Archivi del mese: luglio 2011

NEGOZIARE A 14 ANNI!

La negoziazione sta alla base della mediazione.
Nel nostro quotidiano negoziamo continuamente, a volte senza nemmeno che ce ne rendiamo conto.
Credo che per fare il mediatore sia necessario acquisire un metodo di negoziazione e non limitarsi ad affidarsi alle nostre capacità e doti personali che spesso ci fanno pensare di essere già ottimi negoziatori per natura.
Il negoziatore che applica un metodo sarà quello che condurrà la negoziazione, affidarsi alla capacità d’improvvisazione è molto rischioso!
Prepararsi alle negoziazione valutando interessi e obiettivi di entrambe le parti anticipando le conseguenze che le proposte messe sul tavolo avranno nel breve e lungo periodo, rende più efficace il tempo che viene poi impiegato durante la negoziazione.

Dedicate una manciata di secondi per vedere questa negoziazione tratta dal film El Grinta ( se vi piace poi potete guardare tutto il film!).
Conduce la negoziazione una ragazza di 14 anni con un commerciante ed emerge come ogni parte ha due alternative:
- trovare un accordo
- scegliere il migliore non accordo
Nel raggiungimento di un accordo bisogna necessariamente tenere conto delle alternative che le parti hanno, le BATNA e le WATNA.
In alcuni casi a cui mi è capitato di assistere, il raggiungimento dell’accordo rappresentava la peggior alternativa di una delle parti, pertanto, come mediatore secondo me è meglio fare un verbale negativo che strappare un accordo che poi non reggerà!

Fatemi sapere cosa ne pensate della ragazzina nel video!!

MEDIATORE CIVILE: UN SECONDO LAVORO?

Nonostante le polemiche, le incertezze, la mia sensazione è quella che in molti abbiano voglia di sperimentare questa nuova professione, spesso perché la vedono come una possibilità di integrare lo stipendio che già hanno.
Dopo la pubblicazione l’articolo “come diventare mediatore”, mi sono arrivate molte domande sulle possibili incompatibilità del lavoro di mediatore con altre professioni.
La legge sulla mediazione non prevede incompatibilità con altre professioni e con il lavoro dipendente, tuttavia è bene verificare nello specifico cosa preveda il proprio contratto di lavoro o i contratti di lavoro nazionale a cui si riferisce.Infatti, le disposizioni di legge ( decreto 28/2010 e 180/2010) non appaiono prevedere esplicitamente ai fini dell’iscrizione nel registro dei mediatori di un lavoratore dipendente alcuna incompatibilità con lo svolgimento dell’attività di lavoro subordinato o autonomo per conto di soggetti terzi.
Questa carenza normativa non sembra casuale se consideriamo che, quando il legislatore lo ha ritenuto necessario in materia, ha invece previsto una precisa incompatibilità per così dire interna laddove ha indicato che il mediatore non possa iscriversi a più di 5 organismi.
A sostegno di questa tesi a mio parere è la previsione dell’art 6 d.m. 180/2010 perché nel caso in cui fosse stata prevista l’incompatibilità con lo svolgimento di attività subordinata, tale norma avrebbe previsto un apposita dichiarazione al fine di accertare l’esistenza della stessa.
Non solo, ma nel comma finale dell’articolo, il legislatore ha confermato che i lavoratori subordinati possono svolgere attività di mediazione ed essere iscritti negli elenchi prevedendo delle specifiche sanzioni per alcuni di essi.
Un altro aspetto da considerare a sostegno di quanto sopra è la disciplina dei compensi dei mediatori, i quali sono strettamente legati all’incarico assegnato ed ha natura di compenso professionale essendo indicato quale “onorario”.
In conclusione credo che quello del mediatore possa per molti costituire un secondo lavoro, verificando prima con il datore di lavoro eventuali limiti previsti dal proprio contratto.

BOZZA DEL TESTO DELLE MODIFICHE AL DECRETO 180

Come è noto a tutti è in fase di pubblicazione in gazzetta ufficiale il regolamento di modifica al decreto 180/2010.

Vi allego il testo che ha già avuto parere favorevole dal consiglio di stato.

Attendiamo la pubblicazione!

Bozza-regolamento-modificativo-DM-180-2010

SELEZIONE CAMERA COMMERCIO BERGAMO

Alla fine del mese di giugno è stato pubblicata sul sito della camera di commercio di Bergamo la procedura per l’iscrizione nell’Elenco dei Mediatori civili e commerciali.
Io abito in provincia di Bergamo e la selezione mi è sfuggita perchè ero in vacanza, ma leggendo il bando mi sono messa il cuore in pace perchè comunque non avrei potuto parteciparvi visti i requisiti che richiedono…udite udite solo per essere inseriti in una lista provvisoria..
Ecco i requisiti di ammissione:
- frequenza al corso
-professionista iscritto presso un collegio/ordine professionale
-disponibilità all’organismo di almeno 2 giorni fissi alla settimana
- possesso di una polizza assicurativa per la responsabilità civile con massimale uguale o superiore a 500.000.

A parte il primo requisito..che mi dite degli altri????
Io non ne possiedo nemmeno uno degli altri! Non mi risulta che le altre selezioni per le camere di commercio prevedessero tali requisiti! Io ho partecipato e superato quella di Milano e la selezione è stata fatta su prove scritte e orali e non su pre-requisiti che la legge non prevede a carico del mediatore!
E’ vero che la legge non ha imposto nessun criterio agli organismi per la scelta dei propri mediatori, ma se tanto si parla di professionalità e preparazione non mi pare che questa possa essere attestata dall’avere una polizza assicurativa!
Voi cosa ne pensate?
Se qualcuno è riuscito a entrare in questa lista, mi faccia sapere come procede poi la selezione! Sono davvero curiosa!

IN ARRIVO DECRETO CORRETTIVO…

Sono giorni che si inseguono notizie circa l’imminente pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto correttivo alla vigente normativa in materia di mediazione civile.
Lo annunciava giorni fa il capo dell’ufficio legislativo del ministero della Giustizia, ma per ora non si vede ancora nulla.
Pare che questo decreto correttivo non conterrà l’obbligo di assistenza obbligatoria come auspicato dalla categoria forense, ma che conterrà indicazioni a garanzia di una maggiore professionalità dei mediatori.
Oltre all’obbligo di aggiornamento, sembra sarà previsto un tirocinio che implica la partecipazione dei neo-mediatori a 20 mediazioni prima di diventare operativi.
Attendo come tanti di voi di capire cosa effettivamente sarà previsto in questo decreto, non nascondendovi la mia personale preoccupazione.
Rifletto su queste cose:
- chi insegna cosa a chi se la mediazione è appena partita? Chi è il mediatore esperto e chi il neo mediatore?
- come faranno i neo mediatori ad accumulare 20 partecipazioni a mediazioni in tempi ragionevoli senza riempire i tavoli di mediazione?
- le parti dovranno autorizzare la presenza di un uditore?
Sono sempre convinta dell’idea che la professionalità del mediatore farà con il tempo la differenza nel determinare il successo non solo della mediazione stessa ma anche dell’organismo cui quel mediatore fa parte.
A mio parere la professionalità è una cosa che sta al mediatore costruirsi con l’esperienza e con lo studio personale e che sta al singolo organismo verificare periodicamente per confermare la presenza del mediatore nelle sue liste.
Voi cosa ne pensate?
Credo che una formazione efficace debba essere personalizzata. Magari alcuni mediatori avranno bisogno più di approfondimenti relativi alle materie che alla comunicazione per cui 20 tirocini sarebbero inutili; altri mediatori potrebbero avere maggiore emotività e avere bisogno di assistere a tante mediazioni prima di sentirsi pronti.
A mio parere la valutazione della professionalità del mediatore che si vuole garantire deve essere costruita dal binobio mediatore-organismo…questo sempre nel mondo ideale della medazione!

MEDIAZIONE E CONDONO PER LITI FISCALI FINO A 20.000 EURO

Una notizia di qualche giorno fa ci fa riflettere ancora una volta sulla crescente importanza che si vuole dare alla mediazione quale strumento per diminuire il contenzioso.

In realtà a mio parere l’obiettivo della mediazione deve essere quello di verificare la possibilità di trovare una soluzione alternativa e collaborativa a una pendenza tra le parti cercando di mantenere la relazione tra le stesse, il fatto di diminuire poi la quantità di contenzioso deve essere considerato un effetto collaterale.
La “Manovra Correttiva” (decreto legge 98 del 2011 in vigore dal 6 luglio) prevede in materia di liti fiscali la mediazione obbligatoria per le liti con importo fino a 20.000 euro e il condono delle liti fino allo stesso importo di valore.

L’obiettivo del Governo è quello di a ridurre il contenzioso pendente e a limitare quello futuro.

Al D.Lgs n. 546 del 31 dicembre 1992 è stato, infatti, inserito l’art. 17-bis “Il reclamo e la mediazione” che introduce una fase obbligatoria di mediazione per tutte le liti con valore pari o inferiore a 20.000 euro, il cui mancato esperimento della fase di conciliazione comporterà l’inammissibilità del ricorso.

Entro il termine per il ricorso, quindi, il contribuente dovrà notificare all’Agenzia delle Entrate un apposito reclamo contenente la proposta di mediazione con rideterminazione delle somme pretese. L’organo che riceve il reclamo potrà, quindi:
A. accogliere la proposta del contribuente (in tal caso la procedura si arresta);
B.respingere la proposta di mediazione del contribuente;
C.effettuare una proposta di mediazione.
Qualora decorrano inutilmente 90 giorni dalla notifica del reclamo, ovvero l’Agenzia delle Entrate non fornisca risposta entro tale termine, iniziano a decorrere i termini per la proposizione in giudizio.

Per completezza aggiungo che la Manovra ha previsto un condono che avrà ad oggetto le sole controversie ancora pendenti alla data del 1° maggio 2011, dinanzi alle Commissioni tributarie, al Giudice ordinario o in sede di giudizio di legittimità e che non siano ancora state definite con sentenza, rinviando, per la disciplina di esso, a quanto già previsto dall’art. 16 della Finanziaria 2003.

COME RISOLVERE UN CONFLITTO CON LA TECNICA WIN-WIN

Anche in vacanza ho avuto modo di riflettere come la teoria della mediazione e della gestione alternativa del conflitto possa trovare applicazione in diversi ambiti e in differenti situazioni della vita quotidiana.
Perché il conflitto ci fa paura? Perché associamo al conflitto l’idea di dover lottare..e la prospettiva di essere sconfitti è quella che ci fa paura.
Ma conflitto non significa sempre lottare! Per risolvere le controversie non sempre serve la forza. Spesso è meglio un reciproco vantaggio piuttosto che l’eliminazione dell’avversario!
La strategia adottata dalla risoluzione alternativa delle controversie si basa sullo schema del win-win.
Rivediamo le 5 tappe di questo schema:
1. Analizzare la situazione e individuare il reale problema: Cosa ha fatto nascere il conflitto? Quali sarebbero le conseguenze positive e negativa della vittoria di una parte sull’altra
2. Cercare soluzioni creative: immaginasi più scenari alternativi di compromesso e collaborazione
3. fare l’elenco delle priorità: lista delle cose che si vogliono ottenere e di ciò a cui si è disposti a rinunciare
4. comunicare: non chiudersi in se stessi ma aprire un canale di comunicazione tra le parti
5. conoscere l’altra parte: permette di anticipare le mosse dell’altro

Attenzione non è comunque sempre così! L’ultima mediazione che ho visto è fallita perché una delle due parti non aveva una WATNA, una peggiore alternativa..la mediazione era per quella parte la peggiore alternativa per cui l’accordo non c’è stato! Ricordiamo dunque che lo scopo della mediazione non è quello di trovare un accordo, ma di verificare se l’accordo sia la soluzione migliore di interesse delle parti!