai aspettato almeno 4 o 5 mesi, e, solo dopo, potrai finalmente andare davanti al Giudice in Tribunale.

    È questa, secondo te, la legge che dovrebbe accelerare i tempi della giustizia, ridurre i costi e portare vantaggi ai cittadini?

    CONTRO LA MEDIACONCILIAZIONE OBBLIGATORIA,

    PROTESTA UNITARIA E COMPATTA DELL’AVVOCATURA

    200 MILA AVVOCATI SI ASTERRANNO DALLE UDIENZE

    IL 16 MARZO ASSEMBLEA A ROMA ALLE ORE 10

    AL TEATRO CAPRANICA. ALLE ORE 13 MANIFESTAZIONE DAVANTI MONTECITORIO

    ASTENSIONE DALLE UDIENZE DAL 16 AL 22 MARZO

  53. Da: Organismo Unitario dell'Avvocatura Italiana

    Il presidente dell’organismo di rappresentanza politica, Maurizio de Tilla, sottolinea ancora una volta gli aspetti di incostituzionalità del provvedimento approvato dal Governo e che entrerà in vigore il prossi-mo 21 marzo: «La mediazione finalizzata alla conciliazione obbligatoria viola ben sette punti della nostra Costituzione. Anzitutto va chiarito che il legislatore delegante – in conformità alla pre-scrizione impartita dalla Direttiva Europea – aveva stabilito che dovesse essere introdotto un meccani-smo di conciliazione, ma non ne aveva affatto previsto la obbligatorietà, né aveva consentito che essa potesse essere considerata condizione di procedibilità della domanda giudiziaria.
    Il d.lgs. 28/10 è, quindi, viziato per eccesso di delega (primo punto), in quanto appare evidente che una condizione di procedibilità di una domanda giudiziaria, ex art. 24 Cost., può essere introdotta esclusivamente dal legislatore, e quindi il Governo avrebbe potuto farlo soltanto se ne fosse stato auto-rizzato dalla legge di delega. Si ha così l’evidente violazione degli artt. 76 e 77 Cost. per contrasto tra la legge delega e il decreto legislativo. E c’è una palese violazione dei menzionati articoli, dato che l’obbligatorietà è collegata alla mancata previsione di necessità dell’assistenza dell’avvocato. Va, in pro-posito, osservato che l’art. 60 della legge 69/09 (legge delega) al terzo comma lett. a) prescrive che nell’esercizio della delega il Governo si attenga, tra gli altri, al seguente principio e criterio direttivo “ … a) prevedere che la mediazione, finalizzata alla conciliazione, abbia per oggetto controversie su diritti disponibili, senza precludere l’accesso alla giustizia”.
    In aperto contrasto con la prescrizione della legge delega, l’art. 5 del d.lgs. 28/10 configura il procedi-mento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale, di fatto precludendo l’immediato accesso alla giustizia».

    «Ma non basta, non si rispettano anche gli artt. 24, 76 e 77 della Costituzione (secondo punto ) – aggiunge il presidente Oua – infatti il d.lgs. 28/10, all’art. 16 e nell’intero capo terzo intitolato “orga-nismi di mediazione”, disattende palesemente la previsione della delega. Non vi è, infatti, traccia, di qualsivoglia criterio o parametro volto a selezionare gli organismi deputati alla mediazione in base a cri-teri di professionalità ed indipendenza. Con ciò disattendendo la previsione della delega ove circoscrive lo svolgimento dell’attività di mediazione esclusivamente in capo ad organismi professionali ed indi-pendenti.
    E non si salva neppure l’art. 24 per due ulteriori ragioni.
    La prima: la mediazione obbligatoria costa al cittadino (terzo punto). Si eccepisce, al riguardo, che la mediazione può essere obbligatoria, oppure onerosa, ma non le due cose insieme, poiché se la mediazione, come nel nostro caso, è tanto obbligatoria quanto onerosa, allora è incostituzionale.
    La seconda ragione (quarto punto ) è che il Governo ha introdotto (art. 8) la previsione secon-do cui dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al procedimento di mediazione il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio. In buona sostanza, una scel-ta che la parte potrà fare senza l’ausilio di un difensore – partecipare oppure no al procedimento di conciliazione – potrà condizionare in misura determinante l’esito del successivo processo. Ne risulta e-vidente la violazione del diritto di difesa di cui all’art. 24 della Costituzione. Non solo! L’assistenza tec-nica, quale che sia il valore della controversia, non è obbligatoria, ma non è neppure vietata: è facoltati-va. Quindi chi è in grado di pagare, potrà farsi rappresentare da fior di avvocati, consulenti di parte e-sperti, professionisti di grido, e chi è povero no: dovrà arrangiarsi da solo, perché, non essendo obbliga-toria la presenza di un avvocato, non sarà possibile ricorrere al patrocinio a spese dello Stato».

    «Non solo – aggiunge – assistiamo alla violazione degli artt. 24, 76 e 77 Cost. per quanto riguar¬da il diniego dell’accoglimento della proposta del mediatore (quinto punto), sul¬l’iter del successivo giudizio e segnatamente sulla disciplina delle spese di lite. Il fatto che alla parte vincitrice del giudizio che non abbia accettato una proposta conciliativa che sia venuta a coincidere con il contenuto della de-cisione giudiziaria, debbano essere accollate le spese di lite proprie e della controparte, oltre al paga-mento di un impor¬to pari al contributo unificato e alle spese di mediazione, costituisce infat¬ti un evi-dente deterrente “forzato” dal ricorrere alla tutela giudiziaria ed accettare l’esito della mediazione.
    Un’ulteriore ragione di incostituzionalità è la rottura del trattamento paritario nel processo tra attore e convenuto (sesto punto). Con l’art. 16 del decreto ministeriale concernente i criteri di deter-minazione delle indennità, si divide l’indennità del procedimento di mediazione tra “spese di avvio del procedimento” e “spese di mediazione”. Le “spese di avvio del procedimento” sono dovute da “cia-scuna parte” ma sono versate “dall’istante al momento del deposito della domanda” (2° comma). Pari-menti “le spese di mediazione indicate sono dovute in solido da ciascuna parte che ha aderito al proce-dimento”. Dunque, il decreto ministeriale espressamente prevede che la parte convenuta possa non a-derire al procedimento. Cosicché, ai sensi dell’art. 3 Cost.: a) o si ritiene che anche l’attore possa non aderire al procedimento, e quindi possa versare la sola spesa di avvio del procedimento ai fui dell’art. 5 del d.lgs. 28/10 con contestuale dichiarazione di non voler avvalersi del servizio; b) oppure il sistema è in violazione del principio d’eguaglianza, consentendo solo alla parte convenuta di non aderire al pro-cedimento, ma non alla parte attrice, che si vedrebbe ob torto collo obbligata al procedimento di media-zione per poter far valere in giudizio un suo diritto. L’art. 5 del d.lgs. 28/10, in combinato disposto con l’art. 16 d.m. 180/10, in questi termini, non viola così solo l’art. 24 Cost. (per essere, al tempo stesso, obbligatoria e onerosa), ma viola anche l’art. 3 Cost., perché pone su piani diversi, e tratta diversamente, la parte attrice rispetto a quella convenuta.

    «Infine – conclude de Tilla – tornando agli artt. 24, 76 e 77 Cost. L’ultimo aspetto (settimo punto) di incostituzionalità attiene all’organizzazione interna degli organismi di conciliazione e alla loro indipendenza e terzietà. La procedura di mediazione è resa obbligatoria al fine di far valere in giudizio un diritto, e nel momento in cui ha funzione pubblica deve pertanto rispondere ai requisiti di buon andamento e di imparzialità di cui all’art. 97 Cost., soprattutto quando l’organismo è ente pubbli-co. Ora, niente di questo si trova nel decreto ministeriale che fissa blandi criteri di professionalità dei mediatori, ma niente più, senza prevedere criteri oggettivi circa l’assegnazione delle pratiche fra i vari mediatori dell’organismo, nonché criteri oggettivi circa il reclutamento degli aspiranti mediatori presso gli organismi costituiti da enti pubblici. Per il dm. 180/10 è discrezionalità dell’organismo, che la regole-rà in base al proprio statuto. L’art. 5 d.lgs. 28/10, in combinato disposto con l’art. 4 del d.m. 180/10, si pone pertanto in contrasto con l’art. 97 Cost., visto che l’assenza di un meccanismo oggettivo e prede-terminato per l’assegnazione delle pratiche rischia di compromettere l’indipendenza e la terzietà del me-diatore, attribuendo un potere gestionale inammissibile all’organismo».

    Roma, 15 marzo 2011

  54. IL TAR RINVIA ALLA CORTE COSTITUZIONALE LA MEDIACONCILIAZIONE.
    È l’intero impianto della media-conciliazione sulle controversie civili e commerciali ad essere messo in discussione dal rinvio alla Corte costituzionale, da parte del Tar del Lazio, di alcune rilevanti parti del Dlgs 28/2010. Il Tribunale amministrativo, infatti, ha dichiarato “rilevante e non manifestamente infondata” la questione di legittimità costituzionale di quella parte del decreto che prevede come obbligatorio l’esperimento del procedimento di mediazione, e stabilisce che la mediazione è condizione di procedibilità del ricorso stesso. Due elementi chiave per l’affermazione del nuovo istituto che se reso “facoltativo” risulterebbe massimamente depotenziato.

    Non solo, al vaglio della Consulta dovrà passare anche la previsione che dispone l’abilitazione a costituire organismi deputati alla media-conciliazione aprendo agli “enti pubblici e privati”, purché “diano garanzie di serietà ed efficienza”. E qui si gioca l’altra partita, quella che apre a nuove figure professionali un ambito fino ad ora riservato agli avvocati, e che, infatti, vede come contro ricorrenti, fra gli altri, Adr center e l’Associazione dei dottori commercialisti.

    A seguito della questione di legittimità costituzionale, i giudici amministrativi hanno quindi sospeso la decisione del ricorso proposto dall’Oua (Organismo unitario dell’avvocatura) contro il regolamento attuativo sulla mediaconciliazione obbligatoria. In attesa del pronunciamento della Corte costituzionale, però, la mediazione va avanti.

    Per l’organismo dell’avvocatura italiana la mediazione è illegittima in quanto “riduce l’accesso alla giustizia”, “abbassa la qualità della figura del media conciliatore” e “si affida a un regime transitorio che abilita immediatamente soggetti senza alcuna preparazione”.

    La motivazione tecnica del Tar
    Per il Tar Lazio, dunque, la valutazione di rilevanza e non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale è giustificata con riguardo agli articoli 5 e 16 del Dlgs 28/2010.
    In particolare, l’articolo 5 del Dlgs 28/2010, al comma 1, primo periodo “introduce a carico di chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa alle controversie nelle materie espressamente elencate l’obbligo del previo esperimento del procedimento di mediazione”. Mentre al secondo periodo “prevede che l’esperimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale”. E al terzo periodo “dispone che l’improcedibilità deve essere eccepita dal convenuto o rilevata d’ufficio dal giudice”. All’articolo 16, invece, dispone che “abilitati a costituire organismi deputati, su istanza della parte interessata, a gestire il procedimento di mediazione sono gli enti pubblici e privati, che diano garanzie di serietà ed efficienza”.
    Secondo i giudici queste disposizioni sono in contrasto con l’articolo 24 della Costituzione “nella misura in cui determinano, nelle considerate materie, una incisiva influenza da parte di situazioni preliminari e pregiudiziali sull’azionabilità in giudizio di diritti soggettivi e sulla successiva funzione giurisdizionale statuale, su cui lo svolgimento della mediazione variamente influisce”.
    Non solo, ma, secondo i giudici, ciò accade “in quanto esse non garantiscono, mediante un’adeguata conformazione della figura del mediatore, che i privati non subiscano irreversibili pregiudizi derivanti dalla non coincidenza degli elementi loro offerti in valutazione per assentire o rifiutare l’accordo conciliativo, rispetto a quelli suscettibili, nel prosieguo, di essere evocati in giudizio”.
    Tali disposizioni “risultano altresì in contrasto con l’articolo 77 Costituzione, atteso il silenzio serbato dal legislatore delegante in tema di obbligatorietà del previo esperimento della mediazione al fine dell’esercizio della tutela giudiziale in determinate materie”, nonché “tenuto conto del grado di specificità di alcuni principi e criteri direttivi fissati dalla legge delega, art. 60 della l. 69/09, che risultano stridenti con le disposizioni stesse”.
    “In particolare, – proseguono i giudici – alcuni principi e criteri direttivi [lett. c); lett. n)] fanno escludere che l’obbligatorietà del previo esperimento della mediazione al fine dell’esercizio della tutela giudiziale in determinate materie possa rientrare nella discrezionalità commessa alla legislazione delegata, quale mero sviluppo o fisiologica attività di riempimento della delega, anche tenendo conto della sua ratio e finalità, nonché del contesto normativo comunitario al quale è ricollegabile”.

    Il rinvio alla Consulta
    Con queste motivazioni il Tar ha dichiarato rilevante e non manifestamente infondata, “in relazione agli artt. 24 e 77 della Costituzione, la questione di legittimità costituzionale dell’art. 5 del d. lgs. n. 28 del 2010, comma 1, primo, secondo e terzo periodo”; e anche “dell’art. 16 del d. lgs. n. 28 del 2010, comma 1, laddove dispone che abilitati a costituire organismi deputati, su istanza della parte interessata, a gestire il procedimento di mediazione sono gli enti pubblici e privati, che diano garanzie di serietà ed efficienza”.

  55. Ciao Cittadino italiano! Il tuo problema sono le “Emorroidi”?! Ultimante non vai più d’accordo con queste graziose compagne di viaggio? Non riesci più a trovare un punto di accomodamento con loro? Il tuo rapporto con queste simpatiche vicine si è irreparabilmente incrinato e non riuscite più ad avere un colloquio? Tranquilli!!! Da qualche mese c’è il “MEDIATORE”!!! Rivolgetevi con fiducia a questa nuova obbligatoria efficiente figura dell’Ordinamento Italiano. Pagandolo adeguatamente state certi che porterà subito pace tra Voi e le vostre Emorroidi senza necessità di andare dal Vostro vecchio antiquato medico di fiducia! Risparmierete tempo e la vita tornerà a sorridervi nuovamente riportando armonia tra le parti in lite. Che aspetti? Corri dal MEDIATORE… Lui ti attende a braccia aperte come il buon padre di famiglia…pronto a offrirti il suo dito salomonico per ogni tua necessita. Paga subito le S.P.A. a cui fa capo e sarai felice per sempre! Non avrai bisogno di altro…oggi c’è il MEDIATORE!!!

  56. Dedicato a TIZIANO.
    Preso da OUA.it

    È di pochi ore fa la notizia dell’accoglimento da parte della Corte Costituzionale del ricorso presentato dall’Organismo Unitario dell’Avvocatura-Oua e da diversi Ordini e associazioni forensi contro la media conciliazione obbligatoria.
    Per il presidente dell’organismo di rappresentanza politica degli avvocati, Maurizio de Tilla, in prima linea in questa battaglia, «questa è una bella giornata, all’indomani di una grande manifestazione che ha visto sfilare molte migliaia di avvocati per le vie di Roma, che chiedevano a gran voce di modificare un sistema fallimentare nei risultati (oltretutto con uno scarso gradimento tra i cittadini) e incostituzionale. I fatti, ora, ci danno ragione su tutta la linea, come si legge nel comunicato stampa diffuso dalla Consulta che “ha dichiarato la illegittimità costituzionale, per eccesso di delega legislativa, del d.lgs. 4 marzo 2010, n.28 nella parte in cui ha previsto il carattere obbligatorio della mediazione”».
    «L’obbligatorietà e i costi alti – continua il presidente Oua – costituivano un meccanismo perverso che, oltre che limitare l’accesso alla giustizia, avviava un processo di privatizzazione di un diritto sancito dalla nostra Costituzione. La media-conciliazione obbligatoria è figlia di diverse forzature nel suo iter di approvazione e dell’assoluta indifferenza ai richiami delle Commissioni Parlamentari che chiedevano decise e forti correzioni. Ma anche di una concezione sbagliata dei sistemi extragiudiziali di risoluzione delle controversie, unica nel panorama europeo, partorita nelle stanze del ministero di Giustizia del precedente Esecutivo, senza la necessaria consultazione con l’avvocatura. Questa sistema ha solo alimentato un mercato “drogato” di scuole di formazione per mediatori e di società di conciliazione nate ad hoc, senza i dovuti criteri di qualità. Tutti aspetti che abbiamo denunciato più volte, spesso senza la dovuta attenzione dei mezzi di comunicazione».
    «Ora è giunto il momento di approfondire il confronto – conclude de Tilla – e di puntare davvero su sistemi moderni di soluzione alternative alle controversie, con criteri di qualità e rigore e senza dissimulate privatizzazioni dei diritti. Non solo: il ministro Severino deve tener conto di questa decisione e avviare un dialogo aperto e a tutto campo sulle proposte dell’avvocatura, che ha sempre ragione quando invoca il rispetto della Costituzione. Anche, in questa occasione prendiamo un impegno ulteriore come Oua: la battaglia continua contro l’aumento dei costi per i cittadini, per l’eliminazione del filtro in appello e il taglio di oltre 1000 uffici giudiziari. Basta con le ricette sbagliate, è giunto il momento delle vere riforme per ridurre i tempi dei processi e rendere efficiente la macchina giudiziaria».

    Roma, 24 ottobre 2012

  57. Non sono stati ammessi gli emendamenti fatti presentare dalle lobbies di società di mediazione alla Camera dei Deputati nel corso dell’approvazione della c.d. Legge di Stabilità.

    L’inutile tentativo di chi con la mediazione ha ritenuto di fare un business, a discapito del reale interesse dei cittadini, di rimettere in pista tale lucrosa attività è miseramente naufragato poiché, come si poteva comprendere sin da subito, l’argomento nulla aveva a che vedere con la materia finanziaria, oggetto specifico del decreto Legge da convertire.

    Del resto, non possiamo non rammentare che la mediazione obbligatoria “a pagamento” era già stata bocciata in sede comunitaria laddove con osservazioni del 2 aprile 2012, la Commissione europea così ha invitato la Corte di giustizia, nella causa C-492/11, a concludere, sulla questione della legittimità europea della cd. “mediaconciliazione”: «la direttiva 2008/52/Ce, letta alla luce dell’ art. 47 Carta dei diritti fondamentali dell’ Unione europea, deve essere interpretata nel senso che … 2) osta ad una normativa nazionale quale quella oggetto della presente causa che assortisce il procedimento di mediazione di tipo obbligatorio di sanzioni economiche in grado di incidere sulla libertà delle parti di porre fine al procedimento di mediazione in qualsiasi momento e pertanto di limitare, in maniera sproporzionata, l’ esercizio del diritto di accesso al giudice… 4) che prevede una mediazione obbligatoria onerosa».

    Ma anche i dati diffusi dal Ministero della Giustizia con la propria relazione dimostrano come la mediazione obbligatoria, non solo abbia fallito l’intento di ridurre drasticamente il contenzione ma abbia posto a carico dei cittadini un costo inutile nella stragrande maggioranza dei casi.

    Infatti, solo nel 35% per cento dei casi si verifica la comparsa del soggetto chiamato in mediazione. Quando il soggetto è comparso, solo nel 48% dei casi si è raggiunto un accordo. In sostanza, quindi, si può dire che solo nel 16,8% dei casi la mediazione si conclude positivamente. Per cui, al contrario, nell’83,20% dei casi di mediazione i cittadini hanno dovuto, non solo perdere inutilmente almeno quattro mesi di tempo prima di poter adire il giudice ordinario, ma sostenere i costi (a volte elevati) della mediazione.

    (Altalex, 7 novembre 2012. Nota di Fabio Quadri. Si segnala altresì l’articolo di opinione contraria a cura di Leonardo d’Urso, conciliatore professionista e co-fondatore di ADR Center, dal titolo “La Commissione europea approva la mediazione obbligatoria e le sanzioni”)

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