Dopo il corso di formazione (parte 1)


Dopo aver ricevuto l’attestato di frequenza del corso di formazione per conciliatore professionista e aver superato l’esame finale, mi sono chiesta e adesso? Come faccio a spendere questo titolo?

Ho cominciato una frenetica attività di ricerca e networking  per verificare le reali possibilità di inserimento in questo mercato…e che fatica!

Devo dire che non ho trovato molta apertura…anzi…forse perché è ancora un settore nuovo e di nicchia? Non lo so…sta di fatto che, non per scoraggiare, ma di sbocchi ne ho trovati sin d’ora ben pochi! Ma sono fiduciosa e non ho ancora esaurito le mie risorse!

Voglio mettere a disposizione di tutti la mia esperienza, chiedendovi ovviamente di confrontarla con la vostra ed, eventualmente di integrarla scrivendovi come vi siete mossi voi! Grazie!

Sono partita chiedendomi chi fa conciliazione e in quali ambiti.

Sono partita suddividendo il mercato in 3 settori:

  1. I CONCILIATORI PRESSO LE CAMERE DI COMMERCIO
  2. I CONCILIATORI PRESSO GLI ORGANI ISCRITTI NEL REGISTRO DEL MINISTERO
  3. I CONCILIATORI PRESSO ALTRE STRUTTURE: AUTOSTRADE, POSTE ITALIANE, TELECOMUNICAZIONI

Dunque mi sono attivata per rintracciare numeri di telefono, indirizzi, e-mail delle camere di commercio, degli organi preposti alla conciliazione sul sito del ministero della giustizia e ho visitato i siti di varie aziende Autostrade, Poste Italiane, Tim, Vodafone…

14 risposte a “Dopo il corso di formazione (parte 1)

  1. Egregia amica, ho letto con molto attenzione quanto da te scritto, sei brava ma inizialmente sei stata “buggerata”, infatti dici di esserti “professionalizzata” con Concilia (tra l’altro lo consigli anche), ma, Concilia è anche organismo di conciliazione e tu visto che sei così brava, perchè non hai chiesto l’iscrizione al loro organismo? Ti pare bello che tu prima fai un corso con altri e poi pretendi che altri organismi che non ti conoscono debbano iscriverti. Ma in che mondo vivi? Peccato perchè poi in ultima analisi hai imparato bene la “teoria della conciliazione” Noi siamo un gruppo di avvocati che abbiamo frequentato un corso (e non ne faccio pubblicità) e siamo tranquillamente state iscritte nell’elenco ed abbiamo effettuato conciliazione molto interessanti. Non è giusto parlare male di altri, la mia impressione? Tu sei uno di Concilia.

    • Gent.ma Elenora, ti ringrazio per i complimenti e per il prezioso contributo sul blog! Mi chiedi in che mondo vivo? In questo! In che mondo vorrei vivere? In uno dove i conflitti si risolvano pi serenamente! Credo fermamente nella conciliazione quale strumento non solo per risolvere le controversie e magari ingolfare un po’ meno i tribunali, ma soprattuto come strumento verso la pacifiacazione sociale. Un amico avvocato mi ha criticato dicendo che una visione utopistica. Ne prendo atto! Ma io ci credo! Un’amica mi ha consigliato il corso da conciliatore professionista e, poich quello promosso dall’ ASAC che aveva fatto lei ( le ho chiesto un intervento sul blog e spero possa condividere con tutti anche lei la sua esperienza) non riuscivo a seguirlo, mi sono imbattuta per caso navigando in internet in quello di Concilia! Per me stata un’esperienza fantastica! Mi sono trovata benissio e il docente, l’Avv. Alessandro Bruni, mi ha trasmesso proprio la passione e il credo per questo strumento di risoluzione dei conflitti. Non pubblicit quella che voglio fare! Ma come la mia amica mi ha suggerito il corso ASAC perch l’ha entusiasmata, cos anche io non posso che suggerire quello di Concilia! Proprio perch l’intento quello comunque di diffondere la cultura della conciliazione mi sembra bello che ognuno “passi la parola” di ci che ha avuto di positivo dal corso che ha fatto! Per cui se anche il tuo gruppo ha avuto un’esperienza positiva non c’ motivo di essere riservati su chi ve l’ha fatta fare! A livello di programmi la mia impressione quella che tutti i corsi abbiano gli stessi contenuti e comunque il titolo finale spendibile allo stesso modo da parte di tutti i conciliatori! Per questo motivo ho provato a contattare camere di commercio e organismi di conciliazione logisticamente vicini a me sul territorio ( Concilia mi pare operi maggiormente su Roma) indicando i risultati che ho ottenuto! Non avevo pretese di diventare conciliatore di tutti gli organismi ma solo di avere un quadro delle possibilit! La legge prevede semplicemente il requisito di frequentare il corso e superare l’esame. Non fa differenze tra i vari organismi e non ne faccio io! Siamo tutti conciliatori con la stessa visione! Anche Nicola Giudici, responsabile della conciliazione per la camera di commercio di Milano, ha commentato il “dopo corso di formazione” rilevando la presenza di limiti e ostacoli stante che ogni camera di commercio, pur offrendo lo stesso servizio fa un po’ da s ( e cos gli organismi di conciliazione). Non una critica, ma un fatto, una presa di posizione da cui dobbiamo partire e andare oltre. Personalmente seguo le attivit di diverse camere di commercio, soprattutto Bergamo, Venezia, Milano. Apprezzo molto l’attivit dell’ordine degli avvocati di Milano tant che cerco di non perdermi un seminario, una tavola rotonda e mi spiace non poter essere conciliatore per loro perch pur essendo avvocato non sono iscritta (mia scelta di vita)! Per il momento non sono nemmeno conciliatore di Concilia! Vedremo pi avanti anche il considerazione di come verranno organizzate le cose a seguito del d. lgs.! Non importa in che liste siamo iscritti, in quale camera di commercio o organismo, l’importante conciliare e diffondere questa cultura! Per questo motivo ti chiedo un prezioso contributo al blog, magari portanto la tua esperienza come conciliatore! Grazie Mille! A presto! Alessandra

    • Volevo fare i complimenti ad Alessandra per il suo Blog, per le informazioni, gli approfondimeneti e l’esperenza riportati.
      Volevo poi scrivere ad Eleonora quanto apprezzo il tono conciliativo adottato nel suo commento.
      Se non ricordo male la norma che regolamenta la concilazione prevede che conciliatore professionista possa essere
      a) magistrato in quiescenza;
      b) professionista iscritto in albo professionale da più di 15 anni;
      c) qualsiasi altro soggetto purchè abbia sostenuto e superato un corso ed un esame presso un ente accreditato presso il Ministero di Giustizia.
      Non mi era parso di capire che ulteriori limiti e requisiti fossero stabiliti ma, soprattutto, che la partecipazione ad un corso organizzato da un ente accreditato piuttosto che un altro comporti la maggiore o minore possibilità di operare nel settore. E’ come dire che un laureato in legge che sostenga e superi l’esame di stato per diventare avvocato abbia più o meno possibilità di esercitare la professione a seconda di dove si sia laureato o abbia fatto l’esame stesso.
      Un’ultima cosa… cosa significa “Tu sei uno di Concilia”?. Sarebbe come scrivere “Tu sei uno della Cattolica” piuttosto che “uno della Sapienza” o “uno della Statale”.
      Sono convinto che la differenza non la fa dove uno si sia formato ma piuttosto cosa faccia per mettere in pratica ciò che ha appreso.
      Grazie, Tiziano

      • mediazionetrapari

        Grazie per il tuo intervento! In effetti, il mio intento e’ semplicemente quello di mettere a disposizione le informazioni che ho raccolto e che man mano sto raccogliendo. Tante cose, quando ho iniziato questo percorso non le sapevo e se qualcuno me le avesse dette mi avrebbe senz’altro fatto un grande piacere! Sono d’accordo totalmente con il fatto che la differenza non la fa il corso o l’organismo, ma quello che abbiamo appreso e come lo riusciamo ad applicare e a trasmettere agli altri! Molto dipende anche da come si affronta il corso. Io ho potuto vedere alcuni che lo hanno fatto perch ci credevano e volevano davvero fare i conciliatori, altri solo per avere i crediti formativi, altri ancora per curiosit intellettuale o per approfondimento di interessi personali, altri che giocavano con il cellulare per tutta la durata delle lezioni e non ho capito perch erano l! Ti ringrazio ancora per i complimenti e per il contributo e ti chiedo di continuare a condividere le tue esperienze in materia di conciliazione su questo blog! Ciao. Alessandra

  2. Salve a tutti!
    In primo luogo desidero complimentarmi per l’ottimo servizio e le info dettagliate che vengono fornite su questo blog a chi, come me, sta valutando l’opportunità di iscriversi ad un corso per conciliatore professionista!
    Quanto ho letto tuttavia mi scoraggia: mi pare di capire che dopo aver investito tempo e denaro in un corso di fatto si rischia di non essere neppure inseriti in un elenco a scorrimento, ho bene inteso?
    Cercando informazioni su internet non si comprende,peraltro, con certezza da quando la conciliazione diverrà obbligatoria: qualcuno puo’ fornirmi informazioni precise?
    Mi è parso poi di aver letto che la Camera di Commercio di Milano ha in programma prossimamente una selezione: qualcuno ha informazioni a riguardo?
    Ringrazio per l’attenzione e attendo …trepidante!Ciao Emanuela

    • mediazionetrapari

      Gentilissima Emanuela, grazie per il tuo intervento positivo! Non devi essere scoraggiata! Il mondo della conciliazione molto interessante e vale la pena approfondirne la conoscenza. Il post corso non certamente rose e fiori, bisogna armarsi di pazienza e iniziare a fare un po’ di telefonate…martellanti ai vari organismi per avere informazioni concrete su come entrare nelle liste dei conciliatori. Non e’ semplice. Nel blog ho messo a disposizione la mia esperienza proprio per dare una mano a districarsi tra i vari organismi. Il mio consiglio e’ quello di frequentare il corso e seguire i suggerimenti che danno loro per entrare nelle liste di conciliatori. Alcuni organismi danno la possibilita’ a chi ha frequentato il proprio corso di entrare nelle liste dei propri conciliatori, altri invece richiedono una maggiore esperienza. Il suggerimento e’ quello di iniziare a fare domanda alle camere di commercio (magari quelle vicino a te) che mi sembrano abbiano meno vincoli. Per quel che riguarda la conciliazione obbligatoria, e’ stato pubblicato il 4 di marzo il decreto legislativo attuativo della legge 69 sulla mediazione. Dal 20 marzo sar in vigore. Ho inserito un post con il link per visualizzare il testo. Lo commenteremo insieme sul blog nei prossimi giorni. Infine, avevo chiamato la camera di commercio di Milano qualche tempo fa per sapere come entrare nella loro lista di conciliatori: requisito fondamentale e’ l’aver frequentato il corso da conciliatore e poi il superamento di una selezione all’interno della camera di commercio stessa. Per le date di questa selezione non so ancora nulla, mi avevano riferito verso la primavera, ma ad ora non ho avuto notizie precise. Immagino sia rimasto tutto un po’ sospeso proprio in attesa dell’evolversi della materia con l’adozione del decreto. Ti far sapere sicuramente qualcosa prossimamente. Grazie per voler continuare a condividere le tue esperienze, impressioni, idee sul blog! A presto! Alessandra

  3. Gent.mi colleghi, coraggio e fiducia. Tutti gli organismi di conciliazione tirano acqua al loro mulino. Francamente di lavoro al momento non c’è poi così tanto per cui chi è ben piazzato tende al protezionismo.
    Ma io vorrei fare un passo indietro, ovvero ripartire dalla formazione. Abbiamo superato il primo corso, acquisito il titolo professionale, ma a mio modesto parere è necessario proseguire nella specializzazione.
    Gli stessi Organismi, diciamocela tutta, dispongono di professionisti mediamente, general-generici che si adattano a tutte le stagioni, a tutte le casistiche, ma in futuro, e per futuro intendo a partire dal prossimo mese di aprile 2011 , si prevede una vera e propria rivoluzione culturale per cui ulteriori specializzazioni non potranno che offrirci maggiori opportunità di lavoro.
    Mi rendo conto che tutti noi verremmo monetizzare sin da subito il nostro investimento culturale e finanziario ma purtroppo il “mercimonio” che si è riversato sulla conciliazione sta portando benefici immediati soltanto agli enti di formazione alcuni dei quali sembrano dei cacciatori appostati al tiro al piccione o agli uccelli migratori. Stiamo infatti registrando iscrizioni a “pagamento”, tesseramenti fasulli,
    e presto leggeremo di società non accreditate, di truffe, e cose da striscia la notizia.
    Quindi restiamo con i piedi per terra non andiamo a cercare improbabili scorciatoie. Come qualsiasi altra professione, anche quella del conciliatore richiedere sacrifici, impegno, costanza, aggiornamenti e concentrazione cosa ne pensate?
    Sentiamoci……..Roberto

    • Ciao! Benvenuto sul blog! Mi trovi pienamente concorde con quello che scrivi! L’importante è avere ben chiare come stanno le cose: non è un percorso semplice e non ci sono scorciatoie. Anche io ho raccolto spesso l’insofferenza di chi non ha monetizzato subito l’investimento e io stessa sono in questa condizione, come dici tu: piedi per terra e sappiate che, almeno nella fase iniziale, conciliare non vi servirà a pagare il mutuo a fine mese! Col tempo probabilmente diverrà un lavoro remunerato alla pari di altri.
      Mi interessa anche evidenziare come hai perfettamente ragione nel dire di specializzarsi nelle materie oggetto della conciliazione obbligatoria. Porto ad esempio la mia esperienza personale di settimana scorsa. Sono stata contattata da un organismo di conciliazione interessato al mio profilo per due motivi: sono sei anni che lavoro in un istituto bancario e conosco i contratti bancari e le problematiche sottostanti; non pratico come avvocato, e questo in alcuni casi, può essere utile quando le parti sono accompagnate in conciliazione dagli avvocati, che in tal modo non si trovano di fronte un collega che poi incrocieranno in tribunale. Badate bene: non importava con chi avevo fatto il corso, ma le mie competenze specifiche! Per cui come suggerisce Roberto: specializziamoci e arricchiamo i nostri cv per noi stessi e per essere più competitivi!

  4. Cerchiamo di stare con i piedi per terra ed in questo momento confuso-possibile proroga di un anno- chiariamoci tra noi. Per esempio il rapporto tra il conciliattore iscritto e l’organismo di conciliazione di che tipo è? lavoro professionale, subordinato ecc; e se di tipo professionale presuppone la partita iva da parte del conciliatore?Grazie a chi vorrà informarmi.

    • Ciao Riccardo! Certo stiamo coi piedi ben piantati per terra! Il rapporto con l’organismo di conciliazione dipende dall’organismo stesso, dovresti vedere il regolamento. Alcuni organismi hanno la forma di associazione, altri di srl, altri spa…le conseguenze sul tipo di rapporto con i mediatori iscritti sono diverse!

  5. Ciao, vorrei portare un contributo probabilmente polemico, ma spero interessante.
    Gli avvocati non dovrebbero anche potersi occupare della mediazione come mediatori: cioè uno o fa l’avvocato o fa il conciliatore.
    Questo, perchè l”avvocato è una persona abilitata a stare in giudizio…….e lì deve rimanere! La conciliazione è esattamente un’altra cosa. invece gli avvocati si vantano di essere i mediatori per eccellenza……nulla di più sbagliato. Sono pochi quelli vorrebbero andare a conciliare presso….avvocati, che hanno anche il secondo interesse di privilegiare il rinvio alla causa. Come ho già letto in altri blog, abbiamo una marea di avvocati poco capaci e senza clienti, ma in questo modo troverebbero il lavoro certo e qui si deve parlare di casta…… brutta situazione per i cittadini.
    Chi ha possibilità farebbe bene ad informare i cittadini che la conciliazione tramite organizzazioni composte da avvocati sono inopportune ed in conflitto di interesse.
    Via libera quindi alla conciliazione, ma gli avvocati continuino a fare ciò che devono fare, oppure se non hanno clienti cambino lavoro!
    Grazie per l’ospitalità.

    • Ciao Riccardo, benvenuto e grazie per il tuo contributo! Nessuna polemica..giustamente rilevi un fatto e io ti do ragione. Ma come ho evidenziato in altre occasioni, generalizzare parlando di un incompatibilità totale tra le due professioni sarebbe penalizzante. Ci sono tanti e ottimi avvocati che fanno i mediatori con successo e che riescono a spogliarsi della toga quando conciliano. E’ molto soggettivo!

  6. io devo ancora decidere con chi fare il corso ma ritengo che se la giostra è tua riesci a fare qualche giro,mentre se la giostra è degli altri…..bè al massimo te la fanno pulire

  7. Cari colleghi e Colleghe,
    se prima ero convinto che gli italiani si dividessero in
    – 50% convinti che sarebbero stati dei bravi Allenatori di calcio
    – 50 % che si sentono un pochetto Psicologi,
    ..sono arrivato ad allargare la torta ed aggiungere un altro 50 % che si sentono bravi Mediatori e dominatori assoluti delle tecniche di negoziazione e comunicazione.

    Come tutti avrete potuto apprezzare durante le simulazioni fatte durante i corsi, ci sono colleghi più portati di altri, qualcuno un pochetto meno, ed altri su cui non fareste mai affidamento. Approposito! Avete mai visto bocciare nessuno?

    Capisco la frustrazione di chi bussando a tutte le porte degli Organismi non riesce a farsi dare nemmeno udienza. NON capisco invice chi afferma che fatto un corso si debba accedere per diritto divino o di casta ad un organismo (Fatto salvi gli organismi dei rispettivi ordini o Albi professionali, dove basta anteporre il titolo accademico ed aver sostenuto corso ed esame). Magari iscritti nelle liste dei mediatori dello stesso organismo a cui avete sganciato 1000 o più dobloni d’oro.

    Grande business quello della formazione. Se poi ti fanno iscrivere nelle loro liste dei mediatori…. e magari non ti faranno mai fare in vita tua nemmeno una mediazione. Ma in compenso ogni anno dovrete pagare l’assicurazione, ogni 2 la formazione, e via dicendo!!

    Tralasciando gli aspetti filantropici della mediazione, quasi tutti gli organismi sono società che al momento mi risultano essere rigorosamente a fini di lucro (mi scuso con gli organismi di conciliazione forense), e quindi mi auguro che per accedervi la selezione venga fatta per titoli ma anche per capacità. Sono loro i primi a trarre vantaggio dal livello di capacità e preparazione dei loro mediatori.
    La nostra sarà una prestazione d’opera professionale alias fatta da un professionista… ed aggiungo esperto in tecniche di mediazione, non in diritto pubblico, del lavoro o in calcolo strutturale di ponti (materie comunque se non da sapere articolo per articolo ma almeno da conprendere per poi avventurarsi in una mediazione su queste casistiche).

    In Italia la Mediazione Civile e Commerciale deve essere fatta presso un organismo di concilizione accreditato. L’organismo designerà il mediatore più adatto a quella determinata disputa, e tutto avrà inizio…

    Vi vorrei però segnalare che anche il campo privato ha bisogno dei mediatori. Ogni servizio clienti ha al suo interno, in uno stato più o meno embrionale o evidente, un ufficio che si occupa di conciliazione.

    Alcuni organismi di mediazione consentono affiliazioni a vario titolo. Ad esempio:
    Mediatore – 30%
    Sportello “commerciale” 30 %
    (Fornitura sede) 20%
    Affiliazione fino a 80%

    credo che abbiate intuito il significato venale e compensatorio della percentuale, da applicare a quanto pagato dalle parti per il procedimento di conciliazione (con ovviamente tutti i distinguo delle casistiche)

    E’ possibile aprire in modo associativo un proprio organismo di conciliazione.

    E’ possibile inventarsi un ruolo commerciale per andare a raccogliere inscritti per i corsi obbligatori e di aggiornamento, o clienti per gli organismi di Conciliazione. Promuovere convenzioni, ecc ecc ecc

    Lascio a voi tutti i possibili scenari

    Difronte alle avversità non fissate il vuoto con sopra la
    nuvoletta di “… voi togati,… in una puntata di avvocati a Los Angeles”, poco ci azzecca con il nostro ruolo, comunque un completo nero, vi farà sicuramente fare una bella figura difronte alle parti.

    Se vorrete occuparvi seriamente di mediazione dovrete, anzi, dovremo entrare nell’ottica che le dinamiche saranno le stesse di un libero professionista che deve andare a caccia del lavoro. Dimostrare di essere più bravi degli altri e trovare il modo di darne evidenza; Aggiornarci, discutere di casi, fare simulazioni…; Crederci si…ma fino in fondo
    Ed io ci credo!
    Maurizio

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