COME DIVENTARE CONCILIATORE: IL CORSO DI FORMAZIONE


Il conciliatore deve essere:

  • un magistrato in quiescenza;
  • un professore universitario di ruolo di materie giuridiche o economiche anche in quiescenza;
  • un professionista iscritto in albi professionali di materie giuridiche o economiche da oltre 15 anni anche se successivamente cancellati non per motivi disciplinari;
  • un laureato in materia giuridiche o economiche ovvero un iscritto in albi professionali in materia giuridiche o economiche con anzianità inferiore ai 15 anni purché abbia seguito con successo un corso specifico di formazione per conciliatori, che sia stato svolto in conformità a quanto prescritto dalla determinazione assunta dal Responsabile del registro a norma dell’art. 10, co. 5, d.m. 222/2004.

Ciascun conciliatore non può rendere una dichiarazione di disponibilità a oltre tre enti/organismi di conciliazione (la violazione costituendo, peraltro, illecito disciplinare per i soggetti iscritti in albi professionali o pubblici dipendenti). D’altra parte ogni ente/organismo di conciliazione (diverso dalle camere di commercio e dagli organismi camerali) deve aver ricevuto la disponibilità, in via esclusiva, di almeno sette conciliatori.
Il conciliatore assume un incarico di carattere professionale, che deve essere svolto con diligenza e correttezza, osservando l’obbligo di riservatezza su tutto quanto appreso per ragioni di servizio. Egli non può assumere alcun diritto ovvero obbligo che sia direttamente o indirettamente connesso con gli affari trattati, né possono percepire compensi direttamente dalle parti, senza la mediazione dell’ente/organismo di conciliazione presso il quale presta servizio.
Per quel che concerne i corsi di formazione, ci si può rivolgere agli enti abilitati dal Ministero della Giustizia, si veda sul sito: http://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_10_2.wp

Personalmente ho fatto il corso tenuto da Concilia srl e mi sento di consigliarlo. Il sito è www.concilia.it

Anche le Camere di Commercio tengono corsi di formazione. Suggerisco di visitare i siti web delle Camere di Commercio a voi più vicine per verificare le modalità di iscrizione, i costi e le date.

7 risposte a “COME DIVENTARE CONCILIATORE: IL CORSO DI FORMAZIONE

  1. grazie per le molte info utili in risposta a domande che mi sto ponendo sugli sbocchi di questa attività,non è quindi semplice come sembra spendere il titolo conseguito.

    • Grazie Manuela per il tuo intervento!
      Il mio intento è proprio quello di condividere le esperienze e le informazioni! Al momento sinceramente gli sbocchi non sembrano molti, tuttavia, se posso darti un consiglio, il corso lo farei comunque. La conciliazione è un modo diverso di approcciare ai problemi e ai conflitti, è un’ esperienza sì professionale ma soprattutto di vita! Al momento, purtroppo, non ho conosciuto conciliatore che non faccia altro per guadagnarsi da vivere…ma magari in un futuro prossimo potrà essere un lavoro come un altro, come lo è già negli Stati Uniti, dove esistono proprio a fianco di grandi studi di avvocati, grandi studi di conciliatori!

  2. ciao, grazie per il blog davvero molto ben fornito…..
    sto pensando di diventare conciliatore e quindi di fare il corso soprattutto dopo il D.Lg 28/2010.
    Ma ti faccio un paio di domande a cui non ho trovato risposta in vari enti formativi a cui mi sono rivolto.
    1) tutti gli enti non mi hanno posto i requisiti che tu riporti in un tuo post (laurea in materie economiche ma con almeno 15 anni di esperienza), mi hanno detto che basta la laurea in discipline economiche e/giuridiche. E’ vero?
    2) Nessuno mi ha spiegato quali sono le tariffe del conciliatore… ovvero quanto guadagna dalla risoluzione di un conflitto? E’ vero pu√≤ sembrare veniale, ma in un momento di crisi come questo francamente di spendere dei soldi per una formazione, seppure utile, che non mi chiarisce le opportunit√†…insomma √® meglio andare con i piedi di piombo….
    3) Dopo che hai passato l’esame sei un conciliatore professionista… ma c’√® un albo? un ordine qualcosa che costituisca opponibilit√† ai terzi e soprattutto protezione della categoria?
    4) Tu ritieni che se la domanda 1 √® vera, nei prossimi anni ci sar√† un’inflazione di conciliatori?
    grazie in anticipo per le risposte e comunque per questo blog sicuramente illuminante
    ciao
    Carmine

    • Grazie a te! Benvenuto!
      Ecco le risposte alle tue domande:
      1. I requisiti che ho indicato nel post – rileggendomi rendo conto che in effetti non sono stata molto chiara- sono necessari per chi non ha frequentato un corso e vuole fare il conciliatore. Per contro, chi non ha questi requisiti deve iscriveresi a un corso tenuto sa un’ente riconosciuto dal ministero della giustizia. Per fare il corso è richista la laurea, alla fine del corso ( la frequenza è obbligatoria), superato l’esame hai il titolo di conciliatore professionista. Dunque, ti confermo quello che ti hanno detto.
      Ti segnalo che alcuni enti organizzano corsi anche per chi non è laureato e, al termine, superato l’esame, diventi conciliatore professionale, con la limitazione che non potrai conciliare le cause ” societarie”
      2. Purtroppo fare il conciliatore non è una fonte di guadagno. Non conosco nessuno che fa il conciliatore di professione. Se spendi 1000 euro per fare il corso, diciamo che se le cose ti vanno bene, li amortizzi in un anno..forse.
      Ogni ente ha un regolamento di conciliazione in cui sono indicate le tariffe ( alias rimborso spese) del conciliatore che in genere vanno in base al valore della controversia. Non vorrei scoraggiarti, ma sotto il profilo economico non siamo messi molto bene, inutile dire il contrario. Personalmente ti consiglio comunque di fare il corso se ne hai la possibilità. Penso sia un investimento sia professionale sia di vita. Avrai sicuramente una visione più ampia di come affrontare i conflitti quotidiani…personali e professionali..e vivrai meglio!
      3. Non c’è un albo o ordine dei conciliatori a cui potrai iscriverti. Infatti il minietero della giustizia ha istituito un solo registro: quello degli organismi di conciliazione. Ogni organismo poi allega alla sua domanda l’elenco dei conciliatori che ” lavorano” presso lo stesso. Non è previsto alcun elenco autonomo dei conciliatori.
      4. Un’inflazione di conciliatori? Non saprei.. Ora i vari organismi hanno elenchi pressochè saturi cioè hanno più conciliatori che richieste di conciliazione per cui è difficile farsi inserire negli elenchi. Con l’entrata in vigore della legge sulla mediazione sicuramente aumenteranno le richieste di conciliazione e di conseguenza gli organismi saranno praticamente costretti ad incrementare il proprio organico. Inotre, penso che altre organizzazioni chiederanno al ministero di iscriversi come enti di conciliazione pere diventare nuove sedi di concilciazione. Dunque le prospettive sembrano buone…aspettiamo qualche mese per vedere come si sviupperanno le cose.

      Spero di essere stata esauativa, diveramente, chiedi pure! Grazie pere l’attenzione! Ciao e buon lavoro!

  3. veramente secondo il decreto basta essere iscritti ad un qualsiasi ordine professionale quindi non necessariamente ordini “giuridici ed economici”, se così posso dire…

    • Certamente! Il decreto 180 parla di ordini professionali senza specificare! Questo post fa riferimento alla normativa precedente. L’aggiornamento è nei post successivi! Ciao!

  4. Pingback: 2010 in review | Mediazione tra pari

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