MEDIAZIONE ONLINE: LA SOLUZIONE DEI CONFLITTI NELL’ERA DIGITALE

Il-litigio-universale-ying-e-yang-4669113267Purtroppo l’errore in cui incorriamo un po’ tutti quando approdiamo al web è di preoccuparci di capirne l’aspetto tecnologico.

In realtà è un problema secondario e che dipende dal momento storico – riflettendo, a livello tecnologico, c’è un’abisso tra la prima mediazione on line di un paio di anni fa e quella che ho fatto ieri! -.

La cosa importante è comprendere che Internet non collega computer.

Internet collega persone!

E quale posto migliore per svolgere il lavoro di mediatore che deve sintonizzare le persone sulla stessa frequenza, ripristinare la comunicazione tra di loro e accompagnarli verso una soluzione?
Ho condiviso con gli amici del sito Cowinnig – conversazioni digitali, la mia esperienza di “mediatore online”. logo-cowinning

Ecco il link per visualizzare l’articolo dedicato alla mediazione:

http://www.cowinning.it/evidenza/mediazione-online/

Cowinning è un progetto etico e sostenibile che promuove le buone idee offrendo visibilità e un luogo di confronto. Crediamo in una nuova cultura digitale fondata sulla relazione umana, sulla condivisone dei nostri saperi, sul supporto reciproco, sul confronto delle idee.

Ringrazio infinitamente per lo spazio che hanno voluto dedicare alla mediazione!

TECNICHE TEATRALI DI GESTIONE DEL CONFLITTO IN MEDIAZIONE

Schermata 2014-03-02 alle 21.23.32Dopo gli ottimi risultati delle precedenti edizioni,  sono lieta di invitarvi al vi corso  di TECNICHE TEATRALI DI GESTIONE DEL CONFLITTO IN MEDIAZIONE.

La comunicazione è l’arma principale per la risoluzione del conflitto, e l’ascolto è la caratteristica prima del buon comunicatore.

Ma come si fa ad ascoltare bene e a comunicare in modo efficace in caso di conflitto? Non è facile, e non esiste un unico modo per farlo.

Ilcomportamento del buon comunicatore dipende dal conflitto e dalle parti, oltre che dalla sua personalità ed abilità. Occorre saper capire dall’interno la dinamica del conflitto e saper interagire in modo costruttivo, leggendo tutti i messaggi che si inviano e si ricevono, in modo consapevole e inconsapevole. Occorre creatività e realismo.

Il corso si  terrà a Firenze nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 marzo pv.

Il corso di aggiornamento è svolto in conformità dell’art.18 comma 2 lettera g) del DM n.180/2010 (la partecipazione alle 18 ore del corso adempie all’obbligo di aggiornamento biennale dei Mediatori).

Se siete interessati ecco la locandina del corso TECNICHE TEATRALI PER LA GESTIONE DEL CONFLITTO IN MEDIAZIONE 3 con il programma specifico.

Per ulteriori informazioni: http://strategiedimediazione.blogspot.it/2014/02/tecniche-teatrali-di-gestione-del.html

SECONDA COMPETIZIONE ITALIANA DI MEDIAZIONE

competizioneTra pochissimi giorni si svolgerà la seconda edizione della competizione italiana di mediazione.
L’evento è organizzato dalla Camera Arbitrale di Milano e l’Università degli Studi di Milano e si svolgerà nelle giornate del 20 e 21 febbraio presso l’Università degli Studi di Milano.

E’ possibile assistere alle gare : squadre universitarie si confronteranno in simulazioni di mediazioni, per stabilire chi sia più bravo e competente nel negoziare un accordo soddisfacente.

A questo link potete trovare il programma in dettaglio e tutte le informazioni sulla competizione.

La prima edizione è stata non solo un’esperienza interessante e costruttiva, ma davvero entusiasmante!

Per cui suggerisco a tutti ad assistervi e che vinca il migliore!!!!

 

UNA MEDIAZIONE DI QUALITA’

Vorrei suggerirvi un’ interessante lettura per il week end: è stata presentata la settimana scorsa la ricerca della dott.ssa Vincenza Bonsignore: LA MEDIAZIONE CIVILE COMMERCIALE DOPO IL D.LGS. 28/2010 DAL VIVO I RISULTATI DI UNA RICERCA QUALITATIVA SUI CASI DEL SERVIZIO DI CONCILIAZIONE DELLA CAMERA ARBITRALE DI MILANO

La ricerca prende in considerazione vari profili della mediazione che si possono così riassumere:

 LE PARTI IN MEDIAZIONE
• quale tipologia di parti si presenta all’incontro di mediazione e con quale esito?
• esiste una correlazione tra la presenza delle parti fisiche e l’accresciuta possibilità di raggiungere accordi ?
• la presenza in mediazione dei rappresentanti delle persone giuridiche nelle forme più complesse o la delega conferita agli assistenti, renda più difficile la mediazione?
• Quanto incide il comportamento del rappresentante o assistente sull’esito della mediazione?
• come cambiano le dinamiche nelle mediazioni c.d. multiparti?

IL CONFLITTO IN MEDIAZIONE

• esiste una correlazione tra la tipologia di controversie e le probabilità di successo?
• esiste una correlazione tra il conflitto che riguardi più aspetti: tecnici, emotivi e relazionali e quale sia l’esito della procedura, a seconda dell’atteggiamento del mediatore che si concentri solo su uno di essi o su tutti?

TECNICHE DI MEDIAZIONE

• qual è l’ approccio che il mediatore adotta nella conduzione della mediazione? Un modello problem solving, secondo uno stile facilitativo o valutativo o un mix di entrambi, o un modello trasformativo o un insieme di queste tre tipologie.
• esiste una relazione tra le tecniche di conduzione della mediazione e la tipologia di conflitto?
• i mediatori adottano un approccio differente, ad esempio, trasformativo, in una controversia che verta sulla responsabilità civile medica, valutativo, in una questione bancaria, o facilitativo, in una locazione commerciale?
• Verificare la concreta applicazione, da parte del mediatore, del modello adottato e delle relative tecniche.

A queste e altre domande risponde la ricerca sul campo effettuata in Camera Arbitrale di Milano.

Scarica qui La ricerca sulla mediazione civile.
Buona lettura!

MEDIARE CON LA CINA

cinesedMediare non è sempre cosa semplice.

Le difficoltà aumentano quando la distanza non  consente di incontrarsi direttamente, quando non  si parla la stessa lingua, quando il nostro interlocutore ha una cultura distante dalla nostra…

Non nascondo il mio interesse per la cultura cinese che mi ha portato da un anno a questa parte a studiarne la lingua, oltre a questo è evidente il mio amore per internet…e lo shopping sul web!

L’insieme di questi fattori mi ha permesso di vivere un’esperienza di negoziazione che mi ha fatto riflettere e che vorrei condividere.

Ho ordinato su un noto sito dei vestiti su misura tra cui un paio di pantaloni.

Quando è arrivata la merce, i pantaloni erano corti e non era stato fatto l’orlo.

Il fatto che fossero corti era palesemente responsabilità mia che avevo sbagliato a dare la misura. Invio una mail al produttore cinese dicendo che i pantaloni erano corti e che li volevo cambiare ( ovviamente cosa non consentita dal contratto visto che si trattata di un capo su misura).

La risposta alla mail, come mi aspettavo, è stata negativa: le misure le avevo  fornite io e loro avevano confezionato i pantaloni sulla base di quello.

Azzardo una telefonata in Cina.

L’operatrice all’inizio ribadisce il concetto per cui rifiutavano un cambio merce o un rimborso, poi iniziamo a chiaccherare…le chiedo da quanti anni è in Cina, dove ha studiato cinese, le racconto i miei progressi nella lingua e il mio desiderio di andare in Cina…le dico che adoro fare acquisti on line e che il loro sito è meraviglioso e che  gli altri abiti che mi hanno confezionato mi hanno lasciato a bocca aperta: favolosi! Peccato davvero per quei pantaloni…io ero convinta cucissero l’orlo… se avessi saputo che non facevano l’orlo avrei dato una misura più lunga per farlo successivamente io … L’operatrice evidenzia come in effetti i cinesi non siano così attenti come noi italiani ai dettagli…

Le propongo di intercedere per me presso il suo responsabile per chiedere di rifare i pantaloni più lunghi e magari nel frattempo ordino qualcosa d’altro così fanno una spedizione unica.

Dopo poco ricevo una mail con cui mi confermano la spedizione gratuita di un nuovo paio di pantaloni più lunghi, la possibilità di trattenere quelli che avevo già ricevuto facendo un nuovo ordine.

Invio dunque  una mail di ringraziamento al responsabile dell’azienda dichiarandomi totalmente soddisfatta dal loro servizio clienti ed in particolare dell’operatrice che si era adoperata a trovare una soluzione estremamente interessante ed efficace!

Cosa ne pensate di questa negoziazione?

MEDIAZIONE: OBIETTIVO INTERNAZIONALIZZAZIONE

imiDa diversi mesi sono in attesa che vengano fissate le date di un corso di aggiornamento per mediatori che avrebbe dovuto tenersi a giugno dello scorso anno.
Ero molto interessata all’argomento specifico proposto. Tuttavia il corso non è stato tenuto perché non hanno raggiunto il numero minimo di iscritti.

Sentendo l’organismo che lo organizzava è emerso come in questo momento pare che il mercato recepisca di meno i corsi di formazione e di aggiornamento o specializzazione in mediazione.

In buona sostanza, nel periodo attuale i mediatori italiani stentano ad aggiornarsi e, ancora di più a specializzarsi in materie di mediazione.

Che peccato! Io aspetto fiduciosa che venga rifissata la data di questo corso di specializzazione perché l’aspetto formativo è essenziale per la professionalità del mediatore.

Personalmente, quest’anno lo voglio dedicate all’internazionalizzazione delle mie competenze da mediatore alla luce delle ultime direttive europee.

Nel maggio del 2013, è stata infatti approvata la direttiva UE sulla ADR dei consumatori che contiene delle indicazioni che – anche attraverso il richiamo all’art. 114 del Trattato sul Funzionamento della UE nella parte in cui prevede l’impegno a garantire un elevato livello di protezione dei consumatori – lasciano intendere quanto si ritenga necessario giungere nei vari paesi dell’Unione Europea ad una cultura omogenea della mediazione e ad un omogeneo livello professionale dei mediatori.
Inoltre, questa direttiva ( 2013/11/Ce del 21.5.2013) è stata varata unitamente alla On line Dispute Resolution (Regolamento Ue 514/2013) ed è riservata esclusivamente alle controversie dei consumatori. Il nuovo Regolamento ODR modifica il Regolamento 2006/2004 e la Direttiva 2009/22/CE , rendendo obbligatorio l’utilizzo della piattaforma informativa On Line.

In considerazione del nuovo scenario europeo che si creerà nei prossimi anni con il recepimento di queste disposizioni, è indispensabile che il mediatore italiano si europeizzi!

Mi sembra interessante segnalare questa opportunità: l’accreditamento come IMi Certified Mediator.

Al momento la certificazione IMI è l’unico strumento che riconosce in tutto il mondo alti standard di qualità dei mediatori ed è quindi il massimo riconoscimento che assicuri la qualità e la professionalità dell’operato dei mediatori che sono certificati.
Ecco il link per avere maggiori informazioni: http://www.imimediation.org/

PRIMI CHIARIMENTI DAL MINISTERO

Dopo la  direttiva 5 novembrecon cui il Ministro si è occupato della vigilanza sugli organismi di mediazione, ecco finalmente i primi chiarimenti sul nuovo istituto della mediazione.
La circolare 27 novembre precisa alcuni aspetti cruciali della nuova mediazione, in particolare:
A. obbligatorietà della mediazione: la mediazione disposta dal giudice è da considerarsi una forma obbligatoria di mediazione, pertanto va individuato quale sia il criterio da applicare per la determinazione delle riduzioni minime delle indennità. Il ministero evidenzia che la previsione di cui all’art. 16 comma 4 lett. d) del D.M. 180/2010 è da applicarsi anche alle ipotesi di mediazione obbligatoria disposta dal giudice (art. 5 comma 2 D. Lgs. 28/2010).

B. riflessi in materia di spese: il ministero vuole chiarire la disposizione per cui “nel caso di mancato accordo all’esito del primo incontro, nessun compenso è dovuto per l’organismo di mediazione”, precisando che:
1. nel termine “compenso” di cui all’art. 17 comma 5 ter del D. Lgs. 4 marzo 2010, n. 28 non devono essere comprese le spese di avvio del procedimento;
2. le spese di avvio sono dovute da entrambe le parti comparse al primo incontro;
3. nel caso in cui la parte invitante non sia comparsa al primo incontro, nessuna indennità può essere richiesta alla parte invitata che sia viceversa comparsa;
4. oltre alle spese di avvio dovranno essere altresì corrisposte le spese vive documentate.

C. competenza territoriale: la domanda di mediazione dovrà essere presentata presso un organismo di mediazione accreditato che abbia la propria sede principale o secondaria nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia che si intende proporre. L’ individuazione dell’organismo di mediazione competente a ricevere l’istanza va fatta tenuto conto del luogo ove lo stesso ha la sede principale o le sedi secondarie, che siano state regolarmente comunicate a questa amministrazione ed oggetto di provvedimento di iscrizione

D. ruolo degli avvocati: due le disposizioni che riguardano gli avvocati: “gli avvocati iscritti all’albo sono di diritto mediatori” e nel caso di mediazione obbligatoria, la parte deve essere “assistito da un avvocato”, che il ministero vuole chiarire precisando che:
1. è da escludere che gli avvocati possano esercitare la funzione di mediatore al di fuori di un organismo di mediazione
2. l’assistenza dell’avvocato è obbligatoria esclusivamente nelle ipotesi di c.d. mediazione obbligatoria; nella mediazione c.d. facoltativa le parti possono partecipare senza l’assistenza di un avvocato fermo restando la possibilità di ricorrervi in qualunque momento
3. gli obblighi di formazione e aggiornamento per il mediatore avvocato debbano avvenire nell’ambito dei percorsi formativi professionali forensi, la cui organizzazione è demandata al consiglio nazionale forense;
4. è importante la verifica, per lo svolgimento della imparziale attività di mediazione, della insussistenza delle seguenti circostanze: che l’organismo di mediazione abbia sede presso lo studio di un avvocato, ovvero presso uno studio associato di avvocati; e che lo studio di un avvocato abbia sede presso l’organismo di mediazione.

E. principi deontologici per gli organismi di mediazione: la precisazione del ministero riguarda delle convenzioni o accordi, stipulati tra l’organismo di mediazione e le parti o i loro patrocinatori, volte a stabilire forme di agevolazioni – o sconti in materia di compensi economici – a favore di una soltanto delle parti in mediazione, ovvero dei loro patrocinatori. Tali convenzioni non sono consentinte. Inoltre, il ministero richiama l’attenzione sull’ osservanza degli obblighi di comunicazione dei dati statistici relativi all’attività di mediazione svolta, entro i termini, con la periodicità e secondo le modalità previsti dalla circolare emessa in materia dalla competente Direzione Generale di Statistica del Ministero della Giustizia, pubblicata sul sito internet del Ministero.