Intervista all’Avv. Giuseppe Briganti


Alle domande di mediazione tra pari, ha risposto GIUSEPPE BRIGANTI, avvocato e conciliatore professionista, che cura il sito giuridico www.iusreporter.it.

D:Come cambia il lavoro dell’avvocato con l’introduzione della legge sulla mediazione?
R: A mio parere, l’avvocato dovrebbe cogliere l’occasione per appropriarsi di questo nuovo strumento  e del nuovo ruolo che la mediazione richiede al professionista come consulente delle parti. Un ruolo certamente diverso rispetto a quello cui si è abituati in tribunale, ma che può contribuire a offrire al cliente una valida soluzione al proprio problema legale.
Sui possibili nuovi ruoli dell’avvocato ho scritto nel 2008 un articolo (“Avvocato non solo “guerriero”: altri approcci possibili per un avvocato “multidimensionale”) pubblicato qui

D: Come  spiega la conciliazione ai suoi clienti?
R:Cerco di evidenziare le caratteristiche che la distinguono dal processo e presentarne i vantaggi, soprattutto in termini di tempi, costi, possibilità di essere davvero ascoltati e di elaborare soluzioni che consentano a entrambe le parti di uscire vincitrici dallo scontro.
D’altra parte, non tutte le controversie si prestano a una soluzione conciliativa e anche in quel caso espongo il mio parere.

D:La legge attribuisce un ruolo essenziale all’avvocato  nella diffusione della cultura della conciliazione. Come farebbe per far cambiare la cultura del “mi faccia causa” a quella del “conciliamo”?
R:Penso che un cambiamento culturale di questa portata richieda tempo. La pratica e la diffusione della mediazione, con i risultati che credo porteranno, saranno già motivo di mutamento di prospettiva.
Da questo punto di vista, la tanto osteggiata obbligatorietà per alcune materie del previo ricorso alla mediazione penso sia un passo necessario. Ma credo anche che, una volta affermatasi la cultura della mediazione, dovrebbe tornarsi alla sua volontarietà, trattandosi di una caratteristica propria di questo strumento.

D: Conciliare conviene ma non è sempre possibile. Per la sua esperienza, le persone che si rivolgono all’avvocato sono disposte a conciliare o è già troppo tardi?
R: Dipende dalle persone, e dipende dalle caratteristiche della controversia.
Di fronte all’alternativa offerta dall’attuale sistema giudiziario, credo che in ogni caso chiunque abbia avuto esperienza di un contenzioso in tribunale lasci aperto uno spiraglio per una soluzione bonaria.

D: Lei  è avvocato e conciliatore professionista. C’è un conflitto di interessi? Perchè?
R:Opero in due ruoli diversi.
Quando assisto un cliente come avvocato perseguo obiettivi (il miglior risultato possibile per il mio assistito) diversi rispetto a quelli che perseguo invece come conciliatore, terzo neutrale (facilitare il negoziato tra le parti e aiutarle a trovare la miglior soluzione possibile per entrambe).
Salvi naturalmente i casi di incompatibilità, per esempio per pregressi rapporti con una delle parti che poi richiedono la conciliazione, non credo dunque vi sia conflitto di interessi.

Ringrazio l’avvocato Briganti per il tempo che ci ha dedicato.

Vi suggerisco caldamente di scaricare l’utilissima guida online gratuita sulla mediazione civile dell’avv. Brigante sul sito www.guidamediazionecivile.it

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