LA CONCILIAZIONE IN AMBITO AMBIENTALE


Vi porto un altro esempio in cui  il metodo conciliativo potrebbe portare risultati positivi di risoluzione delle controversie per la sua semplicità, economicità, riservatezza e rapidità: la conciliazione in ambito ambientale.

La conciliazione ambientale è un metodo di risoluzione della controversie con cui due o più persone cercano di risolvere un conflitto di carattere ambientale e di natura privatistica grazie all’intervento di un terzo imparziale.

La crescente sensibilità dei cittadini nei confronti delle problematiche ambientali è andata di pari passo con l’incremento del contenzioso ambientale.

Vi segnalo un’esperienza di istituzione di uno sportello per la conciliazione ambientale:

www.comune.pisa.it

conciliazione.ambientale@comune.pisa.it

Quali situazioni possono rientrare nella conciliazione ambientale?

Ad esempio situazioni di conflittualità in campo ambientale dovute alla presenza di malsanie provocate presenza di insetti e volatili, da abbandono di rifiuti, oppure alla emissione di rumori, polveri, fumi, onde elettromagnetiche; situazioni attribuite all’attività di altri cittadini, imprese.

Come funziona?

Lo sportello del comune collabora di concerto con le camere di commercio presso cui si svolgerà il tentativo di conciliazione.

Lo sportello ha la funzione di ascoltare le problematiche, ricevere gli esposti e i reclami in materia ambientale e di fornire una prima informazione in materia, indicando le diverse possibilità di risoluzione dei disagi lamentati e promuovendo, ove richiesto, il ricorso alla procedura di conciliazione.

L’iniziativa è senza dubbio positiva per la diffusione della cultura della conciliazione anche in ambiti che apparentemente non la coinvolgerebbero.

L’importanza di uno strumento come la conciliazione e la mediazione nella risoluzione di controversie avente ad oggetto problematiche ambientali è testimoniato anche dalla presenza di mediatori professionisti nel Forum Mondiale delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici che si è svolto a Copenhagen (Danimarca) il 15 dicembre 2009.

Al Forum di Copenhagen si sono cercate vie alternative di soluzione ai problemi climatici ed al tremendo impatto negativo che l’uomo ha nei confronti dell’ambiente e del pianeta e nonostante i risultati non troppo positivi, la maggior parte dei rappresentanti delle Nazioni del Mondo erano concordi nel ritenere che il clima va preservato e si debbano prevenire i conflitti che possono scaturire da problematiche legate all’ambiente.

E’ indubbio, comunque, che la presenza di mediatori professionisti altamente specializzati possa ben servire al processo di riduzione degli impatti negativi dei cambiamenti climatici sull’ambiente e sull’intero ecosistema, aiutando gli stati, le organizzazioni, le industrie e tutti coloro che, a qualsiasi titolo, siano coinvolti, ad attuare positivamente e responsabilmente questi processi, prevenendo e  gestendo al meglio le controversie ambientali, sociali e politiche che potrebbero scaturire tra i popoli in futuro.

L’unica associazione di mediatori accreditata dalle Nazioni Unite a partecipare all’evento e’ stata Mediators Beyond Borders (www.mediatorsbeyondborders.org).

Si spera in negoziazioni migliori durante il prossimo Forum che si terrà in Messico nel 2010.

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