La mediazione in Europa


Alcuni mi chiedono dove e come specializzarsi in mediazione internazionale.
Al momento non ci sono specializzazioni in controversie transfrontaliere, la specializzazione la acquisiremo sul campo.
Il suggerimento è, dunque, quello di inserirsi in un organismo che opera già a livello internazionale in modo da aumentare le possibilità di gestione di casi transfrontalieri e fare esperienza in materia.

Diciamolo pure, la mediazione non è un’invenzione italiana…diamo uno sguardo intorno alla nostra realtà: andiamo in Europa.
Il 21 maggio 2008, l’Unione europea ha emanato la direttiva 2008/52/CE a cui gli Stati membri si devono conformare entro il 21 maggio di quest’anno, con lo scopo di incoraggiare il ricorso alla mediazione all’interno degli Stati.

Se vuoi leggi la Direttiva 2008/52/CE

Si applica alle controversie transfrontaliere in materia civile e commerciali in cui almeno una delle parti sia domiciliata in uno stato membro.

Leggendola è chiaro come, a livello europeo, viene incoraggiata la formazione dei mediatori, viene favorito il ricorso ai metodi alternativi alla risoluzione delle controversie da un lato conferendo all’organo giudiziale la possibilità di invitare le parti a ricorrere alle adr e dall’altro non pregiudicando la possibilità di ricorrere comunque in giudizio, inoltre garantisce all’interno della mediazione la riservatezza e prevede che gli accordi presi in sede di mediazione siano resi esecutivi.

Se desiderate approfondire le vostre conoscenze della mediazione a livello europeo, vi suggerisco questo sito dove potete trovare la situazione della mediazione in ogni singolo stato membro con indicazioni utili e concrete www.e-justice.europa.eu

2 risposte a “La mediazione in Europa

  1. Buona giornata!
    Il DM 180/2010 dice letteralmente all’articolo 3 che gli organismi sia privati che pubblici al momento della registrazione presso il ministero devono allegare elenco dei mediatori esperti nella materia internazionale;

    La mia domanda è: cosa serve ad un mediatore per definisrsi esperto in materia internazionale? è vero che basta una attestazione di conoscenza di una lingua straniera? se è verò sapresti indicarmi anche di quale attestato si tratti?

    Come sempre grazie mille
    Donatella

  2. Il decreto non dice niente di più di quello che segnali.
    L’interpretazione più attendibile – mi sono confrontata ieri con la docente del corso integrativo che sto seguento- è che si debba autocertificare la conoscenza di una lingua straniera, allegando eventuali diplomi o superamento di esami. Per essere ritenuti in esperti in materia internazionale si può eventualmente allegare certificati di master o esperienze internazionali e autocertificazione relativa a cosa è stato trattato a livello internazione come professionista ( ma attenzione alla violazione della privsacy!).
    Ripeto, tutto teorico, perchè la legge, per l’appunto non ci dice niente!

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