Come diventare conciliatore: riassunto delle puntate precedenti…


Vista l’enorme richiesta di chiarimenti su come diventare conciliatore, mi sembra utile fare il punto della situazione ad oggi, riassumendo le domande più frequenti che mi vengono fatte.

Specifico ad oggi perché  siamo in attesa del regolamento che dovrebbe uscire a giorni che chiarirà in via definitiva il percorso formativo dei conciliatori.

1.   chi può diventare conciliatore?

Ecco cosa prevede attualmente la legge:  può essere conciliatore:

  • un magistrato in quiescenza;
  • un professore universitario di ruolo di materie giuridiche o economiche anche in quiescenza;
  • un professionista iscritto in albi professionali di materie giuridiche o economiche da oltre 15 anni anche se successivamente cancellati non per motivi disciplinari;
  • un laureato in materia giuridiche o economiche ovvero un iscritto in albi professionali in materia giuridiche o economiche con anzianità inferiore ai 15 anni purché abbia seguito con successo un corso specifico di formazione per conciliatori, che sia stato svolto in conformità a quanto prescritto dalla determinazione assunta dal Responsabile del registro a norma dell’art. 10, co. 5, d.m. 222/2004.

2.   chi tiene i corsi di formazione?

Gli enti/organismi di conciliazione accreditati presso il ministero di Giustizia. Per vedere l’elenco degli enti andate sul sito del ministero: a fianco di ogni organismo è indicato un indirizzo mail o il sito dell’ente a cui potete rivolgervi per avere le informazioni pratiche (luogo, data, programmi dei corsi).

3.   come scegliere il corso di formazione?

Scegliete in base alla vostra disponibilità. La frequenza al corso è obbligatoria, dunque, dovete organizzarvi con gli orari per non perdere le lezioni. Al momento la durata è stabilita in 44 ore di cui 4 di test finale. Superato il test si ha il titolo di conciliatore professionista.

4.   cosa si fa durante il corso? In cosa consiste il test finale?

Il programma del corso comprende la storia della conciliazione, la normativa in materia di conciliazione, le tecniche comunicative, come condurre un incontro di conciliazione, simulazioni di casi concreti. Il test finale è composto da una serie di domande a risposta multipla sugli argomenti trattati durante il corso.

5.   dove posso lavorare come conciliatore?

Il neo conciliatore può far domanda di entrare nelle liste di conciliatori di tutti gli organismi accreditati dal Ministero (andate sempre sul sito a verificare). In primis vi suggerisco di fare domanda presso le Camere di Commercio e l’ente presso cui avete seguito il corso. Non ci sono limiti territoriali (potete iscrivervi in un ente di Milano e in uno di Palermo e abitare a Torino), non ci sono limiti di numero di enti se non quello relativo a tre enti a cui potete dare l’esclusiva.

6.   quanto guadagna un conciliatore?

Poco. Al momento non consideratelo come un lavoro.

Se vi vengono in mente altre domande che ho dimenticato, chiedete pure!

Vi suggerisco, per approfondimenti, di leggere tutti i post della sezione “Come diventare conciliatore”!

8 risposte a “Come diventare conciliatore: riassunto delle puntate precedenti…

  1. DGL dott. Giacomo LAVACCA CONCILIATORE PROFESSIONISTA

    Sull’ Argomento Camere di Commercio e Conciliazione segnalo la seguente questione.
    Sono residente in Friuli V.G. nello specifico PORDENONE e qui, nel silenzio più assoluto, la CCIAA di PN e l’ Ordine Avvocati di PN, a solo beneficio degli iscritti all’ Ordine, hanno avviato un Programma denominato SALOMONE per favorire la Conciliazione.Il problema sorge dal fatto che i Conciliatori sono Avvocati che hanno frequentato il Corso Organizzato dall’Ordine per cui quando qualcuno deciderà di rivolgersi alla Conciliazione Programma SALOMONE si troverà come Conciliatore lo stesso o gli stessi Avvocati che si troverebbe qualora decidesse di adire la causa civile secondo il Rito Ordinario Giudice Civile Monocratico presso il Tribunale o Giudice di Pace.
    In questo modo non credo che sia una vera scelta di libertà e alternativa per il cittadino.
    con questo sistema i Conciliatori Professionisti diversi dagli Avvocati che opportunità effettive hanno?

    • Quello che segnali è molto interessante. Secondo me è una delle questioni calde della conciliazione: un altro lettore aveva parlato di conflitto di interessi tra la professione di avvocato e quella di conciliatore. Non è semplice per una persona che tutti i giorni è nelle aule del tribunale a perseguire la giustizia cercando la ragione del proprio cliente, mettere da parte questa concezione per assumere la veste del conciliatore. Tanti degli avvocati con cui parlo criticano la mediazione e si perdono nei tecnicismi giuridici per avvallare la loro tesi che si tratta di una legge inutile. Eppure gli ordini professionali, come hai rilevato tu, fanno a gara per “accaparrarsi” il controllo e la gestione di questo istituto. Come ho già già scritto bisognerebbe davvero far attenzione a chi finisce in mano la conciliazione perchè se viene gestita da chi vuole aumentare solo il proprio potere professionale sarà un fallimento. E sarebbe un peccato perchè credo che la conciliazione sia la strada verso la pacificazione sociale! Io sono avvocato ma non sono iscritta ad alcun albo per mia scelta e per questa ragione la mia candidatura di conciliatore non è stata presa in considerazione da alcuni organismi di conciliazione istituiti presso l’ordine degli avvocati. Quando ho fatto presente che la legge non prevedeva l’iscrizione all’albo degli avvocati, ma solo il superamento del corso di formazione, la risposta è stata vaga. Pazienza! Ci possiamo solo augurare che i conciliatori- avvocato riescano a vestire i panni dell’uno e dell’altro! Vorrei sentire la loro voce direttamente, magari in una delle prossime interviste!

  2. Sono un (quasi ) dottore in legge e mi chiedevo se mi converrebbe fare il corso da conciliatore…. Vorrei anche sapere, una volta iscritto ad un organismo accreditato dal Ministero, se é lo stesso organismo che mi farà pervenire i casi su cui tentare la conciliazione? e seguendo quale criterio? Vi ringrazio della vostra disponibilità a dare luce su un istituto e una regolamentazione molto indeterminata!!

    • Ciao Alfonso! Benventuo sul blog! Come ad altri anche a te, io consiglio di fare il corso da conciliatore non solo per i potenziali sbocchi professionali ma anche perchè ti aiuterebbe ad avere un approccio positivo con le controversie di tutti i giorni. Avresti la possibilità di imparare a gestire i conflitti non solo dal punto di vista legale, ma anche ponendo attenzione ai reali interessi delle parti indirizzandole verso la soluzione più efficace ai loro problemi.
      Una volta iscritto ad un organismo di conciliazione sarà l’organismo che ti assegnerà i casi che dovrai gestire. Nel regolamento degli organismi sono indicati i criteri con cui attribuiscono i casi, per cui ti conviene verificare direttamente il regolamento. Ad esempio alcuni seguono il criterio di anzinità: se sei iscritto da più tempo nelle loro liste hai più possibilità di essere chiamato.

  3. Vi ringrazio per la risposta esauriente!!!

  4. Pingback: 2010 in review | Mediazione tra pari

  5. Se possibile vorrei utilizzare questo spazio per sapere se per ammessi ai corsi e’ fondamentale la laurea.
    Io sono diplomato Ragioniere e Perito Commerciale e sono iscritto all’Albo dei Promotori Finanziari dal 1992. Ho alle spalle una carriera bancaria, conclusa ai vertici aziendali. Questa attivita’ e per me di forte motivazione.
    Nelle mie condizioni esiste qualche possibilita’ di accedere ai corsi?
    Grazie di cuore per la risposta.

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