Tecniche di comunicazione del conciliatore: ascolto attivo e parafrasi


La seconda parte della simulazione di conciliazione,mi fornisce il pretesto per approfondire un po’ l’aspetto della comunicazione in conciliazione.

Riguardiamo il video e facciamo attenzione su quello che dice e fa il conciliatore.

Il conciliatore utilizza due tecniche di comunicazione molto efficaci:

L’ ascolto attivo : il conciliatore ascolta le parti con attenzione, a differenza delle parti coinvolte che fanno un ascolto selettivo, cioè tendono a trovare più argomenti di disaccordo ( …” io non sono venuta qui per sentirmi dare dell’incompetente”…) che punti d’incontro e interpretano tutto con pregiudizio. Non solo, il conciliatore ascolta, ma fa capire alle parti che le sta ascoltando e questo ingenera in loro una fiducia nel ruolo del conciliatore. 

Infine, aiuta le parti a separare i contenuti dagli aspetti emotivi, in modo tale che entrambe si ascoltino e individuino il vero problema.
La parafrasi: il conciliatore ripete con parole proprie ciò che è stato detto, verificando la correttezza del contenuto ( mi pare di capire…è corretto?). Questo aiuta a eliminare la negatività di alcune parole utilizzate dalla parte e focalizzare sul contenuto e sul reale problema che ha portato al conflitto.


Cosa ne pensate?

A me pare che non si possa mettere in dubbio l’efficacia e l’utilità di queste tecniche di comunicazione, soprattutto nella conciliazione, dove le parti, le loro emozioni, le loro aspettative sono in prima linea.
Avrete sicuramente notato come, in conciliazione, sono le parti le protagoniste, a differenza di un giudizio di merito in cui diciamo che il palcoscenico è dei legali delle parti e del giudice più che delle parti stesse.

La comunicazione è dunque un aspetto importantissimo e, se volete diventare conciliatori, dovrete assolutamente acquisire queste abilità!

Una risposta a “Tecniche di comunicazione del conciliatore: ascolto attivo e parafrasi

  1. Quanto approfondito nel tuo post è sicuramente indicativo di come la conciliazione esuli da meri aspetti tecnici della materia del “contendere”. Un bravo conciliatore può quindi portare alla soluzione positiva del conflitto grazie alle proprie capacità comunicative, utilizzando oltre che quanto detto dalle parti anche quanto “sentito” dalle stesse: saper cogliere le emozioini e le sensazioni che le parti vivono nella fase di ascolto e colloquio, porterà il conciliatore ad accompagnare le parti verso l’obiettivo comune della soluzione del conflitto. Direi che questo aspetto della conciliazione è affascinante! Apre le prospettive e porta a chi si rivolge a lui ad oltrepassare i propri punti di vista.

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